fino al 22.II.2009 - Ethnopassion - Milano, Fondazione Mazzotta 3110 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
27/06/2019
Wes Anderson e Juman Malouf portano il sarcofago di Spitzmaus alla Fondazione Prada
26/06/2019
A Roma riapre al pubblico il Ninfeo degli Specchi al Palatino
26/06/2019
Ecco il nuovo motore di ricerca per chi non ricorda i titoli dei film
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche
         
 

fino al 22.II.2009
Ethnopassion
Milano, Fondazione Mazzotta

   
 Da Palazzo Venier dei Leoni di Venezia, passando per Lugano, fino alla milanese Fondazione Mazzotta. Ecco la collezione di arte etnica di Peggy Guggenheim. In ricordo di Max Ernst... vera agosti 
 
pubblicato
Uno dei primi appassionati d’arte etnica fu Max Ernst. Non appena riusciva a vendere qualche sua opera, si precipitava ad acquistare antichi monili degli inuit o delle popolazioni africane e australiane. Peggy Guggenheim, sua compagna, soffriva quasi d’una forma di gelosia per questa collezione. Quando Ernst se ne andò, nel 1943, portò con sé tutti i pezzi che gli erano cari, lasciando la casa desolatamente vuota.
Così, poco a poco, Peggy riacquistò la collezione, per ragioni sentimentali ma forse anche economiche, visto che negli anni ’30 le opere d’arte contemporanea erano costose, mentre l’arte etnica era più accessibile. Peggy amava abbinare i pezzi d’origine africana alle opere d’arte in suo possesso, e si faceva spesso fotografare accanto a questi trofei esotici nel suo splendido Palazzo Venier dei Leoni. Il dettagliato catalogo della mostra offre un elegante corredo fotografico in merito.
L’esposizione propone veri e propri gioielli. Sculture, anche di grandi dimensioni, rese meravigliose dal minuzioso restauro del Laboratorio di conservazione e museotecnica del Museo delle Culture di Lugano, che le ha portate all’antico splendore, riuscendo a “ringiovanirle” di diversi anni. Peggy Guggenheim a Palazzo Venier dei Leoni con una maschera della sua collezione di sculture dalle Americhe - Venezia, prima metà anni '60 - (c) Fondazione Solomon R. Guggenheim - photo Archivio CameraphotoEpocheÈ così possibile ammirare ogni dettaglio, anche le decorazioni più minute che si trovano sul retro di statue e totem.
L’imponenza e la ieraticità di molti oggetti, soprattutto quelli australiani, ne suggeriscono l’originaria funzione sacra. Sono sculture votive, immagini che rappresentano divinità e incarnazioni degli spiriti degli antenati.
La mostra è completata da altre interessanti collezioni, appartenenti alle raccolte civiche del Castello Sforzesco. Ezio Bassani si è dedicato alle maschere africane, che ha studiato in relazione alla loro influenza sull’arte del Novecento; Federico Balzarotti ha raccolto tessili pre-ispanici e antichi scampoli di tessuti, finemente dipinti e decorati con motivi geometrici; Enrico Pezzoli ha salvato dalla fusione molti bracciali-moneta africani in metallo; Aldo Lo Curto, apprendendo l’arte della guarigione dagli sciamani, ha ricevuto in dono gli ornamenti propiziatori plumari che erano utilizzati nei rituali di cura in Amazzonia.
Un percorso espositivo vario ed eterogeneo, dunque, che racchiude in sé la volontà di nobilitare e rendere onore alle culture extra-europee attraverso uno spirito critico e scientifico attento e rigoroso.

articoli correlati
Peggy e la nuova pittura americana

vera agosti
mostra visitata il 14 novembre 2008


dal 13 novembre 2008 al 22 febbraio 2009
Ethnopassion. La collezione di arte etnica di Peggy Guggenheim
a cura di Franco Rogantini
FAM - Fondazione Antonio Mazzotta
Foro Buonaparte, 50 (zona Castello sforzesco) - 20121 Milano
Orario: da martedì a domenica ore 10-19.30
Ingresso libero
Catalogo Gabriele Mazzotta, € 24
Info: tel. +39 02878197; fax +39 028693046; informazioni@mazzotta.it; www.mazzotta.it


[exibart]
 


strumenti
inserisci un commento alla notizia
vedi la scheda tecnica dell'evento
versione in pdf
versione solo testo
le altre recensioni di vera agosti
vedi calendario delle mostre nella provincia Milano
registrati ad Exibart
invia la notizia ad un amico
indice dei nomi: Aldo Lo Curto, Enrico Pezzoli, Ezio Bassani, Federico Balzarotti, Franco Rogantini, Max Ernst, Peggy Guggenheim
 

Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram