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fino al 31.XII.2009
Luciano Ventrone
Milano, Studio Forni

   
 Non più veri del vero. E nemmeno iperrealisti. I dipinti di Ventrone fanno i conti col vetusto concetto di mimesis, al di là del rapporto tributario con la realtà. Anche se ogni tanto l'apparenza non inganna... emanuele beluffi 
 
pubblicato
Di rado la disciplina della pittura oggettiva la volontà di raffigurazione in massimo grado come nell'opera di Luciano Ventrone(Roma, 1942; vive a Roma e Collelongo, L'Aquila). Qui il confronto con le dinamiche dell'educazione visiva sublima la percezione sensibile in un'appercezione mentale che non conserva più il sé come referente diretto, trovando invece nella “realtà” del quadro stesso il correlato del leibniziano “percepire del percepire.
Quando ci si confronta con le nature morte, i nudi e le vedute di Ventrone occorre quindi modificare il concetto e l'immagine della tecnica della pittura a olio, mettendoli momentaneamente fra parentesi, per render conto dell'illusione di realtà di quanto si dà all'osservazione.
La base può essere una fotografia, ma il punto d'arrivo non è una foto dipinta. Il microspessore di pittura e i tocchi di luce pittorica sono quasi sempre evidentissimi, salvo alcune zone della superficie, in cui gli interventi pittorici e quelli non pittorici si amalgamano, quasi mimetizzandosi l'un nell'altro. Insomma, le apparenze non ingannano.
Luciano Ventrone - Crepuscolo estivo - 2009 - olio su tela - cm 50x70 - courtesy Studio Forni, Milano
Si vedano le porzioni di film pittorico del panno sul capo della modella raffigurata nel dipinto Segreti, dove alcune macchie di colore suscitano un “sospetto”, diciamo, di un eccesso d'imitazione dell'effetto fotografico. Si tratta certamente di opere realizzate con una perizia molto artigianale, basata su un vero e proprio metodo affinato dall'esperienza, in cui, ad esempio, la visione classica della natura morta si riorienta nella direzione della limpidezza del genere still life peculiare all'immagine dell'advertising. Così, i colori della natura non sono imitati bensì filtrati attraverso un lavoro che consegue un risultato senza dubbio affascinante.
Ma - ed è un paradosso solo apparente - sarebbe inesatto parlare d’iperrealismo. Piuttosto, di astrazione: si veda il quadro La polpa, dove la raffigurazione sembra più vicina al dettaglio astratto di una natura morta. In questa, come in tutte le opere in mostra, siano esse ceste di frutta, nudi femminili o paesaggi, brilla la grande minuzia dei dettagli, con un'enfatizzazione che a volte rasenta la ridondanza. Ma, in fin dei conti, proprio questo è il quid di Ventrone: la voluttà delle cose raffigurate, l'uva che sembra fuoriuscire dal quadro, la superficie frastagliata delle foglie.
Luciano Ventrone - Ritorno alla vita - 2009 - olio su tela - cm 60x90 - courtesy Studio Forni, Milano
La pittura, levigata come le campiture della modella di Segreti e di Riflessioni, non è insomma mai semplice imitazione della fotografia, ma una sfida alla percezione sensibile e all'appercezione intellettiva. Una ricerca che dunque trascende il rapporto mimetico con la realtà, lambendo con un pizzico di follia, come il titolo di una natura morta, i territori dell'immagine. Nella direzione della “sovrumana” adesione a una sorta di metafisicità della rappresentazione.

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dal 5 novembre al 31 dicembre 2009
Luciano Ventrone - Istantanee di luce
Studio Forni
Via Fatebenefratelli, 13 (zona Palestro) - 20121 Milano
Orari: da martedì a sabato ore 10-13 e 16-19
Ingresso libero
Info: tel. +39 0229060126; fax +39 0263610498; forni.mi@iol.it; www.galleriaforni.it


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1 commento trovato 

25/11/2009
Nello
Che inutile spreco di energia.

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