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fino al 25.IV.2010
Gea Casolaro
Roma, The Gallery Apart

   
 A sud di cosa e di chi? Prova a proporre una interpretazione l’artista - non chiamatela fotografa! - Gea Casolaro. A partire dalla Nuova Zelnda a testa in giù... francesca orsi 
 
pubblicato
Una lettura geo-politica della società odierna, una lettura sensibile, una lettura esistenziale, più individuale e soggettiva, una lettura sulla visione euro-nordamericano-centrica? Cos’è South di Gea Casolaro (Roma, 1965)? Forse un po’ di tutto ciò. Dipende da come si vuol vedere la cosa, dalla voglia che si ha di sentirsi investiti dallo spaesamento che provoca.
Gea Casolaro è un’artista non-fotografa che ci tiene a demarcare la sua non appartenenza al mezzo fotografico. Lo usa come punto di partenza, come fagocitatore della realtà circostante, ma poi la sua arte spicca il volo, senza soffermarsi troppo su tecnicismi di sorta.
Paesaggi della Nuova Zelanda esposti “upside-down” come modi per esortare lo spettatore a guardare la realtà da altre prospettive, partendo dallo stravolgimento di quei canoni che la società occidentalizzante vorrebbe imporci. Casolaro invita a partire dallo spaesamento per riuscire, in un secondo momento, a trovare una propria lettura, una propria prospettiva delle cose. Suoli azzurri con nuvole spumose e cieli dal manto erboso, riflessi su acque trasparenti che diventano più reali della realtà stessa, e una realtà che diventa invece riflesso.
Gea Casolaro - South #15 - 2008-10 - stampa fotografica da digitale su Perpex - cm 70x100 - courtesy The Gallery Apart, Roma
L’artista romana concede all’occhio altrui il tempo e lo spazio per ritrovare in ogni scatto i propri punti di riferimento, il proprio mondo. Questa la lettura più intimista di South, substrato di una riflessione più apparentemente geo-politica: i magnifici paesaggi della Nuova Zelanda fotografati - secondo anche un certo schematismo estetico - da Casolaro appaiono come soggetti che racchiudono in sé i canoni inversi del “solito sud” caldo, povero e primitivo. In questo senso, anche l’immaginario comune viene messo in gioco, spazzando via i cliché che gli sono propri.
Visibile/invisibile, video proiettato in prima europea all’ultimo Festival del Cinema di Roma, è invece stato girato da Gea Casolaro durante il viaggio in treno che l’artista ha fatto da Rennes a Parigi. L’immagine in movimento trova la sua particolarità nella fusione di due piani diversi per tempi di scorrimento, ma per lo stesso motivo anche complementari. Secondo tali dinamiche, per cui il piano più superficiale scorre più velocemente del secondo che sta dietro, il visibile e l’invisibile trovano motivo del loro essere proprio in funzione dell’altro.
Gea Casolaro - South #12 - 2008-10 - stampa fotografica da digitale su Perpex - cm 70x100 - courtesy The Gallery Apart, Roma
Quando il visibile, con la sua massa di alberi verdi non distinguibili, si riempie anche dei suoi spazi di vuoto, allora, in quel preciso istante, l’invisibile emerge dalle retrovie, con i suoi cieli e i suoi orizzonti. Che paiono quasi fissi nella loro bellezza.

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francesca orsi
mostra visitata il 5 marzo 2010


dal 25 febbraio al 25 aprile 2010
Gea Casolaro - South
The Gallery Apart
Via di Monserrato, 40 (zona campo de’ Fiori) - 00186 Roma
Orario: da lunedì a sabato ore 16-20
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0668809863;
info@thegalleryapart.it; www.thegalleryapart.it

[exibart]

 


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2 commenti trovati  

21/03/2010
collector
Non chiamatela fotogafa..ma meno che meno artista..su per cortesia basta

19/03/2010
spike
a me sembrava che nel video si cercasse soltanto di mettere a fuoco l'immagine. Si trattava di una camera fissa puntata verso l'esterno da dentro il finestrino di un treno.
Anche le foto, delle cartoline rigirate, non mi pare niente nuovo e originale.
Questa è la classica recensione che non riesco a capire. Non capisco cosa ci sia da recensire ma anche volendola fare non si potrebbe dire qualcosa di diverso, se non altro, da quello che dice la galleria?


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