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fino al 30.IV.2010
Julião Sarmento
Roma, Alessandra Bonomo

   
 Sarmento al servizio della bellezza e del mistero insiti nella femminilità. L’artista portoghese indaga il corpo delle donne, ma anche il loro spirito. In lavori intessuti di riferimenti filosofici e letterari... chiara ciolfi 
 
pubblicato
La Galleria Alessandra Bonomo ospita nei suoi ampi spazi la personale di Julião Sarmento (Lisbona, 1948; vive a Estoril), artista poliedrico che ha da sempre incentrato la sua opera sulla figura femminile e sui fantasmi del desiderio.
Evolvendosi da una serie di tele in cui studiava principalmente il gesto, la postura del corpo, concentrandosi solo su alcuni particolari, l’artista portoghese si è servito di linguaggi artistici diversi - dal disegno alla fotografia, dal video all’installazione - per realizzare un insieme organico di opere in cui l’estetica del frammento viene magnificata e diventa cifra stilistica fondamentale ed evocativa.
Le grandi tele esposte possiedono diversi livelli di lettura e sono intimamente connesse tramite rimandi interni a due grandi opere: gli Écrits di Jacques Lacan e What we talk about when we talk about love di Raymond Carver. Inoltre, a fare da ulteriore filo conduttore si presta il tema della cornice, che di volta in volta è presentata come spazio bianco (ed è riprodotta anche sull’invito), come ornamento barocco, come elemento geometrico, e pone questioni e domande sulla natura del guardare, unendo anche uno spirito un po’ voyeuristico, tema che viene sviluppato al massimo nell’installazione pensata appositamente per gli spazi della galleria.
Julião Sarmento - #2102 - 2010 - polivinil acetato, pigmenti, gesso acrilico, acrilico, grafite e serigrafia su tela di cotone - courtesy Alessandra Bonomo, Roma
Si tratta di un grande tavolo letteralmente ricoperto da immagini di donne in cornici d’ogni forma e grandezza. Le immagini scelte esplorano l’intera gamma della sensualità e dell’erotismo femminili, in quanto vanno da quelle più volgari e pornografiche fino ai ritratti in bianco e nero e ai primi piani di donne normali, passando per scatti da copertina di attrici sulla passerella del red carpet, includendo anche due piccole foto della moglie dell’artista.
Si ha la sensazione di spiare dal buco della serratura queste donne in atteggiamenti intimi. Ma spesso non sono famose, anzi sono senza volto, così come si ritrovano tratteggiate a carboncino nei lavori su carta e su tela, e abbinate a raffinate serigrafie in bianco e nero che riproducono motivi vegetali. Così la combinazione di elementi porta a scatenare la fantasia e le libere associazioni, oltre a esser capace di sprigionare una forte carica sensuale, proveniente da queste silhouette prive di tratti identificativi, come inquadrature parziali che dischiudono interi orizzonti di senso.
Julião Sarmento - #2098 - 2010 - polivinil acetato, pigmenti, acrilico, grafite e serigrafia su tela di cotone - cm 154x162x6 - courtesy Alessandra Bonomo, Roma
Inoltre, la presenza contemporanea di varie tecniche artistiche rende il lavoro di Sarmento anche molto apprezzabile dal punto di vista tecnico e spiega almeno in parte la presenza di sue opere all’interno di grandi musei come il Guggenheim di New York e il Centre Pompidou di Parigi, nonché il fatto che il suo lavoro abbia suscitato una certa influenza: basti pensare a Consuelo Mura, che gioca con la sessualità di donne in bianco e nero e senza volto.

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dal 27 febbraio al 30 aprile 2010
Julião Sarmento - The real thing
Galleria Alessandra Bonomo
Via del Gesù, 62 (zona Piazza Venezia) - 00186 Roma
Orario: da lunedì a sabato ore 14.30-19.30
Ingresso libero
Info: tel. +39 0669925858; fax +39 066797251;
mail@bonomogallery.com; www.bonomogallery.com

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