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fino al 20.IV.2010
Davide D'Elia
Roma, Ex Elettrofonica

   
 Chiazze si alternano a segni filiformi, spore, macchie e venature negli affreschi di muffa. Sagome speculari ai vuoti architettonici. In uno spazio che reca l’impronta di Zaha Hadid... lori adragna 
 
pubblicato
Sciami di forze ondulate, forme dinamiche e fluide avvolgono lo scheletro dell’Ex Elettrofonica, spazio alle pendici del Gianicolo progettato da allievi di Zaha Hadid. Si dispongono al suo interno come bianca epidermide che ora sembra dilatarsi ora ritrarsi per mostrare, al di là della volta, le antiche preesistenze. Confluiscono all’improvviso nel pilastro centrale, simile al tronco di un ramificato Albero della Vita o della Conoscenza (tropos dell'unione fra terra e cielo).
Sulle pareti di questo simbolico “sotterraneo dell’anima” fioriscono le muffe di Davide D’Elia, sagome speculari ai vuoti architettonici: proiezioni di ombre, echi e memorie di un passato redivivo, ciclicamente destinato a dissolversi. Non a caso, la ricerca dell’artista si focalizza sul residuo di “ciò che rimane”. I suoi lavori sono tele ammuffite, sottolineature - tramite lampade o cornici - di macchie d’umidità, di aloni sbiaditi sulla carta da parati. Sono tracce che tendono a svelare la natura inebriante della caducità, a esaltare un’estetica della trasformazione. Il mutamento, il divenire: stoffa stessa della realtà.
Tutto cambia, al modo di un fiume che appare sempre uguale, ma senza tregua si rinnova. Metafora non casuale: il Tevere scorre proprio qui sotto. È questo un luogo che “sembra essere stato formato dal passaggio secolare dell’acqua”, scrive l’artista Andrea Aquilanti, qui nelle vesti di curatore della mostra. E continua: “Con Davide ci siamo messi a cercare l’acqua con il metodo antichissimo della bacchetta biforcuta”.
Davide D'Elia - Ieri distrattamente mi volsi a considerar altrui memorie - veduta della mostra presso l'Ex Elettrofonica, Roma 2010
D’Elia definisce questa sua peculiare installazione “affreschi rabdomantici”. Trasformando la galleria in laboratorio - “Vapori, serre per la coltivazione, acqua ovunque, umidità” - li ha creati applicando additivi su aree circoscritte delle pareti e con un controllo scientifico della temperatura ambientale. Ha atteso il manifestarsi della proliferazione fungina. L’affresco di muffe è apparso seguendo un percorso prestabilito: un divenire disciplinato che si riverbera nello spazio. In quanto sistema dinamico, però (un sorta di caos deterministico), è sensibile a perturbazioni infinitesime ed è imprevedibile. Chiazze si alternano a segni filiformi, antenne, spore, macchie e venature. Ogni affresco è diverso dagli altri e, nel tempo, diverso da se stesso. Alcuni sono chiari come le celebri muffe di Burri, coagulo di bianco di zinco e polvere di pietra pomice. Altri più scuri, sui toni grigi e ocra, rivelano forme microorganiche simili ai paesaggi atomizzati di Enrico Baj.
Davide D'Elia - Ieri distrattamente mi volsi a considerar altrui memorie - veduta della mostra presso l'Ex Elettrofonica, Roma 2010
Il desiderio dell’artista di identificarsi con altre forme di vita riduce drasticamente il suo intervento sui disegni prodotti dalla natura. Potremmo dire, usando parole di Calvesi, che in D’Elia non c’è “degradazione della pittura a materia, come confusa testimonianza organica”, ma presenza della materia organica elevata al livello dell’arte, “come rappresentazione drammatica e regno della bellezza”.
Non dimentichiamo, infine, che il progetto è curato da Andrea Aquilanti. L’artista ha commentato la mostra con il linguaggio che gli è proprio: un’opera d’arte. Su una parete della galleria, una proiezione video si sposa con pittura e disegno. Opera introspettiva di delicatezza estrema, aggiunge poesia alla poesia.

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dal 5 marzo al 20 aprile 2010
Davide D'Elia - Ieri distrattamente mi volsi a considerar altrui memorie
a cura di Andrea Aquilanti
Ex Elettrofonica

Vicolo di Sant'Onofrio, 10-11 (zona Trastevere) - 00165 Roma

Orario: da martedì a sabato ore 16-20

Ingresso libero

Catalogo Ottotipo

Info: tel./fax +39 0664760163; info@exelettrofonica.com; www.exelettrofonica.com


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