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fino al 31.I.2011
Lawrence Carroll / Wilhelm Mundt
Collina d’Oro, Buchmann Galerie

   
 Due diverse maniere di guardare con occhi lagunari. Due modi di guardare alla luce di Venezia e ai vetri di Murano. Da Australia e Germania, in Canton Ticino... vito calabretta 
 
pubblicato
C’è molta luce ad Agra, nella sezione ticinese della Galleria Buchmann. Lo stabile della galleria, progettato da Urs Kamber e dallo Studio Boila & Volger, affaccia sulla luce del Lago di Lugano, che la pervade con dolcezza, rimbalzando sulle superfici in cemento armato e sulle installazioni dipinte da Felice Varini lungo i muri esterni della galleria.
Entrando, in una grande sala, si viene accolti da lavori di natura diversa che producono una luce gialla piuttosto intensa. Si tratta dell’ultima serie di Lawrence Carroll (Melbourne, 1954; vive a New York e a Venezia), l’artista australiano del quale i conoscitori della Collezione Panza avranno apprezzato la lunga ricerca sulla relazione tra pittura e scultura e su quella tra bianco e sporco.
Da quando Carroll vive nella laguna veneta, ci sono novità nel suo approccio che a Lugano erano state viste in Morning, esposta all’interno della mostra Light Show.
In questa nuova serie, la sua ricerca è particolarmente concentrata sul tema della luce e il modo in cui utilizza il giallo, richiamandosi in parte a matrici morandiane, in altra parte a matrici impressionistiche, è finalizzato alla produzione, ogni volta, di un tipo di luce.
Ne abbiamo uno sviluppo proprio in una delle opere, Untitled, esposta nella sala d’ingresso dell’attuale selezione Yellow works: si tratta di quattro tele ripiegate come se fossero lenzuola, ingabbiate in una teca che le preserva in ordine, cariche di un giallo che, quasi senza fatica, emana morbidamente dal colore spento dei suoi supporti, come una macchia impressionista che ha impregnate le realtà che la contengono. Lawrence Carroll - Untitled - 2010 - olio, cera, tela, legno e plexiglas - cm 129x109x16 - courtesy Buchmann Galerie, AgraLa tela piegata, il legno della cornice e la croce che segmenta i quattro loculi sembrano voler essere aree custodi di memoria, all’interno delle quali il giallo sfrutta comodamente il proprio spazio di vita attuale.
Nella grande sala, protetta in penombra dalla luce che si espande per i locali della galleria, questa quadruplice trasparenza di giallo dalla tela spessa che la contiene si confronta con trattamenti dello stesso colore di natura diversa: alcuni inserti più piccoli e altri più grandi e poi una installazione appoggiata su un tavolino (Carroll chiama questo intervento Table painting), dalla quale possiamo capire che la riflessione di Carroll è concentrata sul colore e su come questo sia in grado di generare luce, nel momento in cui ne fruiamo attraverso supporti diversi.
Sempre dalla quadruplice trasparenza di tela ingiallita nella teca, siamo idealmente introdotti nell’area della biblioteca della galleria, accanto alla quale sta un quadro di piccole dimensioni, ancora Untitled, con un giallo diverso, più carico, sfumato dal basso verso l’alto, quasi un’alba pittorica che sfida apertamente la luce esterna.
Oltre questo, altri gialli: sono quelli di Wilhelm Mundt (Gerevenbroich, 1959; vive a Düsseldorf) fatti con vetri di Murano. E qui, in questa seconda parte della mostra, pur essendo in un’area di produzione ancora veneziana, ci sembra di essere da tutt’altra parte.

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dall’undici ottobre 2010 al 31 gennaio 2011
Lawrence Carroll - Yellow Works
Wilhelm Mundt - Yellow Murano glass scupltures

Buchmann Galerie
Via Gamee, 6 - 6927 Collina d’Oro

Orario: su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +41
919800830; buchmann.lugano@bluewin.ch; www.buchmanngalerie.com

[exibart]

 


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