Adriano Pitschen - “Nel vivo 3104 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
26/06/2019
Il Ninfeo degli Specchi torna alla luce, con zampilli e scherzi d'acqua
26/06/2019
Ecco il nuovo motore di ricerca per chi non ricorda i titoli dei film
25/06/2019
Un manifesto per l’arte attiva. Al MAXXI, la prima bozza di Art Thinking
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva MUSEO D'ARTE ​ Piazzetta dei Serviti 1 Mendrisio 6850

Mendrisio - dal 3 dicembre 2010 al 13 febbraio 2011

Adriano Pitschen - “Nel vivo

Adriano Pitschen - “Nel vivo
MUSEO D'ARTE
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Piazzetta Dei Serviti 1 (6850)
+41 0586883350 , +41 0586883359 (fax)
museo@mendrisio.ch
www.mendrisio.ch/Museo
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

La mostra che il Museo d’arte Mendrisio dedica al pittore Adriano Pitschen, nato a Lugano nel 1953, ha lo scopo di presentare compiutamente il lavoro degli ultimi quindici anni. In concomitanza con la personale di Adriano Pitschen sarà possibile visitare anche la collezione permanente del Museo.
orario: da martedì a venerdì 10-12 e 14-17 da sabato a domenica 10-18 lunedì: chiuso (tranne i festivi)
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Fr 8.- (€ 6) ridotto Fr 5.- (€ 3,50)
vernissage: 3 dicembre 2010. ore 18
catalogo: in mostra
autori: Gianni Dova, Lucio Fontana, Piero Gilardi, Ennio Morlotti, Tancredi Parmeggiani, Fausto Pirandello, Adriano Pitschen, Mario Radice, Mario Sironi, Marianne von Werefkin
genere: arte contemporanea, personale, collettiva

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
La mostra che il Museo d’arte Mendrisio dedica al pittore Adriano Pitschen, nato a Lugano nel 1953, ha lo scopo di presentare compiutamente il lavoro degli ultimi quindici anni. È del 1994, infatti, l’esposizione tenuta al Museo Epper di Ascona, mentre del 2004 sono quelle allestite al Museo cantonale di Lugano (Ala Est) e alla Biblioteca universitaria Arturo Frinzi a Verona. Un’ampia selezione di dipinti recenti mette in risalto l’importante sviluppo che il lavoro di Pitschen ha saputo raggiungere, grazie ad una continua e insistente attenzione su alcune relazioni fondamentali già presenti sin dagli esordi avvenuti alla metà degli anni Settanta. In un momento di forte trasformazione del mondo dell’arte, nei suoi mezzi e nei suoi linguaggi, l’esperienza artistica di Adriano Pitschen prende avvio con una netta scelta di campo in favore della continuità della pittura. Il catalogo si avvale di tre testi realizzati da Simone Soldini, dal critico e storico dell’arte Marco Rosci – autorevole studioso che si è occupato a lungo di arte antica e moderna – e dallo storico dell’arte e filosofo Jean Soldini, attento interprete dell’opera di Pitschen già a partire dalla prima mostra che si tenne proprio a Mendrisio, alla Galleria L’Immagine nel 1981. Completano la pubblicazione gli “Scritti d’atelier” che sono il risultato delle riflessioni presenti nella quotidianità del pittore. Il titolo della mostra “Nel vivo” vuole riassumere con semplicità, sia il tipo di rapporto che Pitschen intrattiene con la realtà, sia la necessaria attenzione che il suo lavoro richiede per essere apprezzato e confrontato pienamente con analoghe esperienze contemporanee. Infatti, dopo più di un trentennio di lavoro, la sua pittura mostra con chiarezza le particolarità che la distinguono dalla pur folta ripresa dell’uso del medium pittorico verificatosi proprio negli anni Ottanta. Il percorso espositivo proposto tende a caratterizzare tutte le fasi di maturazione di un’opera che, già dalla metà degli anni Ottanta, indaga e raggiunge la possibilità di lavorare sullo spazio rettangolare della superficie della tela fissando, per continui aggiustamenti, una comunicazione a distanza tra il dato della realtà e il suo “corrispettivo pittorico” costituito dal colore-luce. Spazio reale e forme oggettuali, spesso mutuate dal cerchio, vengono portati ad una dimensione neutra in cui il fondo e le forme sono fortemente ravvicinati, sia tramite la stesura pittorica, sia lavorando sulle potenzialità dei colori. I titoli delle opere, costituiti quasi tutti dalla parola “Composizione” seguita dal nome di un colore o dalla definizione di un particolare assetto spaziale, rivelano ancora più esplicitamente l’importanza che assume ogni singola opera. Completano la mostra alcune serie di lavori su carta che mettono in evidenza una immediatezza d’approccio pur nel lento lavorio che, attraverso varie fasi, conduce al quadro. Piazza San Giovanni Casella postale 142 CH – 6850 Mendrisio Telefono 004191.6403350 Facsimile 004191.6403359 Posta elettronica museo@mendrisio.ch Internet www.mendrisio.ch/museo A cura del Museo d’arte Mendrisio Catalogo Nel vivo, italiano / inglese, 110 pagine, 48 illustrazioni a colori, schede e contributi di Simone Soldini, Marco Rosci, Jean Soldini, Adriano Pitschen 25 CHF / 19 € Info Tel. +41 (0)91 640 33 50, museo@mendrisio.ch www.mendrisio.ch/museo Orario martedì-venerdì: 10-12 e 14-17 sabato-domenica: 10-18 lunedì: chiuso (tranne i festivi) Entrata CHF 8.- (€ 6) ridotto CHF 5.- (€ 4) Adriano Pitschen ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, diplomandosi nel 1977. Dal 1979 ha esposto in numerose rassegne collettive, tra cui la XXXI Biennale d’arte Città di Milano, 1989, il Salon des Artistes Français, Parigi, 1990, la Biennale internazionale della grafica, Lubiana, 1993 e 1995, la Biennale internazionale, Flash Art Museum, Trevi, 1998 e ha tenuto le seguenti personali: Galleria L’Immagine, Mendrisio, 1981, Galleria Pro Arte e Biblioteca Salita dei Frati, Lugano, 1985, Galleria delle Ore, Milano, 1988, Studio Arte 3, Trieste, 1992, Museo Epper, Ascona, 1994, Museo cantonale d’arte (Ala Est), Lugano 2004, Biblioteca universitaria A. Frinzi, Verona, 2004. Bibliografia essenziale: Jean Soldini, Adriano Pitschen, in catalogo Galleria L’Immagine, 1981; Jean Soldini, La vetrata debole - Pitschen, Edizioni Cenobio, 1985; Elena Pontiggia, A.P. La vita del colore, in catalogo Galleria delle Ore, Milano 1988; Piero Del Giudice, La secessione di A.P., in catalogo Studio Arte 3, Trieste 1992; Roberto Pasini, La pittura corre sul filo, in catalogo Museo Epper Ascona, 1994; Roberto Pasini, A.P. La forma, la proliferazione, il vuoto, Ed. Pendragon, Bologna, 2003; Roberto Pasini, A.P. Una pittura al limite, in testo mostra Biblioteca universitaria A.Frinzi, Verona 2004. In concomitanza con la personale di Adriano Pitschen sarà possibile visitare anche la collezione permanente del Museo accolta negli spazi espositivi recentemente restaurati e ampliati del complesso monumentale di San Giovanni, straordinario monumento storico nel cui antico chiostro dei Serviti è ancora visibile una preziosa lunetta di Giovanni da Milano, importante seguace della lezione giottesca. A suggello di questo lungo recupero architettonico il Museo d’arte Mendrisio presenta quindi una ricca selezione di opere dal XVII al XX secolo con autori rilevanti nella storia artistica locale, ma anche classici dell’arte moderna: un patrimonio che si è andato arricchendo nel tempo e che oggi conta, anche grazie al recente arrivo di consistenti depositi, oltre 2’500 opere. Baricentro della raccolta rimane il Novecento ticinese che evidenzia il carattere specifico di una provincia influenzata dalla cultura di origine e da una forte componente proveniente dal nord. Ma tra gli autori presenti in mostra - dal Maestro della Natività di Mendrisio a Luigi Rossi, da Guido Gonzato a Edmondo Dobrzanski fino a Max Huber - figurano anche molti artisti d’area tedesca che si fermarono in Ticino dopo un periodo di formazione nei grandi centri dell’arte italiana. Fra questi la pittrice Marianne von Werefkin, tra gli iniziatori di Der Blaue Reiter, movimento d’avanguardia dell’espressionismo, e fondatrice nel 1922 del Museo di Ascona, ed altri pittori provenienti da diversi paesi dell’Europa Settentrionale come Walter Helbig che, nonostante l’evidente componente spirituale espressionista, elabora una pittura più legata ad un arcaismo classicista. Questa costante espressionistica raggiunse l’apice in un proprio “movimento” che, tra il 1905 e il 1930, si coagulò in artisti e gruppi autonomi e stilisticamente diversi. Nel caleidoscopico percorso elaborato dal curatore Simone Soldini sono presenti anche personalità di spicco dell'arte italiana del dopoguerra tra cui Mario Sironi, Lucio Fontana, Fausto Pirandello, Mario Radice, Ennio Morlotti, Tancredi Parmeggiani, Gianni Dova e Piero Gilardi. A un criterio cronologico si accompagna un criterio settoriale per filoni tematici e linguistici e il catalogo che accompagna la mostra si divide in nove sezioni storico-tematiche, ognuna corredata da immagini e introdotta da una sintetica lettura critica. Catalogo 220 pp. circa, 180 illustrazioni a colori, schede e contributi di Federica Bianchi, Matteo Bianchi, Chiara Gatti, Anastasia Gilardi, Claudio Guarda, Simone Soldini, Maria Will, 30 CHF / 21 €
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram