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arte contemporanea, collettiva FONDAZIONE STELLINE - PALAZZO DELLE STELLINE ​ Corso Magenta 61 Milano 20123

Milano - dal 19 gennaio al 27 febbraio 2011

Medhat Shafik - Archetipi-Le origini del futuro
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Medhat Shafik - Archetipi-Le origini del futuro
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Medhat Shafik, Archetipi 2010 cm 100 x 150 tecnica mista su tela di juta
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FONDAZIONE STELLINE - PALAZZO DELLE STELLINE
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Corso Magenta 61 (20123)
+39 0245462111 , +39 0245462403 (fax)
fondazione@stelline.it
www.stelline.it
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L’esposizione, dal titolo Archetipi - Le origini del futuro, presenta il nuovo ciclo di opere dell’artista egiziano che indaga le origini del suo fare pittorico.
orario: da martedì a domenica 10–20 (chiuso lunedì)
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2
vernissage: 19 gennaio 2011. ore 18.30
catalogo: in galleria.
editore: ALLEMANDI
ufficio stampa: CLP
curatori: Arturo Carlo Quintavalle
autori: Medhat Shafik
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
L’esposizione, dal titolo ARCHETIPI - Le origini del futuro, presenta il nuovo ciclo di opere dell’artista egiziano che indaga le origini del suo fare pittorico.





Dal 20 gennaio al 27 febbraio 2011, la Fondazione Stelline di Milano ospiterà la personale di Medhat Shafik (El Badari 1956), dal titolo Archetipi-Le origini del futuro.
La mostra, a cura di Arturo Carlo Quintavalle, nasce dal desiderio di presentare il percorso pittorico dell’artista; infatti, dopo le ultime personali a Palazzo Forti a Verona, alla Rocca di Umbertide e in Sant’Agostino a Pietrasanta, incentrate soprattutto sul suo lavoro installativo, l’esposizione alla Fondazione Stelline segna il ritorno alle origini dei segni che caratterizzano il suo linguaggio.
L’iniziativa proporrà una grande opera in carta di oltre 20 metri che darà vita a un importante impianto scenografico: su di essa, i segni rupestri, che caratterizzano le opere di Shafik, comporranno le fitte trame di un racconto dalle suggestioni mediorientali, come in una sorta di grande papiro.
Per questa occasione, Shafik intraprende una profonda ricerca che lo porta alle fondamenta dei suoi codici espressivi: una raccolta di simboli arcaici e primitivi che conduce alle radici del mondo e dell’umanità.
Il mondo poetico di Shafik, egiziano che da molti anni vive e lavora in Italia, rappresenta la perfetta integrazione tra mondo Nord Africano ed europeo e prende corpo grazie all’uso di sabbie, garze, carte e pigmenti. I materiali rimandano fortemente alla sua terra d’origine e, tuttavia, la sua lettura è estremamente vicina al mondo europeo contemporaneo.
Nel chiostro della Fondazione, una grande carrozza-culla realizzata in rame e garze leggere, accoglierà i visitatori; al suo interno, stoffe arrotolate, ciotole di pigmenti e di spezie, fagotti colorati colmeranno, come in un viaggio ideale, lo spazio tra la cultura europea e quella mediterranea.

Catalogo Umberto Allemandi & C.

Medhat Sahfik è nato in Egitto nel 1956. Dal 1976 vive e lavora in Italia. Diplomato in pittura e scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dagli anni ’80 partecipa con successo a molte rassegne artistiche. La sua consacrazione arriva nel 1995, quando alla Biennale di Venezia curata da Jean Clair, il Padiglione Egitto da lui rappresentato - con altri due connazionali - viene premiato con il Leone d’Oro delle Nazioni dalla giuria presieduta da Arturo Carlo Quintavalle.
 
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