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arte contemporanea, collettiva FONDAZIONE MAGNANI ROCCA ​ Via Fondazione Magnani Rocca 4 Traversetolo 43029

Traversetolo (PR) - dall'undici marzo al 26 giugno 2011

Antonio Ligabue - Genio e Follia

Antonio Ligabue - Genio e Follia

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FONDAZIONE MAGNANI ROCCA
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Via Fondazione Magnani Rocca 4 (43029)
+39 0521848327 , +39 0521848337 (fax), +39 0521848148
info@magnanirocca.it
www.magnanirocca.it
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La mostra proporrà più di cento opere, un esemplare excursus su tutte le diverse anime d’artista: una ampia selezione dei suoi celebri oli, un nucleo di disegni e di incisioni e alcune delle sue intense sculture realizzate con il fango del Po che l’artista masticava a lungo per renderlo duttile.
orario: Aperto anche tutti i festivi.
Orario: dal martedì al venerdì orario continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) –
sabato, domenica e festivi orario continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: € 9,00 valido anche per le raccolte permanenti - € 5,00 per le scuole.
Il martedì pomeriggio ore 15.30 viene organizzata una visita alla mostra con guida specializzata; non occorre prenotare, basta presentarsi alla biglietteria, il costo è di € 12,00 (ingresso e guida).
vernissage: 11 marzo 2011. dalle ore 10 alle ore 17 per la stampa
catalogo: a cura di Augusto Agosta Tota con testi in catalogo di Pascal Bonafoux, Marzio Dall’Acqua e Vittorio
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Augusto Agosta Tota
autori: Antonio Ligabue
note: La mostra è realizzata grazie al contributo di
FONDAZIONE CARIPARMA
CARIPARMA CRÉDIT AGRICOLE

Sponsor tecnici
Gazzetta di Parma, SIAT Assicurazione
Hotel Palace Maria Luigia, SINA Fine Italian Hotels,
TEP, Società per la Mobilità e il Trasporto Pubblico
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Giusto 50 anni fa, Ligabue viveva la sua consacrazione d’artista con una mostra a Roma. Due mesi dopo gli venne concesso di abbandonare il Mendicicomio di Gualtieri.
Subito dopo, ad ascoltare “Dam un bes” (“Dammi un bacio”), la celebre canzone di Augusto Daolio dei Nomadi, lo si ritrova a chiedere un “bacio per favore” alla Cesarina, la solare ostessa del Paese. Era l’evidenza di “un bisogno d’amore che spacca il cuore”.
Un sogno di normalità, dunque. Che cerca risposta nell’acquisto della Gilera: un miraggio subito infranto da un terribile incidente cui segue un lungo ricovero ospedaliero.
Ma El matt è ormai un artista. Se non ancora consacrato almeno considerato.
Dopo la moto, la macchina, altro miraggio di una vita. Con tanto di autista che si levasse il cappello aprendogli la portiera. La rivalsa su una esistenza terribile, fatta di rifiuto e marginalità, di abbandoni e di malattia. Pochissime stagioni e arriva la paresi e, nel 1965, la morte.
Nel 1966, la Quadriennale di Roma ospita le sue opere e lo sdogana definitivamente. El matt è ora “ufficialmente” un artista, e che artista!

Curata da Augusto Agosta Tota, Presidente del Centro Studi & archivio Antonio Ligabue con sede a Parma, alla Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, una ampia retrospettiva celebra “il buon selvaggio” della pittura italiana.

La mostra “Antonio Ligabue. Genio e Follia” sarà visitabile proprio nella raffinata casa di Luigi Magnani, dal 12 marzio al 26 giugno, per iniziativa della Fondazione Magnani Rocca presieduta da Manfredo Manfredi e diretta da Stefano Roffi.

Di Ligabue la mostra proporrà più di cento opere, un esemplare excursus su tutte le diverse anime d’artista: una ampia selezione dei suoi celebri oli, un nucleo di disegni e di incisioni e alcune delle sue intense sculture realizzate con il fango del Po che l’artista masticava a lungo per renderlo duttile.

 
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