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arte contemporanea, collettiva MUSEO CORRER ​ San Marco 52 Venezia 30124

Venezia - dal 4 febbraio all'otto marzo 2011

Sogno Veneziano

Sogno Veneziano

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MUSEO CORRER
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San Marco 52 (30124)
+39 0412405211 , +39 0415200935 (fax), +39 0415209070
info@fmcvenezia.it
www.correr.visitmuve.it
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Nel Salone da Ballo del Correr (e per la prima volta in città), viene presentata una raccolta di un'ottantina di "figurine" di vetro, delle grandi manifatture veneziane, appartenenti al collezionista Franco Maschietto, oltre a una ventina di disegni di bissone addobbate a festa e di travestimenti in uso a Venezia nell'Ottocento, firmati da Giuseppe Borsato, dal Gabinetto di Stampe e Disegni del Correr.
orario: tutti i giorni 10/17 (biglietteria 10/16)
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: Intero 8 euro
Ridotto 5 euro
residenti e nati nel Comune di Venezia, under 25, over 65, membri I.C.O.M.; accompagnatori (max. 2) di gruppi di ragazzi o studenti; acquirenti del biglietto per I Musei di Piazza San Marco, Museum pass Musei Civici Veneziani
Gratuito
bambini 0/5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate; interpreti turistici* che accompagnino gruppi. Per i gruppi: 1 gratuità ogni 15 biglietti previa prenotazione
*è richiesto un documento
vernissage: 4 febbraio 2011. dalle 12 alle 14 per la stampa
catalogo: in galleria.
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
autori: Fulvio Bianconi, Giuseppe Borsato, Dino Martens, Flavio Poli, Pino Signorotto
note: nell'ambito della mostra "L'Avventura del Vetro"
genere: design, arti decorative e industriali

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comunicato stampa
La mostra "L'Avventura del vetro" - che con oltre trecento opere, quasi tutte provenienti dalle collezioni del Museo del Vetro di Murano, celebra al Museo Correr la millenaria storia del vetro a Venezia - si arricchisce, in concomitanza con il Carnevale veneziano dedicato all'Ottocento, di un'ulteriore preziosa ed originale doppia appendice dal titolo Sogno veneziano.
Nel Salone da Ballo del Correr (e per la prima volta in città), viene presentata una raccolta di un'ottantina di "figurine" di vetro, delle grandi manifatture veneziane, appartenenti al collezionista Franco Maschietto, oltre a una ventina di disegni di bissone addobbate a festa e di travestimenti in uso a Venezia nell'Ottocento, firmati da Giuseppe Borsato, dal Gabinetto di Stampe e Disegni del Correr. La mostra è visitabile con il biglietto d'ingresso a "L'Avventura del Vetro" (*).


Franco Maschietto è uno dei cinque grandi collezionisti al mondo di "figurine", particolarissima tipologia creativa della grande arte vetraria muranese. La sua collezione racchiude oggi più di mille pezzi, compresi esemplari di rarità assoluta se non unici - come alcune creazioni di Fulvio Bianconi, Dino Martens, Pino Signorotto o Flavio Poli - raccolti in 25 anni di passione e competenza.
Sono esemplari creati da molte delle grandi firme veneziane del vetro, da Barovier e Toso, a Zecchin e Martinuzzi, a Cenedese, Avem, Seguso.
Al Correr viene presentato un nucleo di un'ottantina di figurine, il meglio, o comunque quanto di più rappresentativo per tipologie e fucine, presente nella "Raccolta Maschietto".
Sono piccole, deliziose immagini dal significato quasi ludico, esercizi di maestria creativa, "miniature" meravigliose impastate di vetro e di fantasia: "Ali Babà", "Pulcinelle", "Arlecchini", personaggi della Commedia dell'Arte, ma anche deliziosi nudini femminili e giocose allegorie o rappresentazioni dei personaggi della Venezia d'un tempo, come gli immancabili "Moretti".
Accompagnano questa sorprendente collezione una ventina di disegni di Giuseppe Borsato (Venezia 1770-1849), che ritraggono bissone (imbarcazioni a otto remi dalla forma allungata che venivano sfarzosamente addobbate dalle più importanti famiglie patrizie veneziane in occasione delle regate) e una serie di travestimenti in voga nella Venezia ottocentesca.
È una mano delicata e nervosa quella di Borsato, che rispetta la composizione prospettica, la medesima che applicherà in grande alla decorazione, a più riprese, del Teatro la Fenice, opera documentata soltanto da piccoli abbozzi con tecnica ad acquerello. In lui si stratificano e amalgamano sia la chiara influenza di arredatori francesi come Pierre-François-Léonard Fontane, che dello stile Biedermeier.
Borsato partecipa, con originalità, alla codificazione ufficiale del nuovo stile portato dalle corti napoleoniche. Ne è riprova la pubblicazione a Venezia del Recueil di Percier et Fontaine avvenuta nel 1843 proprio grazie al suo interessamento. Suoi sono gli ornamenti della Sala Napoleonica in Piazza San Marco, Palazzo Reale (ovvero quel Salone da Ballo del Correr che ospita la mostra) e di moltissimi altri palazzi aristocratici e ville. Belle ed eleganti sono anche le opere eseguite in estemporanea e con naturale immediatezza, realizzate con la tecnica dell'affresco e raffiguranti famosi avvenimenti (come i funerali di Canova). Le sue qualità accademiche furono attestate con la pubblicazione, nel 1831, del suo libro Opera Ornamentale estratto dalle sue lezioni svolte all'Accademia delle Belle Arti di Venezia.
Ruolo e importanza artistica di Borsato nel contesto veneziano si possono intuire leggendo queste righe estrapolate dal "Giornale di belle arti" (Anno primo, 1833. Venezia. Dalla Tipografia di Paolo Lampato):
E di vero dal cominciamento del corrente secolo, non un Principe si vuole onorare al suo arrivo a Venezia, che il Borsato non sia ordinatore d'ogni festa, d'ogni spettacolo: non una regata avviene, che a lui non deva i più scelti e bizzari ornamenti delle gravi sue peote, delle veloci bissone, le antiche scorribiesse de' Veneziani: non un nobile connubio si lega, che a lui non si affidi la cura di cercar nuove e più leggiadre forme. [...] Il gusto di Borsato da lunghi anni è norma al gusto generale de' Veneziani: onde fino fra il minuto popolo è invlaso il modo di dire proverbialmente, a lode di qualsiasi oggetto decorativo di belle proporzioni e di forma elegante - sembra opera di Borsato. [...] Borsato può dirsi dotato di inesauribile fantasia nello inventare, può vantarsi non meno di fulminea facilità e prontezza nello eseguire. Ma questa facilità e prontezza non è però, come potrebbe credersi di leggieri, nemica della diligenza, che anzi nessun altro Vedutista veneziano condusse con più amore di lui i dipinti, né più cercò le difficoltà per il vanto di sperarle.
 
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