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arte contemporanea, collettiva LICEO ARTISTICO RENATO COTTINI - ZONA COTTINI ​ Via Castelgomberto 20 Torino 10136

Torino - dall'undici al 25 marzo 2011

Gian Luigi Braggio / Mattia Mammoliti

Gian Luigi Braggio / Mattia Mammoliti
PASSAGGI DI CONFINE // BRAGGIO//MAMMOLITI
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LICEO ARTISTICO RENATO COTTINI - ZONA COTTINI
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Via Castelgomberto 20 (10136)
+39 3288123500
galleriarenatocottini@gmail.com
www.galleriacottini.weebly.com
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Con Passaggi di confine continua la stagione espositiva di Zonacottini. In questa mostra sono accostati due artisti attivi in due diversi campi: la tridimensionalità e le installazioni di Gianluigi Braggio e le fotografie di Mattia Mammoliti.
orario: da lunedì a venerdì 10 - 21
sabato 10- 13
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 11 marzo 2011. ore 18.30
curatori: Gianpaolo Aghemo, Fulvio Bortolozzo
autori: Gian Luigi Braggio, Mattia Mammoliti
patrocini: LAS Renato Cottini
AGIT
genere: fotografia, arte contemporanea, doppia personale

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comunicato stampa
Comunicato stampa

11 – 24 marzo 2011 Spazio espositivo ZONA COTTINI Via Castelgomberto 20 – Torino

Passaggi Di confine
A cura di Gianpaolo Aghemo – Fulvio Bortolozzo

Inaugurazione venerdì 11 marzo 2011, ore 18,30

Con PASSAGGI DI CONFINE continua la stagione espositiva di ZONACOTTINI.
In questa mostra sono accostati due artisti attivi in due diversi campi: la tridimensionalità e le installazioni di Gianluigi Braggio e le fotografie di Mattia Mammoliti.



“Gian Luigi Braggio”
Gian Luigi Braggio usa materiali semplici, primari, come carta, cartone, colle, pvc, cera, farina e pane, fotocopie.....
Nei suoi lavori troviamo una costante che attraversa tutta la sua opera sia che questa si sviluppi in manufatti tridimensionali o in immagini bidimensionali o, più recentemente, in ricerche multimediali.
La costante nel suo lavoro è la ricerca del linguaggio/codice che sta alla base di ogni forma vitale, di ogni forma di comunicazione, di ogni forma di espressione.
Ogni sua opera è frutto di una manipolazione che, indagando le peculiarità fisiche della materia e dei materiali, ne sintetizza le possibilità espressive restituendone manufatti che contengono nello stesso tempo e spazio la minimalità del gesto artistico e le sue caratteristiche espressive essenziali.
La ricerca artistica, e la sua conseguente manifestazione estetica, diventa una guida che ci accompagna in un percorso poetico e minimale, all'interno di un universo fatto di piccoli suoni, immagini evanescenti, giochi di luci e di ombre.

Gianpaolo Aghemo
Nato a Torino nel 1970,
diplomato presso l’Accademia di Belle Arti. Lavora prima come bibliotecario poi come grafico e infine come insegnante di disegno e storia dell’arte. Da anni si dedica assiduamente alla ricerca artistica.
ATTIVITA’ ESPOSITIVA:
personali:
Spazio vitale, Stranamore, Pinerolo (To), 2009 // Codice, a cura di D. Mabellini, Circolo degli Artisti, Torino, 2008
Installazioni, Caffè Chinese Art-Gallery, Torino, 2008 // Alètheia, Circolo Pueblo, Torino, 2007
Aperitivo d'artista, Associazione culturale Machè,Torino, 2006
collettive:
2010
Segni 20x20 e 20+20, Palazzo Bertalazone, Museo Nazionale del Cinema, Metropolitana di Torino
E14, a cura di Reiss Arti Performative (Torino) // Work to work, presso la galleria En Plein Air di Pinerolo (To)
Arte Video Roma Festival // Diritto al cuore, International Association for Art and Psychology, Circolo Eridano (To)
2009
Dáimon3, Carcere Le Nuove, Torino // FormInside_in site, a cura di Sandro Baroni, Villar Dora (To)
Emozioni a confronto, Centro Espositivo della Manifattura Cuorgnè (To)

“Mattia Mammoliti”


DIGHE VS NATURA
Il progetto di Mammoliti indaga la relazione tra i giganteschi manufatti di contenimento e sfruttamento delle acque e il paesaggio su cui si ergono, alterandone profondamente la geografia e l'insediamento antropico. Nell'affrontare il ricorrente tema del rapporto tra uomo e natura, l'originalità dell'approccio dell'autore sta nell'aver posto l'accento sulla risposta di quest'ultima. Difatti ogni modificazione umana trova una reazione lentissima, ma non per questo meno percepibile, negli inarrestabili dinamismi geologici e biologici che procedono inglobando ogni cosa che incontrino sul loro cammino. Nasce così un "nuovo paesaggio" ibridato inizialmente dalla mano dell'uomo, ma condotto nello svolgersi del tempo dall'incessante azione della natura. L'osservazione del fenomeno è quanto mai evidente sull'arco alpino, luogo ben conosciuto dall'artista e per questo motivo divenuto teatro d'azione del suo lavoro. L'impianto stesso delle opere mette in pieno risalto il concetto di fondo grazie alla scelta di un bianco e nero rigoroso, ma mai meramente descrittivo, e alle riprese realizzate da punti di vista, e con angoli di campo, di grande efficacia visiva.

Fulvio Bortolozzo



Mattia Mammoliti nasce ad Aosta nel 1984, dove consegue la maturità scientifica. Scopre una particolare passione per la fotografia durante vari viaggi e periodi di permanenza in altri paesi europei ed extraeuropei, tra i quali l'Australia. Nell'intento di approfondire la sua conoscenza teorica e tecnica, sta frequentando il corso triennale di Fotografia presso la sede torinese dell'Istituto Europeo di Design.

 
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