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arte contemporanea, collettiva NELLIMYA: LIGHT ART EXHIBITION ​ Via Ur Strdón 11 Cademario 6936

Cademario () - dal 23 marzo al 30 aprile 2011

Ennio Bertrand / Maya Zignone - Iridescenti altrove

Ennio Bertrand / Maya Zignone - Iridescenti altrove
CIELO DI LIMONI
Ennio Bertrand
Installazione temporanea
 [Vedi la foto originale]
NELLIMYA: LIGHT ART EXHIBITION
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Via Ur Strdón 11 (6936)
+41 0919118809
info@nellimya-exhibition.ch
www.nellimya-exhibition.ch
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Ennio Bertrand e Maya Zignone sono i protagonisti della prossima mostra organizzata nell’ambito di Outrenoir: light + new media art project 2010.
orario: Orario showroom:
Lu, Ma, Me, Ve: 15 – 19. Gi: 15 – 21. Sa: 10 - 17

(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 23 marzo 2011. ore 17.00
curatori: Cristina Trivellin
autori: Ennio Bertrand, Maya Zignone
genere: arte contemporanea, doppia personale

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comunicato stampa
Ennio Bertrand e Maya Zignone sono i protagonisti della prossima mostra organizzata nell’ambito di Outrenoir: light + new media art project 2010 – 2011 ideato dai curatori Martina Cavallarin, Cristina Trivellin e Alessandro Trabucco per Mya Lurgo Gallery, spazio dedicato all’arte contemporanea legata soprattutto alla sperimentazione della luce e dei nuovi media.
Un pioniere dell’arte interattiva ed elettronica con i suoi cieli di led e stelle elettroniche e un’artista dello spazio, che con le sue sculture di luce trasforma ridisegnandolo l’ambiente in cui si trova, sono gli artisti chiamati nella mostra da Cristina Trivellin, curatrice che ha collaborato in più occasioni con la Mya Lurgo Gallery e che conferma la sua capacità di scovare e “mettere sul palco” artisti d’avanguardia e poetica uniche. Così Trivellin introduce la mostra: “Mi sembra interessante cogliere, nelle operazioni artistiche, la messa in scena della possibile o impossibile convivenza tra opposti dentro il gioco dell’esistere che mette in campo approcci alternativi alla rappresentazione o alla presentazione del “reale”. Entrambi gli artisti invitati a questa mostra, attraverso la luce e l’energia, ci coinvolgono nella loro personale visione, cogliendo e lasciando agire nell’opera emozioni e contraddizioni, senza volerle per forza risolvere”.

Tra le opere di Maya Zignone, Orange, un’installazione che percorre come traiettoria luminosa e spiraliforme tutta la sala. Una linea di neon color arancio forma un campo di energia che si diffonde nello spazio, consacrandolo come territorio di fruizione dell’opera; l’artista intende fare interagire il fruitore, l’opera e lo spazio e lo fa imbibendo l’ambiente di una luce calda e accogliente che -dichiara l’artista- diventa essa stessa filo conduttore di energia e coinvolge lo spettatore in un percorso con cui si deve direttamente e fisicamente confrontare pur conoscendone la condizione di transitorietà.
Più intimista e introspettiva la serie Alone, piccoli box in plexiglass, microcosmi ove le figure umane svaporano dentro ombre asciutte e grigie, che paiono camminare dentro percorsi di silenziose e leggere solitudini. La serie B.U. invece, ci dà raffinate sintesi di momenti sfuggenti, quasi immortalando pensieri, energie, conflitti, in uno schema compositivo rigoroso e sensuale allo stesso tempo.

Ennio Bertrand porta in mostra la famosa opera Cielo di limoni, un tappeto di limoni collegati a led che sfruttano la composizione chimica del limone per creare corrente elettrica e illuminarsi, un’opera dove l’etica va a braccetto con l’estetica, un gesto poetico che, come scrive Bertrand, invita noi consumatori del pianeta a ristabilire un equilibrio tra credito e debito nei rapporti con la Terra che abbiamo in prestito d’uso.. I Cieli digitali invece vogliono essere un omaggio al lavoro di Raymond Quenau Cent mille Milliards de Poèmes un'opera sperimentale, pubblicata nel 1960; dieci sonetti, ognuno composto da versi intercambiabili, nel senso che l'ennesimo verso di un sonetto può essere utilizzato come ennesimo verso di tutti gli altri sonetti. Led colorati su pannelli in tessuto o fibra di vetro appaiono e scompaiono, secondo aggregazioni che posseggono piena autonomia di casualità nell’accensione.




 
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