Nientedimeno/Nothing Less 3072 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
24/06/2019
Creare un'opera in galleria. A Parma il secondo appuntamento di ART in PROGRESS
24/06/2019
A Lucca torna LuBi, la Biennale internazionale della carta. Aperte le iscrizioni per partecipare all’evento
22/06/2019
L'Adidas ha annunciato una capsule collection omaggio a Keith Haring
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva BIBLIOTECA UMANISTICA DELL'INCORONATA ​ Corso Giuseppe Garibaldi 116 Milano 20124

Milano - dal 7 al 22 aprile 2011

Nientedimeno/Nothing Less

Nientedimeno/Nothing Less

 [Vedi la foto originale]
BIBLIOTECA UMANISTICA DELL'INCORONATA
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Corso Giuseppe Garibaldi 116 (20124)
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

La mostra presenta oltre cento oggetti quasi totalmente fuori produzione realizzati dal 1945 al 2000 messi a disposizione dai galleristi Daniele Lorenzon (Paloma) e Alessandro Padoan (Fragile) scelti con cura tra i lavori di designer italiane o da tempo residenti nel nostro Paese, alcune note e già a buon diritto entrate a far parte della storia della cultura del progetto, altre ingiustamente dimenticate.
orario: Tutti i giorni dalle ore 12 alle 20 – Dal 13 al 17 aprile chiusura straordinaria alle 22
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 7 aprile 2011. ore 18.30
catalogo: in galleria.
editore: ALLEMANDI
ufficio stampa: ERICA PROUS
curatori: Anty Pansera
autori: Luisa Aiani Parisi, Antonia Astori De Ponti, Gaetana Aulenti, Liisi Bechman, Anna Bertarini Monti, Afra Bianchin Scarpa, Cini Boeri, Renata Bonfanti, Antonia Campi, Silvia Capponi, Giorgina Castiglioni, Carla Ceccariglia, Raffaella Crespi, Pia Crippa, Studio Del Campo, Anna Deplano, Natalie Du Pasquier, Studio Elica, Ignazia Favata, Anna Ferrieri Castelli, Olga Finzi Baldi, Carla Fossati Bellani Venosta, Emanuela Frattini Magnusson, Gilla Giani, Giuliana Gramigna, Johanna Grawunder, Maria Cristina Hamel, Franca Helg, Clara Istler, Andri Joannou, Laura Mandelli, Noti Massari, Alda Mercante Casati, Mirta Morigi, Paola Navone, Eleonore Peduzzi Riva, Daniela Puppa, Patrizia Scarzella, Franca Stagi Leonardi, Studio Tetrarch, Lella Valle Vignelli, Nanda Vigo, Ornella Vitali Noorda
patrocini: dall’Associazione D come Design
note: con la collaborazione di Mariateresa Chirico
promossa da Daniele Lorenzon (Paloma) e da Alessandro Padoan (Fragile)
immagine coordinata Cristina Gorzanelli
progetto dell’allestimento Patrizia Scarzella
genere: design, collettiva

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
La mostra, curata da Anty Pansera con la collaborazione di Mariateresa Chirico, presenta oltre cento oggetti quasi totalmente fuori produzione realizzati dal 1945 al 2000 messi a disposizione dai galleristi Daniele Lorenzon (Paloma) e Alessandro Padoan (Fragile) scelti con cura tra i lavori di designer italiane o da tempo residenti nel nostro Paese, alcune note e già a buon diritto entrate a far parte della storia della cultura del progetto, altre ingiustamente dimenticate, tra cui:
Luisa Aiani Parisi, Antonia Astori De Ponti, Gae Aulenti, Liisi Bechman, Anna Bertarini Monti, Afra Bianchin Scarpa, Cini Boeri, Renata Bonfanti, Antonia Campi, Silvia Capponi, Giorgina Castiglioni, Carla Ceccariglia, Raffaella Crespi, Pia Crippa, Anna Deplano, Natalie Du Pasquier, Ignazia Favata, Anna Ferrieri Castelli, Olga Finzi Baldi, Carla Fossati Bellani Venosta, Emanuela Frattini Magnusson, Gilla Giani, Giuliana Gramigna, Johanna Grawunder, Maria Cristina Hamel, Franca Helg, Clara Istler, Andri Joannou, Laura Mandelli, Noti Massari, Alda Mercante Casati, Mirta Morigi, Paola Navone, Eleonore Peduzzi Riva, Daniela Puppa, Patrizia Scarzella, Franca Stagi Leonardi, Lella Valle Vignelli, Nanda Vigo, Ornella Vitali Noorda, Studio Del Campo, Studio Elica, Studio Tetrarch.

Il mondo della casa è il privilegiato palcoscenico su cui si sono esercitate quelle progettiste che, provenienti per lo più dalle Facoltà di Architettura, hanno affrontato con intelligenza e grande sensibilità un’articolata serie di “cose” che hanno arredato/attrezzato le nostre case negli ultimi cinquanta anni del secolo scorso e che sono oggi ambiti “oggetti del desiderio”, ricercati all’insegna di quel brutto neologismo che echeggia l’antiquariato: il modernariato (!).

Letti, divani, sedute, tavoli e tavolini, lampade da soffitto, da terra, da scrivania, applique. Ma anche più “minuti” complementi d’arredo: in argento, ceramica, vetro e in materia plastica. Un’articolata panoramica di prodotti che hanno qualificato e continuano a qualificare gli ambienti domestici: ed è l’emozione che continuano a suscitare che testimonia come siano oggetti “ben progettati”. Degli ever green, insomma: dotati dunque di quella particolare valenza che ben definisce un prodotto “giusto”: ben pensato e ben realizzato per rispondere ad esigenze primarie all’interno delle mura domestiche, ma che sappia anche suscitare in noi dei sentimenti di em/simpatia.

E che siano disegnati da mani femminili è un tema/problema che non ha mai colpito più di tanto; in questo inizio del secondo decennio del XXI secolo pare giusto far riemergere invece come queste professioniste (alcune di loro hanno lavorato/firmato, abbinando il loro cognome a quello dei mariti o soci di studio o all’insegna di una etichetta) siano state le antesignane di una schiera di donne, che oggi affronta il sempre più ampio territorio del design. Nessun limite a quel “progettare” con consapevolezza che può continuare a migliorare, comunque, la qualità della nostra vita.

Nel catalogo pubblicato da Allemandi ai saggi critici si affiancano biografie delle protagoniste in scena e un articolato repertorio fotografico a colori e in bianco e nero non solo dei pezzi in mostra, ma anche di alcuni prodotti di grande pregnanza ingiustificatamente dimenticati. Nel volume è pubblicata inoltre un’intervista inedita di Anty Pansera a Michele De Lucchi e un interessante spaccato della contemporanea realtà spagnola a firma di Isabel Campi, presidente della FHD, Fundación Historia del Diseño.

La mostra è patrocinata dall'associazione D come Design.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram