Nuova creatività italiana (Officina Italia 2 Biennale giovani 3) 3076 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
23/05/2019
I capolavori degli Uffizi, raccontati dalle voci degli attori
23/05/2019
Banksy è stato allontanato dai vigili mentre "esponeva" senza autorizzazione a Venezia
23/05/2019
Il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci sul tuo smartphone, grazie all’app
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva CENTRO CIVICO BARACCANO ​ Via Santo Stefano 119 Bologna 40125

Bologna - dal 31 maggio al 3 luglio 2011

Nuova creatività italiana (Officina Italia 2 Biennale giovani 3)

Nuova creatività italiana (Officina Italia 2 Biennale giovani 3)
CENTRO CIVICO BARACCANO
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Santo Stefano 119 (40125)
+39 051301210 , +39 051742506
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

La mostra si pone nel solco delle Officine organizzate da questa équipe a partire proprio da una precedente Officina Italia, del 1997, cui hanno fatto seguito Officina Europa, 1999, Officina America, 2002, Officina Asia, 2004. A più di un decennio dal primo scandaglio, pare del tutto opportuno condurre un nuovo check-up sull’inesausta creatività dei nostri giovani, da qui il titolo della mostra, accanto a quello di Officina 2, inglobando inoltre anche una Biennale giovani nata nel frattempo sull’onda dei Premi DAMS.
orario: 15-20 tutti i giorni tranne il lunedì (da confermare).
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 31 maggio 2011. ore 12 a Gambettola Fabbrica viale Carducci 113, ore 18 a Bologna
editore: MAZZOTTA
ufficio stampa: MAZZOTTA
curatori: Renato Barilli
autori: Meris Angioletti, Alex Bellan, Davide Bertocchi, Alvise Bittente, Elena Brazzale, Jacopo Candotti, T-Yong Chung, Roberto De Pol, Elisabetta di Maggio, Francesco Fonassi, Anna Galtarossa, Eloise Ghioni, Chris Gilmour, Nicola Gobbetto, Paolo Gonzato, Alice Guareschi, Giorgio Guidi, Antonio Guiotto, Kensuke Koike, Lisa Lazzaretti, Federico Maddalozzo, Laura Matei, Ignazio Mazzeo, Matteo Montani, Margherita Moscardini, Giovanni Ozzola, Marco Papa, Laurina Paperina, Chiara Pergola, Filippo Pirini, Diego Soldà, Francesco Spampinato, Alberto Tadiello, To/Let, Giorgia Valmorri
patrocini: Alma mater, Università di Bologna
Accademia di Belle Arti di Bologna
note: Anche presso Gambettola (Forlì-Cesena), Fabbrica (viale Carducci 113, www.angelograssi.it, Tel. 0547-52115). Enti promotori

Assessorato alla Cultura della Regione Emilia Romagna

Comune di Bologna, Quartiere S. Stefano

Associazione Culturale La Fabbrica di Gambettola (Cesena). A cura di

Renato Barilli, con la collaborazione di Guido Bartorelli, Alessandra Borgogelli, Paolo Granata, Silvia Grandi, Guido Molinari.
genere: arte contemporanea, collettiva
email: renato.barilli@unibo.it

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
La mostra si pone nel solco delle Officine organizzate da questa équipe a partire proprio da una precedente Officina Italia, del 1997, cui hanno fatto seguito Officina Europa, 1999, Officina America, 2002, Officina Asia, 2004, tutte realizzate con ampio concorso della Regione Emilia Romagna, integrato da contributi delle amministrazioni locali ospitanti i vari settori del progetto, il quale infatti si è sempre caratterizzato per una natura policentrica, irraggiandosi dal capoluogo, Bologna, verso altre città dell’Est della Regione. Anche questa volta il principale sostegno all’iniziativa viene dall’Assessorato regionale alla cultura. A più di un decennio dal primo scandaglio, pare del tutto opportuno condurre un nuovo check-up sull’inesausta creatività dei nostri giovani, da qui il titolo della mostra, accanto a quello di Officina 2, inglobando inoltre anche una Biennale giovani nata nel frattempo sull’onda dei Premi DAMS.

Volendo caratterizzare l’attuale situazione, si potrebbe fare ricorso alla nozione introdotta da Deleuze e Guattari di plateau, ovvero di un bilanciamento tra opposti, il rigorismo dell’arte concettuale, col triangolo foto-scrittura- oggetto, accenna a stemperarsi in soluzioni più stimolanti e sensuose, che però si guardano dall’approdare a facili pittoricismi, senza peraltro disdegnare recuperi di motivi decorativi, molto adatti per usi di arredo urbano. Questo medesimo bilanciamento si registra tra soluzioni a due e a tre dimensioni, molte opere presenti in questa rassegna, infatti, muovono da progetti o tracciati esposti a parete, da cui però prendono lo slancio per andare ad occupare lo spazio attiguo, con occupazione che tuttavia avviene in modi leggeri e reversibili. Altri invece affrontano decisamente lo spazio aperto deponendovi come delle isole consistenti e cariche di stimoli. Insomma, tutte le dimensioni spaziali, dall’alto, dal basso, dalle pareti all’open space, sono inquietate, pungolate, con reattività pronta e incalzante, costituendo uno spettacolo sempre mobile e imprevedibile.

La squadra curatoriale ha individuato 35 presenze, alcune già ampiamente note e avviate verso un successo crescente, altre più inedite ma aggressive e incalzanti. In quest’occasione il policentrismo tradizionale delle Officine si limita a due sole sedi, un ampio salone a Bologna, nell’ex-convento cinquecentesco del Baraccano, nei pressi di Porta S. Stefano, molto rispondente a installazioni site specific; e gli spazi di un ampio edificio di archeologia industriale, un ex-cementificio ricco di stanze di vario formato e di tante altre possibilità suggestive, sito a Gambettola, dinamica cittadina nei pressi di Cesena. Questo ampio e sorprendente contenitore è gestito da Angelo Grassi sotto il nome di Fabbrica. Le varie presenze, pur aperte a tutte le tecniche e modalità espositive, non si varranno del video non già per ostracismo dei curatori nei confronti di questo mezzo, ma al contrario perché ogni anno esso è al centro di una manifestazione apposita presso il Dipartimento arti visive dell’Alma Mater, denominato Videoart Yearbook, cui gli espositori interessati a questo strumento potranno partecipare come parte integrante.



La mostra sarà inaugurata in entrambe le sedi (ore 12 a Gambettola, ore 18 a Bologna) il martedì 31 maggio e rimarrà aperta fino al 3 luglio. L’orario di visita della mostra in entrambe le sedi è 15-20 tutti i giorni tranne il lunedì (da confermare). Per chi viaggia in treno è possibile visitare entrambe le sedi nello stesso pomeriggio pur di farsi trovare in una delle due all’orario di apertura. L’ubicazione di entrambe è reperibile andando a www.google.it e digitando rispettivamente Bologna, Baraccano e Gambettola, Fabbrica. Chi arriva alla stazione ferroviaria di Bologna può prendere gli autobus 32 0 33 (circolare esterna) scendendo a P.ta S. Stefano. Parcheggi auto si possono trovare in Via Dante e Piazza del Baraccano. La sede di Gambettola è accanto alla stazione ferroviaria.

Il catalogo, edito da Mazzotta, prevede due pagine a colori per ogni partecipante più saggi dei curatori e consueti apparati biobibliografici.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram