Mauro Staccioli - Ripensare l'urbano 3150 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
25/06/2019
Un manifesto per l’arte attiva. Al MAXXI, la prima bozza di Art Thinking
25/06/2019
Quattro residenze per il nuovo bando di CURA 2020
25/06/2019
Bill Murray riceverà da Wes Anderson il Premio alla carriera alla Festa del Cinema di Roma
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva CASA MASACCIO ​ Corso Italia 83 San Giovanni Valdarno 52027

San Giovanni Valdarno (AR) - dal 30 aprile al 29 maggio 2011

Mauro Staccioli - Ripensare l'urbano

Mauro Staccioli - Ripensare l'urbano

 [Vedi la foto originale]
CASA MASACCIO
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Corso Italia 83 (52027)
+39 0559126283
casamasacciosgv@val.it
www.casamasaccio.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

Una mostra che documenta l'attività artistica di Staccioli e ripropone i reportage dell'installazione, che fu realizzata in Corso Italia nel1996, (dalle fotografie di repertorio, alle interviste, agli articoli di giornale, al video "Giorni con Mauro" che fu girato nell'occasione). In questo modo i cittadini ma anche i visitatori e i turisti, potranno 'entrare dentro' l'opera, capire quali sono le modalità operative dell'artista e, soprattutto, capire come è nata la scultura per la città.
orario: 15:00-19:00 Festivi 10:00-12:00 15:00-19:00 lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 30 aprile 2011. ore 18
catalogo: in galleria.
ufficio stampa: AMBRA NEPI
curatori: Claudia Mennillo
autori: Mauro Staccioli
note: Promossa da CASA MASACCIO arte contemporanea
genere: arte contemporanea, personale

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Si apre al pubblico sabato 30 aprile, a San Giovanni Valdarno, la mostra documentaria "Mauro Staccioli. Ripensare l'urbano, dal progetto alla scultura" . Promossa da CASA MASACCIO arte contemporanea , l'esposizione, a cura di Claudia Mennillo, presenta disegni, maquettes e fotografie , delle opere di Staccioli, dagli anni Settanta e il progetto di ricollocazione, in un nuovo sito, delle "Ruote" realizzate dall'artista per San Giovanni Valdarno.
Una mostra che documenta l'attività artistica di Staccioli e ripropone i reportage dell'installazione, che fu realizzata in Corso Italia nel1996, (dalle fotografie di repertorio, alle interviste, agli articoli di giornale, al video "Giorni con Mauro" che fu girato nell'occasione). In questo modo i cittadini ma anche i visitatori e i turisti, potranno 'entrare dentro' l'opera, capire quali sono le modalità operative dell'artista e, soprattutto, capire come è nata la scultura per la città.
Staccioli elabora le sue forme in stretto dialogo con la società e lo spazio urbano, indirizzando il suo lavoro verso una "scultura-segno" che si pone in stretta correlazione con il luogo per il quale e nel quale è realizzata.
"L'arte oggi deve lavorare sull'ipotesi, deve interrogare ed interrogarsi, e in questo senso lo spazio pubblico, cittadino, in particolare la strada [...], sono il luogo più idoneo a sviluppare tale lavoro nella direzione di un coinvolgimento che superi il circolo ristretto degli specialisti."
Mauro Staccioli, 1982

Nel 1996 San Giovanni Valdarno ha visto invadere Corso Italia da cinque grandi Ruote in cemento armato dello scultore volterrano. Le Ruote, immaginate in principio per vivere lo spazio più intimo della città, il Corso principale, fulcro della vita della comunità, saranno ricollocate definitivamente, in un nuovo contesto, nei prossimi mesi.
La pratica dell'installazione effimera è ricorrente sia nella carriera di Staccioli che nella collocazione di opere d'arte in luoghi pubblici: una ventata di novità, uno sconvolgimento temporaneo di un luogo precodificato che poi resta, però, solo un ricordo, un'immagine di repertorio. Credo, tuttavia, che nella memoria della comunità questi interventi seguitino ad avere vita. Questo ci dà la misura di quanto sia importante, oggi più che mai in una società dominata da un ipersemanticismo pubblicitario, che il cittadino si riconosca in un'opera d'arte, e che questa diventi un punto di riferimento della collettività.
Il progetto è riportare alla luce quelle Ruote (dopo un necessario intervento di restauro), che erano state appositamente pensate dall'artista per la città, e che a questa devono tornare. Il nostro Paese, certamente tra i più ricchi al mondo sul versante storico-artistico, ha bisogno di rimarcare una linea di continuità col suo passato illustre. Per troppo tempo siamo stati impauriti, frenati, dal confronto con questa tradizione ma è arrivato il momento di ri-qualificare i luoghi (nel senso di connotarli nuovamente) e specificamente quelli del vivere quotidiano, attraverso l'arte del nostro tempo.
È questo l'approccio che, sin dagli anni Sessanta, porta avanti Mauro Staccioli. Con le sue opere va a tessere un fitto dialogo con l'ambiente circostante, come lui stesso dichiarava in occasione dell'installazione delle Ruote: "lavoro molto sull'idea di segnare il paesaggio, di usare la scultura come segno tangibile di un passaggio o come segno di possibile interazione con un luogo nei confronti del quale si instaura un rapporto di domanda/risposta, di dialogo". Il luogo viene quindi interrogato, sollecitato, percepito diversamente ed infine ri-costruito, sulla base dei riferimenti culturali, storici, sociali.
La pregnanza e l'incisività dei suoi interventi sull'urbano è dimostrata dal fatto che le sue sculture non sono autoreferenziali ma vivono del rapporto col contesto, il quale diventa al tempo stesso contenitore e contenuto, vero e proprio elemento strutturale. Il suo è uno spazio pensato, interpretato, sulla base delle suggestioni che da questo si dipartono. È forse per questo che la dimensione più vera della sua scultura è, da sempre, quella collettiva, perché è con l'uomo e dell'uomo che la sua opera parla.
Le Ruote, immaginate in principio per vivere lo spazio più intimo della città, il Corso principale, fulcro della vita della comunità, vogliono ora essere ricollocate, 'rotolare' in un nuovo contesto. Il movimento, insito nella forma, ci rimanda ad un'idea dinamica, all'andare, al fare, ad una vita attiva in antitesi a quella contemplativa. Dobbiamo avere la capacità di reinterpretare il passato attraverso gli occhi contemporanei, - per dirla ancora con Staccioli - bisogna avere "la forza e il coraggio di ripensare e di riconsiderare la storia attraverso una contemporaneità nella quale si possa essere in grado di immaginare una possibile trasformazione".
L'idea di restaurare le Ruote di Staccioli e sistemarle in un nuovo sito ( uno spazio verde davanti all'area industriale di S. Andrea, che funge da cerniera tra l'ex-Italsider - la nuova zona industriale e la nuova porta di accesso a nord di San Giovanni Valdarno) si pone in un quadro di riconoscimento del valore civico dell'arte contemporanea nel sistema-comunità. Un valore che da decenni questa si è guadagnata in tutto il mondo e da qualche anno anche in Italia.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram