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arte contemporanea, collettiva NELLIMYA: LIGHT ART EXHIBITION ​ Via Ur Strdón 11 Cademario 6936

Cademario () - dall'otto giugno al 30 luglio 2011

Clara Luiselli / Elisa Sonato -Riabilitazioni di luce

Clara Luiselli / Elisa Sonato -Riabilitazioni di luce
Installazione SGUARDI EFFIMERI di Clara Luiselli
 [Vedi la foto originale]
NELLIMYA: LIGHT ART EXHIBITION
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Via Ur Strdón 11 (6936)
+41 0919118809
info@nellimya-exhibition.ch
www.nellimya-exhibition.ch
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L'evento avrà luogo con la Performance di Clara Luiselli nella prestigiosa Piazza Riforma e in seguito in galleria.
Durante il periodo espositivo sono previsti eventi collaterali in orario serale-notturno, concomitanti con l'agenda dell'ente del Turismo di Lugano nel distretto di Piazza Riforma.
orario: Ma. Me. Ve 15 _ 19
Gio. 15 - 21
Sa. 10 - 17
Su appuntamento: +41(0)91 911.88.09
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 8 giugno 2011. dalle ore 18
curatori: Carlo Barbatti, Mya Lurgo
autori: Clara Luiselli, Elisa Sonato
note: La mostra é organizzata in collaborazione con la galleria di Bergamo TRAFFIC GALLERY
genere: arte contemporanea, performance - happening, doppia personale

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comunicato stampa
RIABILITAZIONI DI LUCE
a cura di Carlo Barbatti

Il lavoro di Clara Luiselli esplora le sottili membrane, i confini, i limiti che separano l’interno dall’esterno, il visibile e il nascosto. Le opere non vengono presentate come oggetti da contemplare passivamente, con una forma fissa ed immutabile ma la ricerca si muove verso ciò che è fluido, di passaggio, in trasformazione. L’obiettivo è quello di creare un’interazione, un legame con chi guarda e osserva. Con Sguardi effimeri chi entra in contatto attivo con l’opera stringe con essa una relazione intima e unica. Piccoli coni rivolti verso terra scendono dal soffitto attraverso esili fili elettrici.
Al loro interno una particolare lavorazione della struttura costitutiva riflette lo sguardo di chi osserva, rivedendosi su una superficie apparentemente impenetrabile. Un’immagine che nessun altro potrà vedere. Con Calotta un casco propaga nello spazio una moltitudine di fili metallici. L’attenzione è legata al rapporto intimo tra il corpo e l’ambiente nel quale esso è costretto. Il progetto nasce all’interno di un luogo di reclusione. La calotta può essere vista come la testa di un ipotetico detenuto la cui esigenza di “evadere”, almeno con il pensiero, si realizza attraverso le “terminazioni nervose” dell’involucro contenitore.
Corpo e pensiero si muovono nella direzione di una realtà al di là del luogo fisico in cui sono costretti. Led, un abito guida scarno, con una trama di filo elettrico su rete antigrandine, nasce dall’esigenza di trovare una direzione oltre il buio. Estensione del corpo e delle sue capacità, Una tenue luminescenza verde all’estremità inferiore aiuta ad individuare il percorso da seguire, una luce bianca ad alta intensità luminosa si fa estensione di ogni dito e permette di avanzare nell’ignoto offrendo la capacità di abbagliare un possibile nemico.
La ricerca sul corpo e la possibilità di elevarlo fino a superarne i limiti viene intrapresa e realizzata anche da Elisa Sonato. Per Elisa Sonato la ricerca artistica parte dalla luce, manipolata come se fosse materia, resa malleabile tanto da raggiungere una sua plasticità.
Nei suoi lavori lo sguardo è costretto a immaginare, ad espandere le capacità dell’occhio e della mente. La continua ricerca sui materiali, spesso attinti da settori a tecnologia avanzata, unita al gusto per la tradizione artigiana, per le lavorazioni pazienti attente ai dettagli, diventano elementi costitutivi dell’impatto scenico e dell’incanto generati dalle sue opere.
I lightbox che vengono presentati sono parte del progetto eXtralight. L’obiettivo è quello di esplorare il rapporto tra luce e movimento. Un’unione, un flusso che permette alla danza di superare il limite imposto dal confine fisico del corpo, immaginando la possibilità di riuscire a vedere “oltre” attraverso l’ottenebramento della materia rivestita di luce. La danza viene ripensata profondamente sul piano espressivo. Il corpo si fa strumento che sorregge un’aurea luminosa. I danzatori indossano i loro costumi costruiti con poche trame di luci dove la materia e le forme sono vinti dai gesti e dalle idee. Indumenti di “troppo” per qualsiasi fisicità, dotati della capacità di trasportare in una nuova dimensione al di fuori di sé. Una danza di esseri di luce annulla la materialità del corpo che divenuto evanescente scompare. L’attenzione di norma riservata agli abiti di uno stilista viene superata dalla particolarità di queste vesti che oltrepassano la differenziazione estetica e il pericolo della massificazione raggiungendo la vanificazione di ogni superficialità.
 
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