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arte contemporanea, collettiva CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO ​ Via Bernardo Clesio 5 Trento 38100

Trento - dal primo luglio al 13 novembre 2011

Le grandi vie della civiltà

Le grandi vie della civiltà

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CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
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Via Bernardo Clesio 5 (38100)
+39 0461492803 , +39 0461239497 (fax), +39 0461492846
info@buonconsiglio.it
www.buonconsiglio.it
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Questa affascinante esposizione, attraverso una selezione di preziose testimonianze archeologiche provenienti da oltre 50 musei e soprintendenze italiane ed estere, racconta dei contatti, degli scambi e delle relazioni a largo raggio che hanno segnato gli sviluppi delle civiltà in Europa con la trasmissione di saperi, al contaminazione di modelli e stili di vita. Una fitta ragnatela si vie tra il Mediterraneo e il Centro Europa, le cui trame si intrecciano, si separano in un continuo divenire che hanno portato territori e culture lontani e diversi a trovare una serie di elementi in comune
orario: 10.00 - 18.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: INTERA 8,00 €
RIDOTTA Persone che abbiano compiuto i 65 anni di età * Gruppi di visitatori di almeno 15 persone paganti; Soci o tesserati di Enti convenzionati con il Museo 5,00 €
vernissage: 1 luglio 2011.
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Rupert Gebhard, Paul Gleirscher, Franco Marzatico
genere: archeologia

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comunicato stampa
E noi che crediamo di aver inventato qualcosa di nuovo!
Considerazione che verrà spontanea a chi visiterà questa ricchissima mostra (oltre 800 i reperti, moltissimi di assoluta eccezione, in essa esposti) allestita al Castello del Buonconsiglio a Trento e curata dal direttore del museo Franco Marzatico, da Rupert Gebhard, direttore del museo di Monaco, e da Paul Gleirscher conservatore del museo di Klagenfurt.

Temi come quello della mobilità, della circolazione di uomini, beni, idee del multiculturalismo della globalità non sono certo temi che riguardano solo l’attualità. Sono realtà con le quali l’uomo – viaggiatore ed esploratore per eccellenza, - si è misurato nei millenni in Europa come nel resto del globo. Questa affascinante esposizione, attraverso una selezione di preziose testimonianze archeologiche provenienti da oltre 50 musei e soprintendenze italiane ed estere, racconta dei contatti, degli scambi e delle relazioni a largo raggio che hanno segnato gli sviluppi delle civiltà in Europa con la trasmissione di saperi, al contaminazione di modelli e stili di vita. Una fitta ragnatela si vie tra il Mediterraneo e il Centro Europa, le cui trame si intrecciano, si separano in un continuo divenire che hanno portato territori e culture lontani e diversi a trovare una serie di elementi in comune.

Di questa immensa e complessa trama la mostra segue i fili millenari a partire da quando si diffusero, a sud come a nord delle Alpi, le espressioni dell’arte e le figure delle cosiddette dee madri, fino ai tempi del cosmopolitismo e della globalizzazione dell’impero romano.
A transitare lungo le diverse “Vie della Civiltà” non sono solo merci, sono uomini con le loro credenze, linguaggi, talvolta nati in ambiti locali talvolta giunti nel “Vecchio Continente” dall’Oriente.
Accanto alle concrete tracce dei commerci documentati da materie prime e manufatti esotici, la mostra segue i percorsi avventurosi di innovazioni idee che hanno comportamenti e abitudini.
Già in epoca preistorica materie prime e manufatti percorrono, sulle spalle degli uomini, sulle imbarcazioni, sulle some degli animali o, inventata la ruota, sui primi carri, distanze impressionanti. E’ sulla base di scambi
e commerci si consolidano le prime differenziazioni sociali.
Il rango ben presto richiede segni esteriori di appartenenza, ed ecco la ricerca di status symbol tanto più preziosi quanto esclusivi ed esotici.
Ma eccessi di ricchezza richiamano anche razzie, invasioni e migrazioni, talvolta calmierate da matrimoni diplomatici e da alleanze strategiche.
La diffusione di nuovi saperi, dall’agricoltura, alla metallurgia ma anche alla cucina e aspetti legati all’ideologia del banchetto percorrono l’Europa.
Forme ed idee contaminano popolazioni diverse. Siano archetipi come quello della fertilità femminile o quello dell’uomo eroe-guerriero dell’atleta. Ma sono anche figure di animali, espressione di un’arte animalistica che fiorisce in diverse aree, o iconografie di barche, il carro solare, l’albero della vita, le immagini del Signore e della Signora degli Animali che, fissati su diversi supporti, stupiscono per la loro potenza e bellezza. Poi le enigmatiche tavolette dell’età del bronzo, i dischi solari in oro, le maschere funerarie, i doni votivi, gli astragali. Testimonianze di contaminazioni di culti e di influssi.
Infine la diffusione della scrittura alfabetica, dai fenici, ai greci, agli etruschi, ai popoli alpini, sino all’egemonia del latino.
Gli eccezionali reperti esposti in questa irrepetibile mostra raccontano una storia fatta di attinenze ma anche di contrasti, di forme di “alterità” che delineano singoli territori. Il global di cui si discute tanto oggi, alla fine, non è un concetto del tutto nuovo.
Gli oggetti, più di 800 provenienti da 72 musei e soprintendenze, 52 italiani e 19 stranieri, saranno esposti in 18 sale del Castello del Buonconsiglio su una superficie di 1800 meri quadrati. Il catalogo della mostra, curata da Franco Marzatico, Rupert Gebhard e Paul Gleirscher, vedrà l’intervento di 80 studiosi. Michelangelo Lupo curerà l’allestimento mentre le scenografie saranno di Gigi Giovanazzi.
 
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