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arte contemporanea, collettiva TEATRO SALA UMBERTO - SPAZIO ARTE ​ Via Della Mercede 50 Roma 00187

Roma - dal 20 aprile al 20 maggio 2004

Eyal Baruch - Double Vision

Eyal Baruch - Double Vision

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TEATRO SALA UMBERTO - SPAZIO ARTE
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Via Della Mercede 50 (00187)
+39 066794753
spazioarte@salaumberto.com
www.salaumberto.com/spazioarte/spazio.htm
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mostra fotografica dell'israeliano Eyal Baruch, che indaga il rapporto di Roma e i romani con l'acqua
orario: tutti i giorni dalle 10 alle 21
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 20 aprile 2004. ore 18.30
ufficio stampa: Giuliana Lamanda tel. 06 5896754
autori: Eyal Baruch
genere: fotografia, personale
email: mostra@spymac.com

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comunicato stampa
"Double Vision" è il seguito della mostra precedente "Non visto". L'artista Eyal Baruch continua l'esplorazione di una Roma non ingabbiata negli stereotipi e nelle immagini patinate da cartolina. Questa volta l'obiettivo scruta il rapporto che la città e i romani hanno con l'acqua, l'elemento che ha cullato la loro storia e la loro arte, e continua a scandirne i piccoli e grandi riti quotidiani.
Attraverso queste foto è possibile così cogliere un'immagine di Roma che l'acqua rimanda come in uno specchio. Da questa angolazione scompaiono
dalla vista ordinarie sporcizie e graffiti metropolitani per lasciare spazio a una città a doppia dimensione, oltre lo specchio.
La doppia dimensione che Roma, città dell'acqua, offre di sé, finisce per catturarci. E' come se, quando cerchiamo di coglierne l'essenza più intima e profonda, la vedessimo con lo sguardo sfuocato di un ubriaco o attraverso lenti deformanti. Come se fossimo preda di una vertigine e la realtà ci apparisse frutto di un'allucinazione. Non riusciamo più a distinguere la verità dall'illusione. La visione, il "non visto" ha il sopravvento sulla realtà.

In questa doppia dimensione, gli estremi si toccano, si confondono. Così la sommità di palazzi e monumenti finisce riprodotta in una bolla d'acqua, in una pozzanghera o in una fontana. Sotto i nostri occhi, ciò che sta
per svanire si apre su un cielo di spazi assoluti e profili imponenti. Un cielo che non esisterebbe senza quella pozza d'acqua stagnante che lo riflette.
Il fenomeno, la vista umana, la contingenza, la morte, la storia, le generazioni passate, il basso, il pavimento bagnato riflettono un alto di spazi, architetture, cieli. Ciò che non è visto ed è dimenticato si palesa nello spazio assoluto che esiste solo per esso.
Ancora una volta, sul teatro di Roma, è la realtà "non vista" che si compone sotto i nostri occhi. Una realtà dialettica, in cui il passato e il presente, la verità e l'illusione, i fatti e la loro rappresentazione, la terra e il cielo, le cose più piccole ed evanescenti e quelle più maestose si sfiorano, si confondono, diventano un tutt'uno. I monumenti, catturati in questi
scatti, perdono la pretesa di essere la Storia.
 
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