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arte contemporanea, collettiva PALAZZO MARINO ​ Piazza Della Scala 5 Milano 20121

Milano - dal 25 novembre 2011 all'otto gennaio 2012

Georges de la Tour - L’ Adorazione dei pastori / San Giuseppe falegname

Georges de la Tour - L’ Adorazione dei pastori / San Giuseppe falegname
1. L’adorazione dei pastori
RMN-S-AA9701-6088
Autore: Georges de La Tour (1593-1652)
Credito fotografico: (C) RMN / Gérard Blot
 [Vedi la foto originale]
PALAZZO MARINO
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Piazza Della Scala 5 (20121)
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Verrà esposta per la prima volta in Italia l’Adorazione dei pastori di Georges de la Tour, accompagnata, nella ormai tradizionale mostra natalizia di Palazzo Marino organizzata da Eni con la collaborazione del Comune di Milano e del Museo del Louvre, da uno dei più celebri capolavori del pittore lorenese, il San Giuseppe falegname.
Le due straordinarie opere del cosiddetto “Caravaggio francese”, provenienti dal Museo del Louvre, saranno esposte nella Sala Alessi del Palazzo Marino di Milano dal 26 novembre al 28 dicembre 2011.
Secondo quella che è diventata una consuetudine, il pubblico potrà ammirare gratuitamente i due dipinti, collocato come in una scenografia all’interno di un allestimento a loro dedicato, ricercato e pieno di fascino.
La visione e la percezione delle opere, della loro storia e del contesto culturale che le ha generate, sarà supportata da video e favorita dalla presenza in sala di storici dell’arte e tecnici restauratori che seguiranno il pubblico, rispondendo alle domande e alle curiosità di ciascuno.
orario: tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30
giovedi e sabato aperto sino alle 22.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 25 novembre 2011. h 12
editore: SKIRA
curatori: Valeria Merlini, Daniela Storti
autori: Georges de la Tour
note: Anteprima stampa su accredito Venerdì 25 novembre ore 12.00 a Palazzo Marino Sala dell’Orologio primo piano
genere: arte antica, personale

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comunicato stampa
Per la prima volta in Italia L’Adorazione dei pastori di Georges de La Tour accompagna
uno dei più celebri capolavori del pittore lorenese, il San Giuseppe
falegname nella ormai tradizionale mostra di Palazzo Marino organizzata da
Eni con la collaborazione del Comune di Milano e del museo del Louvre.
Le due straordinarie opere di uno degli artisti più affascinanti della pittura del
Seicento, noto a molti come il “Caravaggio francese”, saranno esposte a Milano,
con ingresso libero, nella Sala Alessi di Palazzo Marino dal 26 novembre
2011 all’8 gennaio 2012.
La mostra, organizzata anche quest’anno grazie al partenariato tra Eni e il
museo del Louvre, che mette a disposizione dell’evento importanti opere, è curata
da Valeria Merlini e Daniela Storti e propone al grande pubblico, che con
passione segue da qualche anno l’appuntamento milanese, uno degli artisti più
suggestivi e misteriosi che la Francia del Seicento abbia generato. Anche se il
suo nome risulta forse meno noto al grande pubblico di quello di alcune “star”
della pittura antica, nel trovarsi di fronte a queste due opere si ha l’immediata
sensazione di averle da sempre conosciute, proprio grazie alla loro capacità di
penetrare profondamente nella sensibilità dell’osservatore.
Pochissime sono le notizie che i documenti ci forniscono sulla vita del pittore
lorenese, la cui formazione rimane avvolta nel mistero come gran parte della
sua esistenza. Resta ancora un’ipotesi l’idea di un suo viaggio in Italia durante
il quale si sarebbe misurato con l’opera del grande Caravaggio, al quale si è
sempre fatto riferimento nell’analisi critica del suo lavoro.
L’Adorazione dei pastori è entrata a far parte delle collezioni del Louvre nel
1926, grazie al lavoro indefesso di Hermann Voss, che dedicò la sua vita al recupero
dell’identità di Georges de La Tour, scovando come un segugio le sue opere,
disperse in musei e collezioni a causa di un’infinita serie di errate attribuzioni.
Milano, Palazzo Marino
Sala Alessi
dal 26 novembre 2011
all’8 gennaio 2012
Ingresso libero
Sotto l’Alto Patronato
del Presidente della Repubblica Italiana
Il tema dell’adorazione dei pastori in versione notturna si diffonde partendo
dall’Italia nei primi del Seicento, grazie alla rivisitazione che i pittori bolognesi
come Carracci fecero della grande lezione caravaggesca; ma, nella magica atmosfera
che si respira nei dipinti di Georges de La Tour, nell’intimo e raccolto
sentire domestico della scena, la tradizione stilistica franco-fiamminga gioca
un ruolo assai importante.
Anche nel forse più conosciuto dipinto del San Giuseppe falegname il calore
della luce diffusa dalla candela sorretta da Gesù bambino, che amorevolmente
osserva il volto del padre al lavoro, immerge nell’atmosfera notturna un tema
caro alla tradizione della pittura nordica del tempo. Nell’immagine, il commovente
rapporto padre-figlio fornisce anche uno spunto per alcune osservazioni
di carattere iconografico intorno alla devozione per il Santo, per il Bambino e
per la Croce richiamata dal legno su cui Giuseppe è chinato, alla maniera di
molti testi religiosi del tempo. Anche dal punto di vista tecnico l’opera rappresenta
forse l’espressione più alta del corpus dei dipinti a “lume di candela”
eseguiti da La Tour; la luce celata all’occhio dell’osservatore dalla trasparente
mano del Bambino, si diffonde sul suo giovane volto che si trasforma nella
vera fonte luminosa dell’intima e familiare scena, che diventa trascendente.
Il pubblico potrà ammirare questi due dipinti di eccezionale interesse, in un allestimento
a loro dedicato, razionale nella distribuzione degli spazi e ricercato
nella scelta dei materiali.
Il progetto di Elisabetta Greci nasce, infatti, da una serie di spunti concettuali
ed estetici che rimandano a gran parte dell’iconografia classica sulla Natività,
all’architettura nordica familiare al Maestro, alla semplicità e “all’umile naturalità”
consona ad entrambi i soggetti dei due capolavori.
Si è quindi scelta una “architettura” scultorea, lineare ma suggestiva per dimensioni
ed effetti, attraverso l’impiego di materiali naturali e tradizionali.
L’ambiente dell’esposizione è composto da una grande parete a onda, intonacata
con calce ed argilla e da una pavimentazione in legno vecchio – un
organismo “sospeso” all’interno della Sala Alessi – costituito da superfici concettualmente
“povere” che consentono di arricchire l’atmosfera del luogo con
giochi di luce.
La visione e la percezione delle opere, come tradizione collocate all’interno di
apposite teche che ne permettono la fruizione ravvicinata della loro storia e del
contesto culturale che le ha generate, viene supportata da diversi video e favo-
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rita dalla presenza in sala di storici dell’arte e tecnici restauratori che seguono,
come di consueto, i visitatori, rispondendo alle domande e alle curiosità in
modo personale, secondo le esigenze di ciascuno di loro.
All’interno della sala video, il pubblico potrà cogliere l’opportunità di approfondire
alcuni aspetti della misteriosa storia del grande pittore lorenese per secoli
caduto nell’oblio e tornato negli ultimi anni al centro di nuovi importanti
studi critici.
Fornendo uno spettro variegato di punti di vista, utili ad arricchire la percezione
della cultura dell’epoca, di cui questi due dipinti sono un’emanazione,
grazie anche all’ausilio dei saggi scientifici presenti sul catalogo edito da
Skira, l’esposizione vuole incoraggiare un confronto vivo e umano tra gli storici
dell’arte presenti in sala e il pubblico, che segue con grande attenzione l’appuntamento
natalizio con Palazzo Marino giunto quest’anno al quarto anno.
Una particolare attenzione va, in questa edizione, alle scuole, alle quali Eni
dedica un progetto di laboratori didattici e la preparazione di diversi learning
objects e materiali di vari formati (video, testi, immagini) utili agli insegnanti
per lezioni da tenersi in classe e utilizzabili attraverso il sito www.eniscuola.net.
Inoltre, come già sperimentato lo scorso anno, si terranno, sempre ad ingresso
libero, alcuni incontri nella nuova sala conferenze di Palazzo Marino, che affronteranno
il tema del rapporto padre-figlio, argomento fortemente stimolato
dalla suggestione suscitata allo sguardo tra san Giuseppe e Gesù bambino, nel
quadro esposto in mostra.
 
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