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arte contemporanea, collettiva PINACOTECA DELL'ACCADEMIA DEI CONCORDI - PALAZZO ROVERELLA ​ Via Giuseppe Laurenti 8/10 Rovigo 45100

Rovigo - dal 24 febbraio al 23 giugno 2012

Il Divisionismo e la luce del moderno

Il Divisionismo e la luce del moderno
Angelo Morbelli: Le parche, 1904. Collezione privata
 [Vedi la foto originale]
PINACOTECA DELL'ACCADEMIA DEI CONCORDI - PALAZZO ROVERELLA
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Il periodo che questa mostra illumina è quello tra il 1890 e l'indomani della Grande Guerra.
Negli anni in cui in Francia Signac e Seraut "punteggiano" il Neo Impressionismo, anche in Italia diversi artisti si confrontano con l'uso "diviso" dei colori complementari. E lo fanno con assoluta originalità. E', come afferma il sottotitolo della mostra, la luce del moderno che essi così magistralmente creano e interpretano.
vernissage: 24 febbraio 2012. h 18 Teatro sociale
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Francesca Cagianelli, Dario Matteoni
note: Vernice per la Stampa
Venerdì 24 febbraio
dalle ore 15.30 alle ore 18.00
Rovigo, Palazzo Roverella
genere: arte moderna e contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
E' stata una delle più emozionanti stagioni dell'arte italiana negli ultimi secoli e ora, finalmente, una grande mostra la ripropone, con un taglio nuovo e con una scelta perfetta di opere.
"Il Divisionismo. La luce del moderno", che si svolgerà a Rovigo, a Palazzo Roverella dal 25 febbraio al 23 giugno 2012, sarà sicuramente tra i più importanti eventi espositivi italiani del prossimo anno. A promuoverla sono la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il Comune di Rovigo e L'Accademia dei Concordi.
Il periodo che questa mostra illumina è quello tra il 1890 e l'indomani della Grande Guerra.
Negli anni in cui in Francia Signac e Seraut "punteggiano" il Neo Impressionismo, anche in Italia diversi artisti si confrontano con l'uso "diviso" dei colori complementari. E lo fanno con assoluta originalità. E', come afferma il sottotitolo della mostra, la luce del moderno che essi così magistralmente creano e interpretano.
Sono sperimentazioni che consentono agli artisti che si affacciano alle soglie del Novecento di affrontare con tecnica spesso audace e coraggiosa le tematiche del nuovo secolo, dal mutato rapporto con la realtà agreste all'evoluzione della città moderna, dalle scoperte scientifiche agli incombenti conflitti sociali.
E' la prima effettiva cesura rispetto agli stili del passato, prima delle avanguardie.
Nel Divisionismo italiano i puntini e le barrette colorate dei francesi diventano filamenti frastagliati che invece di accostarsi spesso si sovrappongono. Ma ciò che è veramente diverso è lo spirito: qui la nuova tecnica pittorica aiuta a rappresentare, meglio di altre, l'intimità, l'allegria, lo spiritualismo, il simbolismo, l'ideologia anche politica. Ovvero i sentimenti, le passioni, le istanze che univano quella generazione di artisti. Pittura di luce, colore ma anche e soprattutto pittura di emozioni, quindi.
L'indagine che Francesca Cagianelli e Dario Matteoni proporranno a Palazzo Roverella rilegge la storia di questo momento magico dell'arte italiana. Valorizzando figure come quella di Vittore Grubicy de Dragon e il suo Divisionismo fatto di musica e di ricerca scientifica. Poi Plinio Novellini, icona del Divisionismo tra Toscana e Liguria, prototipo di quelle diverse dimensioni territoriali che sono forse la maggiore ricchezza del movimento e che questa mostra mette, per la prima volta, in giusta evidenza.
Poi i grandissimi: Previati, Segantini, Morbelli, Pellizza da Volpedo.
E ancora il ricordo della storica Sala Divisionista della Biennale del 1914. Per giungere alla straordinaria stagione divisionista di artisti come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini, Carlo Carrà e alla Secessione Romana. Ultimi, emozionanti bagliori di una vicenda artistica che va a concludersi, per sfociare nel rivoluzionario "nuovo" del Futurismo. Ed è l'avvio di un'altra grande storia tutta italiana.
 
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