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arte contemporanea, collettiva SEDI VARIE ​ Abano Terme 35031

Abano Terme (PD) - dal 12 maggio 2012 al 12 maggio 2013

Le belle della Belle Epoque

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Una spettacolare mostra nei cinque grandi alberghi termali del Gruppo Borile per festeggiare i cento anni del Trieste & Victoria, il meraviglioso "decano" delle Terme Euganee
vernissage: 12 maggio 2012.
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
note: Grand Hotel Terme Trieste & Victoria, Abano Grand Hotel, Hotel Terme Due Torri, Hotel Terme Metropole, Hotel La Residence & Idrokinesis
genere: arte moderna e contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
Una spettacolare mostra nei cinque grandi alberghi termali del Gruppo Borile
per festeggiare i cento anni del Trieste & Victoria,
il meraviglioso "decano" delle Terme Euganee


Giusto cento anni fa nasceva il Trieste & Victoria, oggi l'hotel storico del Gruppo Borile.
Erano gli anni della "La Belle Epoque", momento irrepetibile della storia europea.
Con il nome di "Belle Epoque" passarono alla leggenda poco meno di quarant'anni di storia europea, dagli anni ottanta dell'Ottocento allo scoppio della Grande Guerra, decenni connotati da un tumultuoso sviluppo, da una incrollabile fede nel progresso, dalla spensieratezza e da.tante, belle donne.
La luce elettrica annullava le differenze tra il giorno e la notte, facendo sfavillare vetrine ricolme di ogni ben di Dio, caffè, teatri, cabaret e cinema dove vorticavano gli incontri.
Tutto sembrava permesso e possibile. Denaro e ottimismo parevano destinati a non finire mai, accendevano i sensi e garantivano l'appagamento di ogni voglia. Persino le malattie facevano meno paura. A tenerle a bada intervenivano le continue scoperte della scienza.
A Parigi si innalzava la Tour Eiffel e si vivevano i fasti dell'Esposizione Universale, si celebrava il ritorno delle Olimpiadi. Un milione di chilometri di binari attendeva merci e viaggiatori, nuovi e lussuosi modelli di automobili sfrecciavano lungo strade piene di vita, rese ancora più colorate dai grandi manifesti che affermavano il nuovo modo di vendere e di vivere.
Euforia e frivolezza dominavano, anche se sotto la superficie serpeggiavano i virus di un malessere che sfociò nel dramma della Grande Guerra.
Di questa riscoperta, o scoperta, del ben-essere è figlio il Trieste & Victoria, testimone del successo di un termalismo che era soprattutto occasione mondana: passare le acque o i fanghi spesso diventava pretesto per incontri, amori, passioni. Ma era anche un mezzo per sentirsi sempre all'altezza in una vita sociale turbinosa, per ritemprarsi da fatiche di lavoro e di mondanità, per volersi bene e farsi coccolare da mani esperte in luoghi bellissimi e riservati.
L'arte seppe farsi specchio di questi tempi. Registrando il trionfo del "beau monde", un Paradiso in terra apparentemente in scalfibile, minato, o forse solo sottolineato, dai più diversi eccessi.
Così in Francia, ma anche in Italia.
Paese, il nostro, che visse i "bei tempi" forse in modo un po' meno splendente, rilucente e intenso che nella capitale d'oltralpe. Tuttavia, "bei tempi" magici e unici.
La mostra allestita nei 5 Hotel del Gruppo Borile (Grand Hotel Terme Trieste & Victoria, Abano Grand Hotel, Hotel Terme Due Torri, Hotel Terme Metropole, Hotel La Residence & Idrokinesis, tutti alberghi di gran classe e categoria, è ideata e curata da Massimo e Sonia Cirulli, con materiali del Cirulli Archive, collezione di affiches storici tra le più importanti in Europa.
L'esposizione racconta, lungo il fil rouge del ritratto femminile, ma non solo, le mode e le pose, le pause dell'intimità e della ricreazione, i momenti pubblici con le escursioni al parco o alle riviere, alle erme, naturalmente, le promenade e i rendez-vous, le sfilate di moda, le gite al lago o al mare, la vita notturna nei teatri e nei tabarin, i veglioni, i casinò, le passeggiate a cavallo, i riti mondani, le galanterie ma anche i vizi e gli eccessi di quest'epoca.
Al centro sempre loro, le donne. Tra vanità e seduzione, tra l'autoreferenzialità del lusso, fantasie e vanità senza freno e gli estremi dell'alcol e della morfina.
Specchio di un tempo nel quale l'obbligo della felicità, imprescindibile, diventava sempre più emotivamente oneroso.
Alla divulgazione e alla formazione di miti e modelli provvedevano proprio gli affichistes, in primis quel Leonetto Cappiello che come pochi altri seppe connotare la pubblicità di quegli "anni belli".
Quei colorati cartelloni, esposti nelle fastose sale di ricevimento dei 5 Hotels del Gruppo Borile, per molti rappresentavano l'irragiungibilità di un miraggio, per altri la frizzante certezza dell'oggi.
Oggi si offrono al bel mondo di oggi come testimoni di un passato carico di ottimismo e vitalità, quasi a volerlo trasmettere a chi oggi gode dell'ospitalità, collaudata da un secolo di esperienza di questi magnifici alberghi. Di chi, scegliendo un soggiorno al Trieste & Victoria entra fin dentro la grande Storia, scegliendo magari di soggiornare nella Camera 110, monumento alla storia d'Italia. In questa camera soggiornava il Generale Diaz e da qui gestiva le ultime fasi della prima Guerra Mondiale. Il testo del celebre Armistizio è stato scritto sulle scrivanie dei salottini riservati del Trieste & Victoria, come ricorda la lapide sulla facciata dell'Hotel. Qui D'Annunzio progettò il Volo su Vienna e tanto si sentiva di casa da voler che il Triste, il suo albergo termale preferito, assumesse anche il nome di "Victoria", istanza che venne immediatamente accettata dalla proprietà.
La più antica delle gemme del Gruppo Borile, puntualmente rinnovata (l'ultimo intervento di restyling è di questi ultimi mesi), da allora ha continuato ad accogliere, coccolare e proteggere da sguardi indiscreti, gradi personalità politiche di tutta Europa, uomini che hanno dato i loro nome a auto e ad altri beni di consumo oggi popolari, a dive e divi del cinema internazionale, sportivi, prelati e futuri Pontefici.

In queste stanze si sono consumate storie che avrebbero fatto la gioia dei rotocalchi di mezzo mondo ma che nessuno saprà mai. Perché, come dice patron Borile, il vero albergatore deve avere "mille occhi di riguardo ma deve essere anche totalmente cieco".
 
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