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arte contemporanea, collettiva VILLA SORMANI ​ Via Montebello 36 Mariano Comense 22066

Mariano Comense (CO) - dal 23 giugno all'otto luglio 2012

EMILIO ALBERTI - PER MARI APERTI

EMILIO ALBERTI - PER MARI APERTI

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VILLA SORMANI
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Via Montebello 36 (22066)
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La mostra presenta lavori recenti incentrati sul tema dell'acqua. Onde che si inseguono, superfici increspate, gorghi, mulinelli, scrosci di pioggia, ribollii e sommovimenti dell'elemento liquido in perenne movimento: a volte tempesta inquietante a volte sciabordìo calmo e rassicurante. Sono opere la cui natura oscilla tra il dipinto e la scultura, realizzate con una tecnica del tutto personale fatta di stucchi, rilievi in metallo e leggere velature di colore che rendono la trasparenza e la dinamicità dell’elemento.
orario: tutti i giorni compreso festivi 16,00 - 19,00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 23 giugno 2012. h 20.30
ufficio stampa: Andrea Lietti. Assessorato alla Cultura e Manifestazioni Comune di Mariano Comense
e-mail: a.lietti@comune.mariano-comense.co.it Tel. 031.757231
curatori: Peppo Peduzzi
autori: Emilio Alberti
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa

SABATO 23 Giugno 2012 alle ore 20,30 si è inaugurata
la mostra personale

EMILIO ALBERTI
"PER MARI APERTI“

Nelle sale di Villa SORMANI a Mariano Comense (Como), via Montebello 36, via Palestro 2
a cura di Peppo Peduzzi

La mostra prosegue fino a Domenica 8 Luglio 2012
La mostra presenta lavori recenti incentrati sul tema dell'acqua. Onde che si inseguono, superfici increspate, gorghi, mulinelli, scrosci di pioggia, ribollii e sommovimenti dell'elemento liquido in perenne movimento: a volte tempesta inquietante a volte sciabordìo calmo e rassicurante. Sono opere la cui natura oscilla tra il dipinto e la scultura, realizzate con una tecnica del tutto personale fatta di stucchi, rilievi in metallo e leggere velature di colore che rendono la trasparenza e la dinamicità dell’elemento. Alberti intorno al tema dell'acqua mette in scena dettagli, suggerisce racconti partendo da un frammento, sottolineando diverse valenze metaforiche; come a voler raffigurare la nostra ansia di conoscere l'onda che ci sta portando alla deriva e nel contempo affermare che siamo noi stessi quell'onda: immersi nell'impermanenza delle cose con il loro inevitabile destino di mutamento, nel divenire incerto che è condizione della contemporaneità. L'acqua come primigenia forza generatrice, potente, incontenibile, libera. Simbolo dell'energia che si rinnova. Il mare di Emilio Alberti riflette bagliori metallici, ha onde fatte di piombo fuso che fluttua e ribolle. Cerchi nell'acqua provocati da gocce di lucido metallo ne assumono la sostanza come per mutazione, mentre una pioggia trasfigurata in acuminati aghi d'acciaio increspa torbide pozzanghere conficcandosi a terra. Vortici impetuosi e gorgoglianti bolle d’aria-metallo sottolineano uno stato di perenne e frenetica inquietudine.

Aspetto fondamentale della ricerca di Alberti è la luce, che si fa meteria sulla tela con la luminescenza e i riflessi di colate di metallo. Le superfici sono materiche e l'increspatura degli stucchi è velata da successivi passaggi di colori, dove l’olio assume a volte i toni lievi del pastello variando dal turchese evanescente al verde acqua allo smeraldo intenso, conferendo al ruvido stucco un aspetto cangiante e luminescente, come se fosse dovuto alla luce reale. L'immersione nello spazio della pittura risulta qui ancora più avvolgente e dinamica, estraniante e allo stesso tempo coinvolgente.


SEDE MOSTRA: VILLA SORMANI,
Mariano Comense (Como) via Montebello 35, via Palestro 2
INAUGURAZIONE: sabato 23 Giugno alle ore 20,30. Ore 21,30 concerto nel parco della villa
ORARI: tutti i giorni compreso festivi 16,00 - 19,00
INGRESSO LIBERO
ESPOSIZIONE: Fino al 8 Luglio 2012
INFORMAZIONI: Andrea Lietti. Assessorato alla Cultura e Manifestazioni Comune di Mariano Comense
e-mail: a.lietti@comune.mariano-comense.co.it Tel. 031.757231
www.emilioalberti.it e-mail: emilioalberti@tin.it Tel: 340 9673304

PER MARI APERTI (Peppo Peduzzi)

Bianco, azzurro, argento. Due colori e un metallo. Anzi, la sintesi di tutti i colori - il bianco - e il colore più "spirituale" secondo Kandinskij e Marc, l’azzurro. Ancora: non l’oro ma l’argento. Non Bisanzio o Klimt ma il colore freddo di un lucente metallo. Potrebbe essere anche (e forse lo è) alluminio, stagno o acciaio inox.Non li conoscevo e mi hanno sorpreso questi lavori di Alberti che per anni ha affrontato altre e varie tematiche e utilizzato un’ampia tavolozza cromatica (l’arcobaleno spesso compariva nei suoi dipinti e nelle sue sculture). Si è qui essenzializzato, direi quasi "purificato", attuando una sintesi concettuale e cromatica concentrandosi su uno degli elementi fondamentali per la vita dell’uomo: l’acqua, che è origine e veicolo di ogni forma di vita.Questo elemento trasparente e liquido, quasi irrappresentabile, diventa negli ultimi lavori il protagonista di una lunga serie di ricerche cromatiche e materiche. C’è infatti il gesto, il movimento, lo scorrere, il rovesciarsi, il cadere, il frantumarsi. Tutti i dipinti diventano flussi d’acqua in continuo dinamismo. Anche i suoi riflessi cambiano continuamente variando secondo la luce che li colpisce o secondo il punto di vista dello spettatore. Lucido, opaco, lucido, opaco, un continuo mutare. Sarà perché sono appena tornato da un viaggio a Parigi e a Giverny ma il riferimento iconografico più immediato mi conduce a Monet, al vecchio Monet delle ninfee. Anche lì l’acqua è l’elemento principale assieme alla luce. I suoi riflessi, il suo continuo movimento… e Monet che si immerge così visceralmente nelle sue opere, perdendosi e ritrovandosi, alla ricerca di una realtà mai immobile, in continua trasformazione, dove la luce muta in ogni momento, le forme cambiano, sembrano dissolversi in pure tracce di colore; più che restituire la realtà apparente la trasfigurano e la trasformano. Anche Alberti in queste ultime opere sembra essersi immerso in questo elemento, diventato per lui quasi una ossessione liquida e impalpabile, come il Monet a Giverny, ben testimoniato dai grandi quadri nel Museo dell’Orangerie. "Mondi liquidi" li ha chiamati nella mostra di Como dello scorso anno, dove anche i titoli di alcuni lavori qui presenti - "Tempesta", "Vortice","Emersione"- sono significativi del percorso intrapreso. L’acqua, che di volta in volta assume vari significati - strumento di purificazione, simbolo di fecondità e di fertilità - scorre pienamente libera e senza costrizioni, pulisce, purifica (come nei video di Bill Viola). In questi quadri vi è un mondo quasi sterilizzato dall’acqua, dai colori bianchi e freddi, dalle atmosfere algide, forse - passatemi il termine ma da intendersi nell’accezione puramente kandinskiana - "spirituali". "Per mari aperti" è invece il titolo di questa esposizione marianese che sottolinea ancora una volta la volontà dell’artista di immergersi nella massa liquida delle acque, lasciandosi trasportare nel loro flusso, abbandonandovisi senza timori. Gli impasti di stucco, i grumi, le colature, potrebbero rinviare alla stagione dell’informale, alla pittura materica o gestuale, ma sarebbe una pista fuorviante. Il riferimento più immediato, oltre a Monet, è forse quello al "mondo fluttuante" degli artisti giapponesi dell’Ottocento che tanto hanno influenzato gli impressionisti e la generazione successiva. Così è nella vita di chi cerca con passione, di chi assume le sue ossessioni (o visioni) con impegno e dedizione totale, senza per questo voler dare lezioni o insegnamenti (sia pure soltanto estetici). Alberti si è tuffato in queste acque, in mari aperti, e ne ha riportato suggestioni visive che ci offre con passione e semplicità. Tocca anche a noi, se vogliamo, toglierci gli occhiali (o i paraocchi) e immergerci – senza timore - nelle sue acque.

EMILIO ALBERTI Cenni biografici

Nato a Carugo (Como) nel 1952. Vive a Como. Si diploma all' Istituto Nazionale di Setificio di Como e al Liceo Artistico di Brera a Milano, frequenta l'Accademia di Brera.. La sua ricerca sin dall'inizio attraversa gli ambiti di pittura, scultura, installazione e arte applicata, per una visione globale del "fare" artistico. Pratica la contaminazione e il dialogo tra le diverse forme di espressione. Nel 1974 entra a far parte dell' Associazione Belle Arti di Como nell'ambito della quale conosce i maestri dell' astrattismo Mario Radice, Aldo Galli, Carla Badiali. Alla ricerca e alla sperimentazione sui materiali affianca un'intensa attività espositiva, precisando la propria vocazione scultorea pur non rinunciando mai al colore: che si palesa sempre nella cromaticità dei materiali impiegati (la stessa pittura, del resto, è costantemente praticata sia come ricerca autonoma sia come supporto alla scultura). La volontà di esplorare diversi modi espressivi lo porta anche ad alcune incursioni nel campo della fotografia e della performance, come "Me stesso in vendita" ad Art Basel del 1978 e "Il volo di Icaro" a Fabiano (Lucca) nel 1985. Dal 1979 al 1984 vive frequentemente a Pietrasanta (Lucca), dove apprende l'arte del marmo e ha modo di instaurare contatti con il mondo artistico internazionale gravitante attorno ai luoghi del marmo. Nel 1984/85 ha numerosi soggiorni in Germania ed espone a Bonn, Francoforte, Stoccarda, Bruxelles, Anversa. Nel 1985 sperimenta le prime "Carte" ritagliate e dipinte da comporre sulla parete, che daranno luogo nel 1986 ai dipinti su tavola sagomata, cui seguiranno i bronzi smaltati e i "Dipinti-Sculture" in legno o PVC: opere tridimensionali che pongono in rapporto dialettico la pittura, la scultura e lo spazio in cui l'opera stessa si colloca. Nel 1986 espone i suoi marmi a Como in piazza San Fedele a cura di Luigi Cavadini e tiene un laboratorio di scultura. A questa esperienza seguiranno altri laboratori e un periodo di attività didattica sperimentale nella scuola. Nello stesso anno partecipa a "Matita su carta" a Como, a cura di Luciano Caramel. Ha contatti con gli artisti comaschi Angelo Tenchio, Ico Parisi, Giuliano Collina, Francesco Somaini con il quale nel 1987/88 collabora alla realizzazione di un'opera monumentale. Negli stessi anni realizza alcune scenografie per il Teatro Città Murata di Como. Nel 1988 espone alla galleria Schubert di Milano il ciclo "Finestre" accompagnato da un racconto poetico-letterario di Gérard G. Lemaire. Si tratta di dipinti su tavole sagomate con elementi mobili o in rilievo, che tracciano un itinerario simbolico intorno al concetto di finestra: intesa come soglia, luogo di confine e di relazione tra interiorità e mondo esterno, individuo e altro-da-sè. Nel 1989 è invitato alla mostra "Italian Contemporary Art" a Kyoto e viene allestita una sua personale al castello di Carpi (Modena) dal Centro Documentazione Arte Contemporanea, presentata da Luisa Somaini. La sua iconografia si arricchisce di ulteriori elementi, che alludono al viaggio, alla riflessione sull'identità: ed ecco le valigie, gli specchi, le porte, le traiettorie e le scie luminose. Nel 1991 espone ancora alla galleria Schubert e in contemporanea alla galleria Il Salotto di Como con la personale "Incoerente Eternità" a cura di Pierre Restany, pubblicando per l'occasione un volumetto-catalogo di racconti brevi ispirati al ciclo di opere, con le quali precisa la propria ricerca intorno al tema del tempo e della luce. Nello stesso anno viene invitato alla mostra celebrativa di Piero della Francesca a New York, Buenos Aires, Firenze, Roma, Urbino. Nel 1992 realizza un'installazione alla galleria Marconi di Milano e sue opere vengono riprodotte su una serie di copertine delle riviste "Flare Architectural Magazine" e "Psychologos", con la quale inizia a collaborare. Realizza una serie di sculture in terracotta policroma, tecnica con la quale dà inizio anche al ciclo dei "Libri", che sviluppa il tema della memoria e del racconto. Nel 1993 l'Assessorato alla Cultura del Comune di Como cura la rassegna "Emilio Alberti - Tempo reale" con opere create appositamente per reinventare gli spazi della ex chiesa di S.Pietro in Atrio. Per l'occasione realizza anche la monumentale scultura-pendolo "Perpetuum mobile" per piazza Cavour antistante il lago, ora collocata all'Istituto Ca' d'Industria a Como. Sempre a Como nello stesso anno realizza una installazione sul Tempio Voltiano. Nel 1994 è invitato ad ARTEXPO di New York e dà vita con altri artisti alla rassegna d'arte ambientale "A filo d'acqua", sculture galleggianti nelle acque del lago, a Como. E' dello stesso anno la mostra "Racconti del solstizio" alla Galleria Schubert di Milano. Tra il 1994 e il '96 realizza diverse installazioni in spazi pubblici (tra cui "Volo a vela" lungo via Altamura a Foggia, "Galileo" in via Festa del Perdono a Milano e "Articolo 11" in piazza San Fedele a Como). Inizia a sperimentare la ceramica raku realizzando la serie dei "Piatti-sculture". Nel 1997 allestisce la personale "Tracce" alla Galleria Il Salotto di Como. Nel 1998 inizia una ricerca sull'interazione tra musica, arte visiva e ambiente, dando vita all'allestimento sonoro-visivo "Luoghi segreti" con il musicista Maurizio Mora. Un percorso attraverso un'iconografia simbolica che caratterizzerà la ricerca degli anni successivi: labirinti, impronte, vortici, specchi d’acqua che poi trafigge, taglia con la cesura netta di un pendolo, un filo a piombo, un raggio di luce, un’ombra. Nel 2000 espone alla Galleria La Fenice di Lugano. Fonda ARTEMI art project, un progetto interdisciplinare che unisce la sperimentazione e la ricerca artistica alla realizzazione di multipli, oggetti d'arte e di design. Nel 2005 è invitato alla Biennale di Ankara, Turchia. Nel 2006 presenta gli esiti della sua ricerca intorno al tema dell' acqua nella mostra "Giochi d'acqua" a Villa Imbonati, Cavallasca, Como. Continua poi a sviluppare la tecnica elaborata per questa serie, basata su stucchi, velature di colore, rilievi in metallo e inserti su tela. Verrà proposta al pubblico nel 2008 nella personale "D'acqua e terra" a San Fedele Intelvi (Como), Assessorato Alla Cultura della Provincia di Como, cura di Elena Di Raddo e nel 2009 con "Terre liquide" alla Galleria Il Salotto a Como. Nel 2011 viene allestita la retrospettiva "Mondi liquidi" opere 1995-2010 dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Como nella ex chiesa di San Pietro in Atrio, a cura di Michele Caldarelli.

Una rassegna di opere dell’artista e ulteriori informazioni sul sito : www.emilioalberti.it
 
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