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arte contemporanea, collettiva MUSEOLABORATORIO ​ Vico Lupinato 1 Città Sant'angelo 65013

Città Sant'Angelo (PE) - dal 6 all'otto ottobre 2012

Museo Light

Museo Light

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MUSEOLABORATORIO
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Vico Lupinato 1 (65013)
+39 085960555 , +39 085960555 (fax)
info@museolaboratorio.org
www.museolaboratorio.org
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Sabato 6 ottobre per 8°giornata del contemporaneo, presso il MuseoLaboratorio ex
manifattura tabacchi di Città Sant’Angelo, si inaugura la mostra Museo Light.
Il Museo Laboratorio Ex Manifattura Tabacchi è un esempio emblematico, più unico
che raro di museo relazionale condotto da un artista, Enzo De Leonibus dal 2000, che
ne afferma la peculiarità che è quella di “ creare un importante clima di relazione
determinante per la vita e per la progettualita' del Museolaboratorio che diventa cosi' un
luogo di riferimento per l'arte contemporanea, una sorta di terra di nessuno necessaria
per modulare e realizzare progetti ed ossessioni” .
orario: aperto tutti i giorni dalle 19,30 alle 23,30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 6 ottobre 2012. h 19.30
curatori: Patrizia Ferri
note: Evento Speciale: Anteprima video di Marco Mazzei “ Stanze Sonore”, esperimento
n°3 – il bosco di Sant’Antonio (Pescocostanzo)
genere: arte contemporanea

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comunicato stampa
vernissage sabato 6 ottobre ore 19,30
titolo: Museo Light
a cura di Patrizia Ferri
Con i contributi di:
Alberto Dambruoso per Bruna Esposito e Yonel Hidalgo Perez
Guglielmo Gigliotti per Emanuela Barbi e Barbara Esposito – Franco Fiorillo
Barbara Mattusciello per Lucilla Candeloro e Mariuccia Pisani
Stefano Taccone per Ali Hassoun e Salis&Vitangeli
date : 6 ottobre – 8 ottobre
orari : aperto tutti i giorni dalle 19,30 alle 23,30
Evento Speciale: Anteprima video di Marco Mazzei “ Stanze Sonore”, esperimento
n°3 – il bosco di Sant’Antonio (Pescocostanzo)
Sabato 6 ottobre per 8°giornata del contemporaneo, presso il MuseoLaboratorio ex
manifattura tabacchi di Città Sant’Angelo, si inaugura la mostra Museo Light.
Il Museo Laboratorio Ex Manifattura Tabacchi è un esempio emblematico, più unico
che raro di museo relazionale condotto da un artista, Enzo De Leonibus dal 2000, che
ne afferma la peculiarità che è quella di “ creare un importante clima di relazione
determinante per la vita e per la progettualita' del Museolaboratorio che diventa cosi' un
luogo di riferimento per l'arte contemporanea, una sorta di terra di nessuno necessaria
per modulare e realizzare progetti ed ossessioni” . Fin dall’inizio pertanto si connota
come spazio aperto di incontro tra artisti, critici e curatori, luogo di ricerca e
sperimentazione, luogo dialettico di esperienza conoscitiva, aggregazione sociale e
attenzione al contesto, in un momento in cui cambia il concetto di pubblico che si
amplia a comprendere una serie di interlocutori che compongono il disegno complesso
della costruzione e veicolazione di simboli e significati relativi all’esperienza di un
Museo come “spazio pubblico”per la crescita culturale della società contemporanea
che rivitalizzi la sclerosi del sistema istituzionale.
La definizione di "Museo relazionale" rimanda alla natura complessa della realtà
museale, fatta di una rete di relazioni interne al museo come pure esterne ad esso con
il territorio, la società in senso lato e le sue trasformazioni. Il gioco di queste relazioni
definisce il museo come realtà dinamica, non esclusivamente come deposito della
memoria e "roccaforte" della tutela, spazio deputato, autorefenziale ed elitario
dell’accumulo - dimensioni peraltro ineludibili -, ma anche e sopratutto luogo aperto di
esperienza conoscitiva, aggregazione sociale, crescita civile e culturale e ridefinizione
dell’identità singola e collettiva. Spazio funzionale e spazio critico per una fruizione
consapevole e non passiva, come esortava Argan sottolineandone la vocazione alla
condivisione e confronto.
Un luogo che può diventare, come in questo caso, un punto di riferimento tra quelle
realtà create e consolidate a livello locale, che nel giusto radicamento nel territorio ne
oltrepassi potenzialmente i confini con un’attenzione alle sollecitazioni del contesto
nazionale a fronte anche di un’attività formativa di workshop con artisti rivolta
all’educazione visiva, allo sviluppo della creatività in senso ampio e alla promozione
delle nuove generazioni.
La Collezione in questa circostanza lascia spazio agli otto allestimenti permanenti di
Barbara Esposito & Franco Fiorillo, Emanuela Barbi, Bruna Esposito, Yonel Hidalgo
Perez,Salis & Vitangeli, Ali Hassoun, Lucilla Candeloro, Mariuccia Pisani che
disegnano un Museo light nella sua duplice accezione di leggero e luminoso: opere
site- specific in relazione con l’architettura che accendono di una luce particolare, in
termini dialettici, decostruttivi, ironici o simbiotici. Ad amplificarne l’effetto concettuale
l’illuminata interpretazione di quattro critici Alberto Dambruoso, Guglielmo Gigliotti,
Barbara Martusciello e StefanoTaccone, invitati a conferma che le relazioni sono
un’arte, senza ombra di dubbio.
Patrizia Ferri
 
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