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arte contemporanea, collettiva MUSPAC - MUSEO SPERIMENTALE D'ARTE CONTEMPORANEA ​ Via Paganica 17 L'aquila 67100

L'Aquila - sab 6 aprile 2013

Gea Casolaro - Mille e una di queste notti

Gea Casolaro - Mille e una di queste notti
MUSPAC - MUSEO SPERIMENTALE D'ARTE CONTEMPORANEA
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Via Paganica 17 (67100)
+39 0862410505 , +39 0862410505 (fax)
museosperimentale@libero.it
www.museomuspac.com
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Il video, presentato per la prima volta al pubblico in questa occasione, è stato dedicato dall’artista alla tragedia dell'Aquila ed è stato realizzato nella notte di capodanno del 31 dicembre 2011, esattamente mille notti e un giorno dopo la tragedia, per rendere omaggio alla città ferita.
orario: da martedì a sabato ore 17-20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 6 aprile 2013. ore 19,00
autori: Gea Casolaro
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
“Mille e una di queste notti”
Prima proiezione pubblica del video dell’artista Gea Casolaro, dedicato alla città dell’Aquila.

In collegamento con l’artista.
Testimonianze di lavoro dei partecipanti al progetto: Giuseppe Bucci, Nora Concordia, Sandro Francavilla, Roberta Vacca.

Gea Casolaro, artista di rilievo internazionale, da sempre attenta a indagare le verità che si nascondono dietro le immagini, ha realizzato opere e video in varie parti del mondo e capitali europee attraversando vari territori culturali, scavando e approfondendo con le sue riflessioni critiche, gli aspetti antropologici, sociali e politici delle diverse comunità.

Il video, presentato per la prima volta al pubblico in questa occasione, è stato dedicato dall’artista alla tragedia dell'Aquila ed è stato realizzato nella notte di capodanno del 31 dicembre 2011, esattamente mille notti e un giorno dopo la tragedia, per rendere omaggio alla città ferita.
Mentre tutti festeggiavano la fine dell’anno Gea Casolaro, con grande determinazione, in una notte gelida e ventosa, con la collaborazione di operatori e professionisti ha realizzato il suo lavoro nei vicoli deserti del centro storico “per ricordare la situazione ancora stagnante e al tempo stesso per dare sostegno e speranza agli abitanti della città”.
Si tratta di un viaggio della memoria nel cuore della città, che ci proietta oltre la consapevolezza della tragedia. E’ come rivivere la notte del 6 aprile, in un tempo sospeso tra la veglia e il sonno. Suoni ovattati e voci lontane accompagnano le immagini delle strade care agli aquilani, con le case ancora crollate, lesionate, ferite, puntellate e per troppo tempo abbandonate. Come all’interno di un tunnel siamo coinvolti emotivamente in un percorso individuale e collettivo, con la speranza di trovare una via di uscita, un approdo, una speranza di rinascita. In queste immagini ogni cittadino può ritrovare se stesso, la propria storia, la propria identità.
 
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