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Latina - dal 2 al 9 maggio 2013
Maria Rita De Giorgio - Giovedi in musica


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CONSERVATORIO OTTORINO RESPIGHI
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Via Ezio 32 (04100)
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Giovedi 2 Maggio si apre l’ultima settimana dell’esposizione delle tele di Maria Rita De Giorgio che accoglierà alle 20.30 gli spettatori del concerto dei Tactus.
orario: Dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 20,30. Sabato dalle 8,30 alle 13,00.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
prenota il tuo albergo a Latina:
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biglietti: free admittance
vernissage: 2 maggio 2013. ore 20.30
curatori: Fabio D'Achille
autori: Maria Rita De Giorgio
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Nuovo appuntamento della rassegna Giovedi in musica frutto della collaborazione tra Mad Museo d’Arte Diffusa, a cura di Fabio D’Achille, e il conservatorio di Latina Ottone Respighi., la quale vede l’affiancamento di una mostra d’arte ad ogni serie di concerti.
Giovedi 2 Maggio si apre l’ultima settimana dell’esposizione delle tele di Maria Rita De Giorgio che accoglierà alle 20.30 gli spettatori del concerto dei Tactus, i quali presentano un repertorio per pianoforti e percussioni, strumenti che, per la loro straordinaria versatilità ritmica e timbrica, hanno avuto larghissimo impiego in ogni genere musicale, dalla musica classica al jazz, dalla musica popolare al musical. Tra i brani proposti il repertorio di Dimitri Shostakovitch, di Steve Reich e Leonard Bernstein, come le danze sinfoniche tra cui West Side Story.
Le note al pianoforte saranno suonate da Maria Paola Manzi e Marco Marzocchi, entrambi docenti al conservatorio Ottone Respighi, accompagnati alle percussioni dell’Ensemble Aura, composto da Gianluca Manfredonia, Cecilia Martellucci, Andrea Montori e diretto da Rodolfo Rossi. Vantano un curriculum internazionale con la partecipazione a manifestazioni quali Malta Arts Festival, oltre che trasmissioni radiotelevisive e a iniziative culturali come Atlante sonoro al Museo Madre di Napoli.

“Le tele della De Giorgio, tutte accomunate dal tema della musica, sembrano condurci in quel clima sempre in evoluzione qual’era l’arte del primo Novecento, secolo in cui avviene un superamento delle categorie storiografiche e accademiche degli stili, tanto nella pittura quanto nella musica. Sono questi anni in cui da una parte si assiste a un Picasso che utilizza la scultura nera e tribale come fonte d’ispirazione per le sue opere cubiste, e dall’altra il jazz, nuovo genere musicale che diventa dominante nell’America degli anni Trenta ma, che era nato all’inizio del secolo dalla tradizione degli schiavi afroamericani.
Protagonisti delle opere della De Giorgio sono gli strumenti musicali che occupano tutta la superficie della tela. Per lo più «nature morte» che vivono dell’energia della musica jazz, richiamata dalla presenza di sassofoni e trombe, dai titoli come Luisianne, oltre che da quella libertà inventiva che caratterizza tanto le immagini degli strumenti della De Giorgio, dai contorni non definiti che ora si confondono per mezzo di linee sinuose, ora per mezzo del colore come in Labirinto di suoni, tanto la musica jazz caratterizzata proprio dall’improvvisazione, dalla libertà inventiva e uditiva dei musicisti, esecutori dello strumento ma nello stesso tempo faber creativi. Come la musica jazz dava voce a un’anima primitiva e ancestrale, libera da convenzioni, cosi le tele della De Giorgio danno colore e forma a questa musica che nata nella sofferenza riesce a regalarci la speranza.”
(Ginevra Stuto)


Maria Rita De Giorgio è nata a Roma, dove ha frequentato il Liceo Artistico e l'accademia di Belle Arti, nel 1977 ottiene a pieni voti il Diploma di Laurea Corso di Scenografia. Negli anni successivi, partecipa a mostre pittoriche a Roma e Provincia e in contemporanea, progetta e realizza scenografie e costumi per alcune compagnie di teatro. Nell’estate 1981 frequenta a San Giminiano, laboratori di maschere e tecniche teatrali presso la Scuola Toesca e, a Montepulciano, segue le lezioni teorico-pratiche sull’espressività mimica e corporea di Marcel Marceau. Organizza e tiene diversi seminari di aggiornamento per le insegnanti della scuola materna ed elementare sull’espressività e le tecniche di animazione e drammatizzazione. Dal 1982 al 1984 si trasferisce a Verona dove insegna Scenografia e Storia del Teatro presso l’Accademia di Belle Arti “Cignaroli” al fianco dello scenografo dell’Ente Lirico, Sergio Colliva. Sperimenta inoltre, un laboratorio di mimo e pittura gestuale per il recupero psicomotorio di bambini con problemi emotivi e caratteriali. Tra il 1992 e il 1997, acquisisce le tecniche del restauro del dipinto antico su tela, tecniche antiche che userà per la preparazione e la realizzazione delle sue particolari opere. Da sempre alterna il suo lavoro d’artista con l’insegnamento di Arte Plastica e Storia dell’Arte. Dal 2000 al 2007, ha insegnato presso la Scuola Francese di Tripoli in Libia.
 
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