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arte contemporanea, collettiva GALLERIA CONSORTI ​ Via Margutta 52/A Roma 00187

Roma - dal 18 al 25 maggio 2013

Viola Bardi - Classico Sublime

Viola Bardi - Classico Sublime
Senza titolo, stampa su carta fotografica su forex, unico esemplare, cm 100x67,2012
 [Vedi la foto originale]
GALLERIA CONSORTI
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Via Margutta 52/a (00187)
+39 063614053
paola.consorti@virgilio.it
www.galleriaconsorti.it
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Luce, acqua, aria sono i principali elementi che compongono il lavoro fotografico di Viola Bardi. Sono archetipi che ci riportano all’origine di tutte le cose: della vita, del pensiero, del mondo stesso, da cui nascono anche la forma e le immagini.
orario: Da lunedì a sabato 10,30/13,00 – 16,00/19,30 – domenica e lunedì mattina chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 18 maggio 2013. ore 18,00
curatori: Paola Consorti
autori: Viola Bardi
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
Classico Sublime è il titolo della mostra che la Galleria Consorti dedica all’artista Viola Bardi. In mostra dieci fotografie inedite, tutte rigorosamente opere uniche realizzate nel corso del 2012. Le opere, stampate su carta fotografica, fanno parte di un unico ciclo che l’artista ha realizzato sviluppando una nuova ricerca su acqua-luce-colore. Ne risulta un originale esempio di “astrattismo fotografico” che parte da una materia/archetipo, attraversata nei suoi vari stati: dal rarefatto, all’evanescente, al concreto, sino in ultimo a renderla astratta e portando, in questo modo, lo spettatore ad immergersi in questa.
Con questi ultimi lavori Viola Bardi ci mostra le infinite possibilità che può offrirci il mezzo fotografico in campo artistico, andando al di là del più comune uso dell’immagine e creando un nuovo linguaggio espressivo composto esclusivamente di luce e colore.



Per l’artista l’obbiettivo fotografico diviene uno strumento per andare oltre quel confine che solitamente non si osa oltrepassare, superando il limite della duplicazione dell’immagine reale, caratteristica che fondamentalmente appartiene al mezzo utilizzato. Le opere presentate ci indicano sostanzialmente un’altra via da indagare, una nuova possibilità offerta dalla fotografia, quella di far emergere l’idea prima della forma, del segno e del colore come se si trattasse di dipinti astratti. Per spiegare tali lavori è infatti necessario ideare un nuovo termine, che sia in grado di definirli, quello di “astrattismo fotografico”, in quanto le componenti solitamente utilizzate per avviare il processo meccanico e quindi tecnico della macchina, quali luce/oscurità, stasi/movimento divengono qui essi stessi soggetti protagonisti dell’opera, originari di un linguaggio assolutamente nuovo. Partendo da un elemento naturale come l’acqua, l’artista ne indaga la dinamica, il movimento che si modifica durante il suo scorrere e mediante l’utilizzo di tempi di posa molto lunghi ne coglie il cambiamento di stato, a secondo della luce e del contatto con l’aria. In tal modo le opere attraversano tutte queste diverse fasi di mutamento, rivelandone la complessità. In effetti, osservando i lavori, ci accorgiamo che in alcuni il colore risulta leggerissimo, quasi evanescente e sembra evaporare come in un processo alchemico in atto. In altri, invece, ci appare saturo e materico, quasi plastico, al punto da risultare tridimensionale, superando il suo limite ed invadendo lo spazio per venire incontro allo spettatore. Sono “immagini” astratte nelle quali la realtà è sublimata nel colore, nella luce e nell’aria, da dove sono escluse le forme statiche ed immutabili, che si vorrebbero indistintamente fissare o bloccare con l’obiettivo fotografico, il quale, al contrario ora si contrappone come elemento dinamico, vitale, espressione di un nuovo possibile campo di indagine di linguaggi diversi.
 
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