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arte contemporanea, collettiva MUSEO VALTELLINESE DI STORIA E ARTE - PALAZZO SASSI DE' LAVIZZARI ​ Via Maurizio Quadrio 27 Sondrio 23100

Sondrio - dal 23 luglio al 7 settembre 2013

Giuliano Collina - La pittura come contenitore

Giuliano Collina - La pittura come contenitore
MUSEO VALTELLINESE DI STORIA E ARTE - PALAZZO SASSI DE' LAVIZZARI
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Via Maurizio Quadrio 27 (23100)
+39 0342526269
museo@comune.sondrio.it
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La Biennale di Venezia del 1964 sancì il trionfo della Pop americana nella scena artistica europea. Ma già dal 1959 i giovani pittori e scultori italiani avevano potuto conoscere le opere di Robert Rauschenberg, Jasper Johns e Jim Dine grazie alle personali che erano state loro dedicate da importanti gallerie come Il Naviglio e L’Ariete di Milano. Tra loro c’era anche Giuliano Collina, in quegli anni artista ventenne affascinato dalla possibilità di esercitare un linguaggio d’avanguardia nel solco della figurazione. La Pop infatti veniva percepita come un nuovo tipo di pittura figurativa, per di più capace di operare un rivolgimento profondo nel concetto di arte popolare.
orario: Galleria Credito Valtellinese e MVSA
da martedì a venerdì h. 9.00 – 12.00 / 15.00 – 18.00
Galleria Credito Valtellinese
sabato h. 9.00 – 12.00
MVSA
sabato h. 15.00 – 18.00
chiuso domenica e lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 23 luglio 2013. h 18 Sala dei Balli – Palazzo Sertoli, Sondrio
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Roberto Borghi
autori: Giuliano Collina
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
La Biennale di Venezia del 1964 sancì il trionfo della Pop americana nella scena artistica europea. Ma già dal 1959 i giovani pittori e scultori italiani avevano potuto conoscere le opere di Robert Rauschenberg, Jasper Johns e Jim Dine grazie alle personali che erano state loro dedicate da importanti gallerie come Il Naviglio e L’Ariete di Milano. Tra loro c’era anche Giuliano Collina, in quegli anni artista ventenne affascinato dalla possibilità di esercitare un linguaggio d’avanguardia nel solco della figurazione. La Pop infatti veniva percepita come un nuovo tipo di pittura figurativa, per di più capace di operare un rivolgimento profondo nel concetto di arte popolare.
Tra il 1962 e il 1977 – gli anni presi in considerazione da questa mostra curata da Roberto Borghi – Collina ha dato una sua personale interpretazione dell’aggettivo inglese “popular” da cui deriva il termine pop. “Popolare”, per lui, ha significato il riferimento a un’arte nata dal popolo, ma dotata di un’elementarità, di un candore, paradossalmente eleganti. Nasce così «una pittura – scrive Borghi nel testo in catalogo – che si presenta come un ambito in cui semplicemente raccogliere e far decantare la vita, come una dimensione nella quale radunare frammenti di vissuto e lasciarli sedimentare. Si tratta in fondo di ciò che avveniva nell’arte veramente, letteralmente popolare, quella dei cicli di affreschi medievali, così pregna di quella “ingenuità” in cui Collina rintraccia “il cuore tenero delle cose”».
La mostra presso la Galleria Credito Valtellinese e nelle sale del Museo Valtellinese di Storia e Arte raccoglie dipinti delle serie dei Contenitori – valigie, poltrone, cappotti e altri oggetti che, per Collina, «risultano espressivi in quanto conservano tracce di ciò che hanno contenuto» –, delle Isole e dei successivi grandi squarci di vita domestica come Autoritratto in soggiorno e Domenica mattina, entrambi del 1973. Tutte opere impeccabili sul piano compositivo, in cui la modernità del linguaggio pop è talvolta pervasa di rimandi ai grandi capolavori della pittura del passato.

Giuliano Collina è nato a Intra-Verbania nel 1938. Nel 1944 la sua famiglia si trasferisce a Como, dove da allora risiede. Si è diplomato nel 1962 all’Accademia di Brera con una tesi su Nicolas De Staël (relatore il professore Guido Ballo).
Collina è stato titolare della cattedra di pittura e tecniche pittoriche all’Accademia di Belle Arti Cignaroli di Verona. Quindi ha insegnato pittura all’Accademia Aldo Galli di Como. Ha collaborato con l’architetto Mario Botta al suo corso presso l’Accademia di Architettura della Svizzera Italiana di Mendrisio e ha insegnato storia della cultura e dell’arte del novecento e storia e teoria delle tecniche artistiche al corso di laurea in scienze dei beni e attività culturali presso l’Università dell’Insubria di Como.
Dal 1988 al 1994 ha diretto con lo scultore Francesco Somaini il corso superiore di disegno promosso dalla Fondazione Antonio Ratti di Como.
Collina ha esposto per la prima volta le sue opere alla Galleria delle Ore di Milano nel maggio del 1962 e da allora ha tenuto numerose mostre personali e collettive e partecipato a premi e rassegne. Tra le sue personali citiamo quelle presso il Palazzo Bagatti Valsecchi di Milano nel 1980, presso il Palazzo Morettini di Locarno nel 1989, nella Scuola dei Mercanti di Campo Madonna dell’Orto a Venezia nel 2003, a Palazzo Racani Arroni di Spoleto nel 2004, presso il Museo Diocesano di Milano nel 2009 e quella prevista da maggio a settembre di quest’anno negli spazi della Fondazione Matasci di Tenero (CH).
Negli ultimi anni Collina si è dedicato anche alla scultura realizzando monumenti in bronzo e acciaio per spazi pubblici e privati.
 
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