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arte contemporanea, collettiva AMY D ​ Via Lovanio 6 Milano 20124

Milano - dal 12 al 14 settembre 2013

Game in progress

Game in progress
Fabrizio Plessi “Grenoble” 1970
 [Vedi la foto originale]
AMY D
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Via Lovanio 6 (20124)
+39 02654872
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Eventi in corso nei dintorni

La mostra "The Game. Business and manipulation" continua con il "non-finissage" "Game in progress", evento che ha per tema il femminicidio e la violenza fisica e psicologica nei confronti delle donne.
orario: 9-12 e 14.30-18.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 12 settembre 2013. h 18.30
curatori: Anna d'Ambrosio
autori: Maria Sara Cetraro, Serena Giardino, Giovanna Lacedra, Roberto Milani, Fabrizio Plessi
note: Contatti stampa:
Press Amy-d Arte Spazio
Vittorio Schieroni
vittoschiero@tin.it - +39.339.2202749
genere: arte contemporanea, performance - happening, serata - evento, collettiva

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comunicato stampa
Lenuta Lazar
Antonella Riotino
Antonia Azzolini
Edyte Kozakiewiez
Fabiola Speranza
Grazyna Tarkauska
Lvath Eward
Nike Adekumie
Brunella Cock
Gabriella Falzini
immigrata di colore, 25 anni (08/02/2012). Le cronache non riportano neppure il nome

La lista dei femminicidi, vera sclerosi culturale, è lunghissima suddivisa non equamente tra i vari Stati.

La violenza avrà mai fine?

È con questo interrogativo che è nato GAME in progress, specializzazione (i programmatori di videogiochi lo chiamerebbero sviluppo) del progetto THE GAME business and manipulation inaugurato il 26 giugno scorso.
Questo show flash, a seconda dei vari artisti, diventa opera poetica con la performance di Giò Lacedra - L’Aspirante - omaggio a Sylvia Plath e la partecipazione straordinaria di Roberto Milani, o progetto, come “SE tu Fossi Me” di Maria Sara Cetraro e Serena Giardino, finalista nell’ambito del contest nazionale “No Violenza Donne” indetto dall’AIED in collaborazione con Cocoon Projects, che consiste nel tradurre in azione quello che Luigi Pirandello definiva sentimento del contrario, riflessione più profonda che scaturisce dall’immedesimazione nell’Altro/a.
Il lavoro pittorico di Fabrizio Plessi degli anni ’70 presentato a Grenoble, raffigurante una gabbia con l’elemento dell’acqua al suo interno, è la sintesi artistica più alta.

“L’Origine del mondo” di Courbet 1866.
Jacques Lacan conservava l’”Origine del mondo” nascosta dietro un pannello, nello studio della sua casa di campagna, non rivelandone il segreto che agli ospiti d’élite: Dora Maar, Marguerite Duras, Claude Lévi-Strauss. E quando finalmente svelava il dipinto, Lacan concentrava il proprio sguardo non sul monte di Venere, ma sullo sguardo dello spettatore.
È di fronte alla vertigine di un godimento che non conosce padroni che scatta la violenza maschile, come tentativo di colonizzare un territorio che non ha confini, di ribadire su di esso una falsa padronanza.
Il limite insuperabile che sempre una donna rappresenta per un uomo.
Questa è del resto la bellezza e la gioia dell’amore, quando c’è Non il superamento della propria potenza attraverso l’Altro.
Per un uomo, amare una donna è davvero impresa contro la sua natura fallica, è poter amare l’etero, l’Altro come totalmente Altro, è poter amare la legge della parola, come ha teorizzato J. Lacan.
Anna d’Ambrosio

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