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arte contemporanea, collettiva FONDAZIONE CLAUDIO BUZIOL - ABBAZIA DI SAN GREGORIO ​ Dorsoduro 172 Venezia 30123

Venezia - dal 9 novembre al 27 dicembre 2013

Gero qua Canaletto

Gero qua Canaletto
FONDAZIONE CLAUDIO BUZIOL - ABBAZIA DI SAN GREGORIO
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Dorsoduro 172 (30123)
+39 0415237467
info@fondazioneclaudiobuziol.org
www.fondazioneclaudiobuziol.org
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Per meno di 50 giorni Canaletto torna, 270 anni dopo, nel luogo in cui creò una delle sue opere più affascinanti, “L'’entrata nel Canal Grande dalla Basilica della Salute”.
orario: Entrata H24. Modalità di entrata: numero persone massimo di persone per visita: 8
Possibilità di visita anche persona singola. Durata della visita: 1 ora
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 9 novembre 2013.
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
autori: Canaletto
genere: arte antica
web: www.canalettovenezia.it

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comunicato stampa
Per meno di 50 giorni Canaletto torna, 270 anni dopo, nel luogo in cui creò una delle sue opere più affascinanti, “L’entrata nel Canal Grande dalla Basilica della Salute”.

Il capolavoro del grande vedutista tornerà esattamente là dove affascina pensare che l’artista l’abbia ideato e creato. Tornerà nell’incantevole loggiato dal quale egli, con la camera ottica, trasse le precise linee delle architetture che tra il 1740 ed il 1745 traspose nella sua celebre tela. E si tratta di architetture semplicemente magnifiche: la barocca meraviglia di marmo bianco creata dal Longhena come ex voto della città per la Salute ritrovata dopo l’ennesima pestilenza, più in là i Magazzini del Sale e la Punta della Dogana e, sull’altra sponda del Gran Canal, Palazzo Ducale e Riva degli Schiavoni, sulla quale la vista si perde all’infinito in un ritmo serrato e dettagliatissimo di particolari architettonici.

Il tutto a sfondo di una città brulicante di vita, incontri, attività commerciali. Nobiluomini e mercanti sciamano da Palazzo Ducale, barcaioli e i gondolieri di casa accostano alla riva della Basilica, alla Punta della Dogana i sacchi di sale, le botti di vino e il cotone vengono raccolti nei magazzini. E’ la straordinaria quotidianità di una città vivacissima e ancora grande Capitale. Illuminata da un cielo di azzurro oltremare che si specchia su un’acqua verde turchino carica di rifrangenze di luce e di colore.

Canaletto affronta meglio di ogni altro una problematica comune a tutti i pittori di veduta: abbracciare con un solo sguardo ciò che l’occhio non riesce a comprendere. E questo olio ne rappresenta una sintesi assoluta ed emblematica che si riflette in una composizione estremamente armonica ed unitaria dal taglio così ardito, che non si ritroverà neppure nei migliori “vedutisti” ottocenteschi, da Ippolito Caffi agli Impressionisti.

“L’entrata nel Canal Grande dalla Basilica della Salute” affascinò Lady Lucas and Dingwall, sua prima proprietaria. L’opera venne acquistata successivamente da Henry Grey, Duca di Kent. Nell’aprile del 1970 è stata acquistata dall’attuale proprietà privata presso Sotheby’s a Londra. Prima di tornare temporaneamente “a casa sua”, l’olio del Canaletto è stato esposto, tra l’altro, a Madrid (Museo Thyssen-Bornemisza), Roma (Vittoriano), Milano (Palazzo Reale) e Parigi (Museo Maillol).

Con modalità mai prima sperimentate in Europa, per i quasi cinquanta giorni di esposizione, intorno a questo magnifico quadro, ad essere proposta è una esperienza che non è una semplice visita, ma un incontro, una suggestione intima, emozionale. Un’esperienza che inizia, e ci accompagna, fin dai suggestivi, magici spazi della medievale Abbazia di San Gregorio e che culmina nella splendida sala ad angolo con affaccio unico al mondo sulla Basilica della Salute, sul Canal Grande, sul Bacino di San Marco. Luogo ipnotico, ricco di sognanti magie. Da anni mai aperta al pubblico, questa sala accoglierà la tela del Canaletto con un raffronto ineguagliabile tra tela e spazio urbano, tra irreale e reale, tra storia e contemporaneità.

Già solo entrare in questo luogo ieratico e severo, immergendosi nel silenzio che ricorda che qui per quasi sette secoli vissero e pregarono generazioni di benedettini, è un’emozione forte di per sé stessa, ma ancor più se vissuta ed assaporata nelle ore serali o notturne. Sì, perché Canaletto si potrà ammirare H24. Anche da soli, per un’intera ora, o con pochi amici. Infatti, la straordinaria esclusività di questo “incontro” con l’opera sarà sottolineato dal fatto che l’accesso sarà consentito per un numero massimo di otto persone per ogni fascia oraria, e soltanto previa prenotazione on line su sito dedicato www.canalettovenezia.it.

Ad introdurre all’opera e al suo Maestro è un video, vero e proprio film d’autore realizzato da Francesco Patierno, regista e sceneggiatore, rinomato autore di documentari, videoclip e spot pubblicitari. Il suo primo film "Pater Familias" è stato invitato in concorso al Festival di Berlino ed in più di cinquanta manifestazioni internazionali. Da allora un susseguirsi di successi, che hanno conquistato importanti riconoscimenti in Italia e all’estero. Sarà lui con Tonino Zera, ad occuparsi dell’allestimento del percorso espositivo/emozionale. Zera, esperto production designer, ha lavorato nel corso della sua carriera con affermati registi italiani e stranieri tra i quali Liliana Cavani, Gabriele Muccino, Carlo Carlei, Spike Lee, Sam Mendes, Dennis Hopper, Giuseppe Tornatore. Ha ricevuto quattro nomination per i David di Donatello come migliore production design per i film: “La sconosciuta” di Giuseppe Tornatore, “Hotel Meina” di Carlo Lizzani, “La prima cosa bella” di Paolo Virzì e “Gli angeli del male” di Michele Placido.

Maurizio Calvesi, direttore della fotografia e professionista di fama internazionale, ha filmato i particolari del quadro con una tecnica innovativa in altissima definizione che verranno proposti come esperienza multimediale di approfondimento, attraverso la quale sarà possibile vivere una lettura inedita e dettagliatissima dell’opera.

La magia di San Gregorio, la magia del miglior Canaletto, la magia del cinema d’autore e soprattutto la magia eterna di Venezia. Insieme, per offrire un’esperienza unica, da vivere e concedersi almeno una volta nella vita.
 
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