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arte contemporanea, collettiva AMY D ​ Via Lovanio 6 Milano 20124

Milano - dal 17 al 31 ottobre 2013

Valentina De' Mathà - Relationship

Valentina De' Mathà - Relationship
Valentina De' Mathà
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AMY D
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Via Lovanio 6 (20124)
+39 02654872
info@amyd.it
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Nell'ambito di Brerart, la settimana dell'arte contemporanea, Amy-d Arte Spazio di Milano presenta una personale di Valentina De' Mathà, dove le opere dell'artista abruzzese parlano di relazione, mancanza di relazione e fraintendimento.
orario: da lunedì a venerdì ore 9-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 17 ottobre 2013. ore 18.30
curatori: Anna d'Ambrosio
autori: Valentina De' Mathà
note: Contatti per la stampa:
Vittorio Schieroni
Press Amy-d Arte Spazio
vittoschiero@tin.it
+39.339.2202749
genere: arte contemporanea, giovane arte, personale

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comunicato stampa
Relationship, personale di Valentina De’ Mathà, è strutturata come linguaggio, rappresentazione necessaria per dimostrare la dipendenza dell’uomo dalla struttura primordiale. Tra ciò che è nella mente e ciò che è nei sistemi sociali, c’è un terzo NON-LUOGO (o forse meglio “NON-TEMPO”?): È l’assenza della comunicazione, il fraintendimento. Questa mostra è in fondo un mettere in relazione; relazione che l’artista sente “mancante” in quel dibattito extratemporale che rimanda alla più antica delle mancanze (frustrazione sessuale). Il progetto presentato rappresenta il “non incontro”; di nuovo NON Luogo/Tempo . Desiderio chiaramente frustrato eppur invariabilmente reale, utopia di un dialogo metastorico (im)possibile. E come per la linguistica di N. Chomsky in cui la parola è ciò che ci rende umani, nel lavoro di Valentina De’ Mathà è la “manque à etre” la chiave di lettura di una relazione che è mancanza stessa dell’oggetto del desiderio.
“Tra i materiali preferiti c’è la carta, carta come simbolo di vulnerabilità della vita; carta di cotone bianca o quella nepalese, emulsionata, con la quale dà forma a sinuosità di corpi femminili, a drappeggi d’impatto scultoreo. Ricorrenti nella sua ricerca sono i nodi, i lacci e gli intrecci: tutti simboli in rapporto al gesto dello sciogliere e del legare. Il senso dei suoi lavori sta nell’intreccio di opere diverse che ha sia la funzione di tenere insieme, sia quella di allontanare, mentre nel gesto dello strappo o dello sbriciolamento di materiali cartacei adagiati in ordine sparso sul pavimento, rimanda alla tensione di liberazione dell’istinto, di rompere ciò che prima si è faticosamente costruito. Sculture di carta, protuberanze materiche che sembrano eruttare dal muro bianco, liberando un’energia recondita, sulla natura ambigua ed effimera di noi e delle cose”. […]
Jacqueline Ceresoli
 
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