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arte contemporanea, collettiva FONDAZIONE EXTRAFID ART ​ Via Canova 9 Lugano 6900

Lugano - dal 5 giugno all'otto agosto 2014

Milvia Quadrio - "Rileggendo vecchie lettere d'amore"

Milvia Quadrio - "Rileggendo vecchie lettere d'amore"

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FONDAZIONE EXTRAFID ART
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Via Canova 9 (6900)
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Milvia Quadrio dipinge a modo suo ed ha messo a punto una sua tecnica, un suo particolare trattamento della materia.
Nella scultura indaga sull'essere umano e il suo sconcertante comportamento, nella pittura cerca di rappresentare la natura nella sua imprevedibilità universale ...
orario: da lunedì al venerdì ore 09.00 - 12.00 e ore 14.00 - 17.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 5 giugno 2014. ore 18.00
curatori: Fabrizio Ballabio
autori: Milvia Quadrio
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Milvia Quadrio

Da lunedì 26 maggio la Fondazione Extrafid ART nella sua elegante e raffinata Galleria d’Arte in via Canova 9, primo piano, presenta una mostra personale di Milvia Quadrio. Continua in questo modo un programma culturale che, sul piano espositivo, va da oltre dieci anni presentando una serie di esponenti del mondo artistico ticinese.
Per l’occasione è stato stampato un prospetto nel quale l’artista viene presentata sul piano critico, biografico e con l’immagine di alcune opere della sua produzione più recente.

Orari d’apertura: dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00

Un rinfresco alla presenza dell’artista verrà offerto giovedì 5 giugno alle ore 18.00.
Durante l’incontro il Professor Luca Rendina presenterà la monografia di Milvia Quadrio intitolata “Arte, Natura e Vita”.

Mostra a cura di Fabrizio Ballabio e Marino Gabusi.

Ingresso libero.


Nota biografica

Milvia Quadrio è nata a Campo Blenio Ticino (CH) nel 1936.
Dopo le scuole obbligatorie frequenta il collegio San Giuseppe a Lugano e l’Istituto Moderno a Bellinzona, poi l’Accademia di Belle Arti a Monte Carlo, sotto la guida di Claude Rotischer.
Compie diversi viaggi studio in Europa e in seguito vive per alcuni anni in Libano (Medio Oriente).

Attualmente vive a Olivone (Ticino). Dal 1980 possiede un atelier per la scultura e dal 1990 uno studio per la pittura, il disegno e la progettazione in genere. Per diversi anni ha insegnato a scolpire la neve e il ghiaccio.
In Italia ha tenuto corsi di scultura e land art per giovani delle scuole medie e scuole superiori.

Ha partecipato a esposizioni personali di pittura e di scultura dal 1967 in Libano, Svizzera, Austria, Germania, Spagna, Francia e Italia. Ha partecipato a diversi meeting di land art e varie performance con sculture di fuoco (Germania, Francia, Austria e Italia).

Sito internet: www.milviaquadrio.com



Alcuni passaggi particolarmente significativi di suoi testi critici:

Il lavoro di Milvia Quadrio è silenzioso, un silenzio scolpito di parole non pronunciate perché superflue se non retoriche.
Un silenzio visibile solo con lo sguardo, come il linguaggio delle labbra per chi è privo di udito.
Milvia nel suo silenzio, ha animato legno, ferro, bronzo, pietra, fieno, neve, carte, tele.
I silenzi però sono vissuti dalla luce e dalle ombre che percorrono tutte le sue opere, che aiutano ad incidere dimensioni anche gigantesche.
Il gesto è l’altro elemento fondamentale nel suo lavoro, è musicale, con variazioni e vibrazioni di tono, dinamiche di sentimenti che si proiettano e si infrangono nell’osservatore.
E’ un gesto di grande spontaneità ma anche di grande preparazione come può avvenire nella meditazione zen.
Pochi artisti hanno la capacità di parlare senza urlare nel rispetto di quel silenzio personale, intimo e raffinato, che in tanti anni ha reso questa artista unica nel panorama dell’arte contemporanea.

Luca Rendina



Milvia Quadrio dipinge a modo suo ed ha messo a punto una sua tecnica, un suo particolare trattamento della materia. Tutti gli artisti, del resto, fanno così: si appropriano di una tecnica che perfezionano, poi, o mutano secondo le loro esigenze.
Pertanto, sembrerebbe superfluo parlare dei procedimenti adottati dalla Quadrio, se non fosse che si tratta di qualcosa di originale e che, in fondo, come dirò, può riallacciarsi al discorso della sua complessa personalità. In breve: Milvia Quadrio usa- come dire? – dei grandi fazzoletti di cotone bianco che rende rigidi con un particolare trattamento di cera o paraffina. I colori sono colori naturali che filtrano attraverso la tela rendendo valido alla visione anche il retro. Di qui la coinvolgente ambiguità delle creazioni.
Vittore Castiglioni
 
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