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arte contemporanea, collettiva PALAZZO MAGNANI ​ Corso Giuseppe Garibaldi 29 Reggio Nell'emilia 42100

Reggio Nell'Emilia - dal 12 dicembre 2004 al 16 gennaio 2005

Omar Galliani - Nuove Anatomie

Omar Galliani - Nuove Anatomie
PALAZZO MAGNANI
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Corso Giuseppe Garibaldi 29 (42100)
+39 0522454437 , +39 0522444436 (fax)
info@palazzomagnani.it
www.palazzomagnani.it.
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Realizzata tra il 2002 e il 2004, questa serie di oltre 20 grandi matite su tavole di legno si ricollega agli esordi dell'artista nei primi anni Settanta, quando già nitidamente emergeva tutto il suo talento di disegnatore.
orario: 9.30 - 13.00 / 15.00 - 19.00; chiuso il lunedì.
Natale e Capodanno: 15.00 - 19.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: € 6 intero; € 4 ridotto; € 2 studenti - permette di visitare anche la mostra James Nachtwey, fotografo di guerra
vernissage: 12 dicembre 2004.
editore: SKIRA
curatori: Sandro Parmiggiani
autori: Omar Galliani
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Dal 12 dicembre al 16 gennaio 2005 Palazzo Magnani dedica una mostra al ciclo più recente di opere di Omar Galliani, Nuove Anatomie. L’iniziativa, curata da Sandro Parmiggiani, è promossa dalla Provincia di Reggio Emilia, con il contributo di Fondazione Manodori, CCPL e Bipop-Carire di Reggio Emilia.
Realizzata tra il 2002 e il 2004, questa serie di oltre 20 grandi matite su tavole di legno si ricollega agli esordi dell'artista nei primi anni Settanta, quando già nitidamente emergeva tutto il suo talento di disegnatore. In quegli anni, Galliani affrontava il volto e la figura umana senza temere di dare vita a immagini di cruda verità, e nei disegni che costituirono la sua "tesi" di laurea all'Accademia di Belle Arti di Bologna si delineava l'interesse, quasi ossessivo, dell'artista per lo studio dell'anatomia. La mostra di Palazzo Magnani accosta questi due momenti del suo percorso, tra i quali intercorrono trent'anni, ma che evidenziano una straordinaria continuità di ispirazione e di ricerca: nelle Nuove Anatomie, infatti, subito si coglie il contrasto tra il segno netto, talvolta duro, della mina di piombo che delinea il contorno di un corpo, di una bellezza intensa, sospesa nel tempo, come nelle antiche iconografie, e il tracciato, rosso di sangue, di una sua parte celata che affiora a ricordare il pulsare e il brivido della vita.
La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da Skira, con oltre settanta illustrazioni a colori, e testi di Sandro Parmiggiani, Gianluca Marziani, Giorgio Soavi, Italo Tomassoni e la raccolta completa degli scritti di Omar Galliani sul disegno. In occasione dell’esposizione, verrà proiettato un filmato sul lavoro di Galliani, dal titolo “OM”art, scritto e diretto da Massimiliano Galliani, prodotto da Diaviva films, e realizzato grazie al supporto di Montana, società del gruppo Cremonini, che ha contribuito anche alla realizzazione della mostra.
Al primo piano di Palazzo Magnani prosegue, fino al 16 gennaio 2005, la mostra James Nachtwey, fotografo di guerra, che documenta in oltre 160 immagini il percorso di uno dei più appassionanti maestri della fotografia moderna.

Nato a Montecchio Emilia, dove tuttora vive e lavora, cinquant'anni fa, Omar Galliani conclude i suoi studi all'Accademia di Bologna nel 1977, e nello stesso anno tiene la prima mostra personale. Interessato, fin dagli esordi, alla rivisitazione e al recupero della storia dell'arte, Galliani attraversa, fino all'inizio degli anni Ottanta, una fase segnatamente concettuale, per poi dedicarsi prevalentemente alla pittura a olio, nel quadro di quello che fu chiamato "citazionismo" o "anacronismo", e fare ritorno, negli anni Novanta, al disegno su carta o su tavola di legno, che diventa lo strumento elettivo di espressioni caratterizzate da una sospensione, da un'attesa, da un mistero e da una tensione verso il sublime. Galliani, che insegna Pittura all'Accademia di Belle Arti di Carrara, ha tenuto mostre in importanti spazi pubblici e gallerie private, in Italia e all'estero. Tra le tante presenze e partecipazioni, vanno almeno citate quelle alla Biennale Internazionale di Venezia nel 1982, 1984 e 1986 e ad altre rassegne. Nel 2003 un trittico - che sarà esposto a Palazzo Magnani - riceve il primo premio alla Prima Biennale di Pechino.
 
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