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arte contemporanea, collettiva LES AMBASSADEURS ​ Via Nassa 5 Lugano 6900

Lugano - dal 7 al 15 ottobre 2015

Les Ambassadeurs des Arts: Luigi Rossi (1853-1923)

Les Ambassadeurs des Arts: Luigi Rossi (1853-1923)

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LES AMBASSADEURS
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Le atmosfere semplici di un grande esponente del manierismo ottocentesco italiano saranno le protagoniste del nuovo appuntamento di Les Ambassadeurs des Arts, il format che propone periodicamente opere particolarmente significative della storia dell’arte
orario: tutti i giorni, esclusa la domenica, dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 7 ottobre 2015. ore 18.30
ufficio stampa: CLP
curatori: Mariangela Agliati Ruggia, Matteo Bianchi, Luigi Dessì
autori: Luigi Rossi
genere: personale, arte moderna

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comunicato stampa
Le atmosfere semplici di un grande esponente del manierismo ottocentesco italiano saranno le protagoniste del nuovo appuntamento di Les Ambassadeurs des Arts, il format che propone periodicamente opere particolarmente significative della storia dell’arte.

Nella sede luganese di Les Ambassadeurs, l’azienda svizzera sinonimo di lusso ed eleganza, posta nella centralissima via Nassa 5, a pochi passi dalla sede del LAC, si terrà la mostra che celebra Luigi Rossi (1853-1923).

L’esposizione, in programma dall’8 al 15 ottobre 2015, presenterà, per la prima volta a confronto diretto, in un ambiente di grande raffinatezza, due capolavori dell’artista ticinese: La raccolta delle ostriche e La donna dei fichi.

L’iniziativa è curata da un comitato scientifico composto dai maggiori conoscitori del lavoro di Luigi Rossi: Matteo Bianchi, storico dell’arte, direttore della Casa Museo Luigi Rossi di Tesserete, Mariangela Agliati Ruggia, direttrice della Pinacoteca Züst di Rancate, e dallo storico del costume, Luigi Dessì.

La raccolta delle ostriche e La donna dei fichi sono due dipinti emblematici del gusto e della vita stessa di Luigi Rossi, che si esprime con sincerità e misura, com’ebbe modo di affermare lo stesso Matteo Bianchi.

“Il caso Rossi - scrisse Rossana Bossaglia nel 1979, nella monografia a lui dedicata - è peculiare perché c'è un'anima mitteleuropea nel tessuto lombardo della sua formazione, un accento che lo tiene fuori dalle scuole regionali e lo isola in una difficile situazione di esperanto figurativo”.

La questione sulla sua identità artistica peraltro fu sollevata dal critico Felice Cameroni fin dal 1899 quando nell’Elvetico-Milanese-Parigino Rossi colse i tratti di un'identità speciale, il cui cammino soltanto ora si delinea con precisione, in considerazione della varietà delle motivazioni poetiche di un artista sincero, di forte coerenza interna, cui corrisponde uno stile individuale.

Le opere possono essere visitate tutti i giorni, esclusa la domenica, dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00.
Ingresso gratuito.

Luigi Rossi. Note biografiche
Luigi Rossi nasce a Cassarate, quartiere di Lugano; ancora bambino, con la famiglia, si trasferisce a Milano, dove frequenterà l'Accademia di Brera.
Dai soggiorni nelle valli ticinesi e in Brianza trae lo spunto per alcuni paesaggi e scorci di vita contadina; da Milano alcuni dei suoi migliori ritratti.
Dal 1885 al 1889 è a Parigi, attivo nel campo dell'illustrazione del libro. In particolare illustra Sapho e l'intero ciclo di Tartarin, l'eroe tarasconese di Alphonse Daudet, cui farà anche il ritratto. La collaborazione con Pierre Loti, del quale illustra Madame Chrysanthème, lo porta a seguire lo scrittore nella Charente, teatro dei soggetti ispirati alla vita sulle coste dell'Atlantico.
Gli anni '90 segnano il passaggio dal realismo al simbolismo, con la partecipazione dell'artista alle mostre milanesi di Brera e della Permanente e alle mostre nazionali svizzere. Nel 1895 è invitato nella sezione italiana della prima Biennale di Venezia, dove il dipinto Scuola del dolore è acquistato dalla Casa reale italiana.
Negli stessi anni l'artista dipinge scene collettive di lavoro come L'Armée du travail (Confederazione svizzera), risentendo dell'influsso della pittura di Jules Breton e del simbolismo sociale che si conferma nelle successive raffigurazioni ideali della vita dei campi, fino al Canto dell'Aurora del 1912 (Lugano, Museo Civico di Belle Arti), pagina emblematica della pittura simbolista dell'arco alpino. L'assunzione di stilemi liberty, disegnati per le edizioni illustrate, appare delicata con misura nei dipinti di Rossi, a cominciare dal malinconico ritratto della nipote Antonietta sino alla figura stilizzata della Donna dei fichi. Ma ancora nella poetica di Rossi affiora la generosa vena umanitaria quando in Alveare dipinge la vita sofferta delle case di ringhiera a Milano.
Negli stessi anni la sua passione per la pittura di paesaggio e l'amore per la regione ticinese della Capriasca lo portano ad acquistare la casa di Biolda, oggi divenuta Museo.

Les Ambassadeurs
La storia di Les Ambassadeurs ha inizio nel 1964 a Ginevra in rue de Rhône. Il nome prende spunto dall’omonimo caffè che sorgeva nell’esatto luogo dove si trova ora la boutique, e che era punto d’incontro di diplomatici di tutto il mondo che risiedevano nella città elvetica.
Nato come primo corner monomarca Omega al mondo, Les Ambassadeurs ha in seguito ospitato brand prestigiosi come Tissot e Audemars Piguet, che l’hanno successivamente condotto alle distribuzioni multimarca di alta qualità. A fianco della sede ginevrina, nel 1971 apre la filiale di Zurigo, in Bahnhofstrasse, in un edificio di grande pregio architettonico.
Nel 1976, la fusione col gruppo DKSH Holding SA ha portato Les Ambassadeurs a St. Moritz, nel 1979, e a Lugano nel 1983.
Da allora, Les Ambassadeurs ha continuato a espandersi, offrendo il più vasto portafoglio di marche della Svizzera, punto d’incontro dei più importanti collezionisti e dei conoscitori di orologi di tutto il mondo.
Il futuro vedrà Les Ambassadeurs impegnarsi nel migliorare ancor di più la formazione professionale dei propri consiglieri alle vendite e ad accrescere la qualità tecnica del laboratorio di riparazioni. I collaboratori, infatti, rappresentano, con la loro competenza, uno dei punti di forza dell’azienda.
 
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