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arte contemporanea, collettiva IL GABBIANO ARTE CONTEMPORANEA ​ Via Nino Ricciardi 15 La Spezia 19124

La Spezia - dal 28 novembre 2015 al 7 gennaio 2016

Lamberto Pignotti / Antonino Bove - Alla ricerca dei sogni perduti

Lamberto Pignotti / Antonino Bove - Alla ricerca dei sogni perduti
L. Pignotti, A. Bove, Alla ricerca dei sogni perduti, 2012 #15
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IL GABBIANO ARTE CONTEMPORANEA
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Via Nino Ricciardi 15 (19124)
+39 0187733000 , +39 3338299027
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IL GABBIANO arte contemporanea della Spezia (via N. Ricciardi 15) presenta come ultima mostra dell’anno, con inaugurazione sabato 28 novembre, alle ore 18.00, "Alla ricerca dei sogni perduti" di Lamberto Pignotti e Antonino Bove.
orario: da martedì a sabato 17-20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 28 novembre 2015. ore 18.00
autori: Antonino Bove, Lamberto Pignotti
patrocini: Comune della spezia
genere: arte contemporanea, doppia personale

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comunicato stampa
Seduzioni e incantamenti, illogicità e paradossi spazio-temporali secondo la grammatica tipica dei sogni, è quanto traspare dalle composizioni poetico-visive realizzate a quattro mani da Lamberto Pignotti (Firenze 1926), poeta e saggista, uno dei maggiori protagonisti dell'intensa stagione della Poesia Visiva, e Antonino Bove (Palermo 1945), artista multimediale da decenni impegnato in una peculiare ricerca sulla materializzazione dei sogni. Nel 2003 è co-fondatore a Viareggio della associazione culturale BAU.

Ideatore della fantomatica Società degli Onironauti e inventore di un suggestivo Oniroscopio Fisicizzatore, Bove ha combinato immagini oniriche enigmatiche e affascinanti sulle quali Pignotti è intervenuto interagendo con notevole sintonia, inserendovi suoi versi evocativi di un poema concepito appositamente. Dalla metà degli anni '50, Pignotti si è imposto con ironia e arguzia come uno dei più originali e graffianti studiosi del rapporto fra parola e immagine, soprattutto in relazione alla comunicazione visiva nella società di massa. Tra i padri fondatori della Poesia Visiva, aderente al Gruppo '63, l'autore ha aperto nuove strade alla poesia sperimentale internazionale. Dai '70, Bove si è occupato invece del rapporto tra arte e scienza, della persistenza della memoria e del mito dell'immortalità. L'artista ha creato, nella sfera della meta-genetica, installazioni e sculture vive (arte vivente) utilizzando organismi unicellulari come il lievito, alghe marine, meduse, anguille.

TESTO CRITICO di Vittore Baroni

Seduzioni e incantamenti, illogicità e paradossi, alterazioni e frammentazioni spazio-temporali secondo la grammatica allegorica e universale tipica dei sogni, è quanto traspare dalle composizioni verbovisuali realizzate a quattro mani, in collaborazione differita ma anche sincretica, da Lamberto Pignotti (Firenze, 1926), poeta e saggista, uno dei maggiori protagonisti dell'intensa stagione della Poesia Visiva, e Antonino Bove (Palermo, 1945), autore multimediale dedito al connubio tra arte e scienza, da decenni impegnato in una peculiare ricerca sulla materializzazione dei sogni. Fondatore di una fantomatica Società degli Onironauti e inventore di apparecchiature improbabili quali l’Oniroscopio Fisicizzatore, Bove ha allestito un intrigante teatro onirico, combinando immagini enigmatiche estrapolate dalle proprie sperimentazioni e tracce di una memoria artistica comune e condivisa. Pignotti è quindi intervenuto sui collage, interagendo con notevole sintonia ed inserendovi suoi versi evocativi e pertinenti schegge di un poema concepito appositamente, in una perfetta fusione della poetica dei due autori.
Dalla metà degli anni '50, Pignotti si è imposto, con ironia e arguzia, come uno dei più originali e graffianti studiosi del rapporto fra parola e immagine, soprattutto in relazione alla comunicazione visiva nella società di massa. Tra i padri fondatori della Poesia Visiva, aderente al Gruppo '63, l’autore ha aperto nuove strade alla poesia sperimentale esaminando le più diverse dinamiche tra segni e codici linguistici nei diversi media. Dai ’70, Bove si è occupato invece di fenomeni para-scientifici come la levitazione, la reificazione dei sogni e il mito dell’immortalità. Cofondatore a Viareggio nel 2003 dell’associazione culturale BAU, l’artista ha creato nella sfera della meta-genetica installazioni e sculture vive, utilizzando organismi unicellulari quali il lievito, i batteri e anche alghe marine, meduse, anguille, tacchini.
Forti di queste formidabili pratiche ed esperienze, Pignotti e Bove hanno dato forma nella serie di opere in mostra ad un clima fantastico e visionario, con ibridazioni inusitate e accostamenti sorprendenti in una recherche che non mira semplicemente ad esplicitare simbologie e associazioni oniriche, ma vuole spingersi piuttosto all’interno di aree inesplorate della dimensione sogno, per interiorizzarne l’energia, per liberare nuovi archetipi e figure chiave, per incontrare non tanto freudianamente se stessi bensì l’altro, l’arcano e ineffabile, tra malinconiche fantasmagorie e incongrui ribaltamenti di senso (in una vita sempre più razionale e tecnologica). E se fossero i personaggi dell'arte, dipinti e scolpiti, a sognare la realtà di noi umani?
Vittore Baroni
 
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