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arte contemporanea, collettiva LAC LUGANO ARTE CULTURA ​ Piazza Bernardino Luini 6 Lugano 6900

Lugano - dal primo ottobre 2016 al 22 gennaio 2017

Antonio Calderara - Una luce senza ombre

Antonio Calderara - Una luce senza ombre

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LAC LUGANO ARTE CULTURA
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Antonio Calderara (1903-1978), figura singolare e appartata del panorama artistico italiano, per molti versi paragonabile a quella di Giorgio Morandi, si avvicina all’arte da autodidatta negli anni Venti, dopo aver abbandonato gli studi in ingegneria al Politecnico di Milano. Caratterizzata da semplificazioni plastiche e da una luce chiara in cui si avvertono gli echi di Piero della Francesca e di Seurat, la sua pittura appare segnata nei decenni successivi da un intimismo stilizzato, vicino alle esperienze del Realismo magico. A segnare una svolta nella sua pittura è il passaggio, nel 1959, all’astrazione. Un’astrazione che non conosce molti altri esempi in area italiana per la sua radicalità, perfettamente in sintonia con le coeve esperienze europee che tendono al grado zero della pittura
orario: Da martedì a domenica
10:00-18:00
Giovedì aperto fino alle 20:00
Chiuso lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 1 ottobre 2016. h 17
curatori: Elio Schenini
autori: Antonio Calderara
note: Conferenza stampa: giovedì 29 settembre, alle ore 11:00
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Antonio Calderara (1903-1978), figura singolare e appartata del panorama artistico italiano, per molti versi paragonabile a quella di Giorgio Morandi, si avvicina all’arte da autodidatta negli anni Venti, dopo aver abbandonato gli studi in ingegneria al Politecnico di Milano. Caratterizzata da semplificazioni plastiche e da una luce chiara in cui si avvertono gli echi di Piero della Francesca e di Seurat, la sua pittura appare segnata nei decenni successivi da un intimismo stilizzato, vicino alle esperienze del Realismo magico. A segnare una svolta nella sua pittura è il passaggio, nel 1959, all’astrazione. Un’astrazione che non conosce molti altri esempi in area italiana per la sua radicalità, perfettamente in sintonia con le coeve esperienze europee che tendono al grado zero della pittura. La geometria nel suo caso non ha però mai la rigidità dell’arte concreta ma è dominata da delicate e sottili vibrazioni luministiche ottenute attraverso velature sovrapposte. Nei dipinti degli anni Sessanta e Settanta, quasi sempre di piccolo formato, prende così corpo una luce-colore, che traduce la sua aspirazione a “dipingere il nulla, il vuoto, che è il tutto, il silenzio, la luce, l’ordine, l’armonia. L’infinito”. Prima grande retrospettiva di Calderara in Svizzera dopo quella curata da Jean Christophe Ammann al Kunstmuseum di Lucerna nel 1969, l’esposizione prende avvio dalle opere del periodo figurativo, per poi soffermarsi sulle diverse fasi che segnano la sua produzione astratta. La mostra include inoltre un’ampia selezione di opere provenienti dalla collezione che l’artista costituì attraverso una serie di scambi con artisti a lui legati da rapporti di amicizia o di stima, quali Josef Albers, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Yves Klein, Dadamaino, François Morellet, Jan Schoonhoven, Max Bill e Gianni Colombo.
 
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