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arte contemporanea, collettiva HOME GALLERY 1 STILE ​ Via Pietro Fortunato Calvi 51 Mantova 46100

Mantova - dal 13 al 26 novembre 2016

Leonardo Balbi - Appunti 3D

Leonardo Balbi - Appunti 3D
Gold Terra
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Via Pietro Fortunato Calvi 51 (46100)
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Per la mostra APPUNTI 3D, Balbi riflette sulla genesi del suo nuovo percorso e offre, attraverso i disegni preparatori, promemoria che nella sua mente sono già visibili e concreti. L’abitudine al disegno rende i bozzetti di una naturalezza sorprendente.Le tele"tridimensionali"ne sono l'esito finale
orario: da martedì a sabato ore 16,19,30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 13 novembre 2016. ore 18,30
curatori: Mara Pasetti
autori: Leonardo Balbi
patrocini: Comune di Mantova, Mantova capitale italiana della Cultura 2016
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Leonardo Balbi, l’artista
Quando Leonardo mi ha chiesto di introdurre la sua mostra presso la Galleria 1 Stile sono stato molto contento.
Non perché io sia un critico d’arte o uno storico dell’arte ma perché sono convinto che Leonardo sia un vero artista e mi fa piacere potermi considerare suo amico.

Chi è l’artista
E’ difficile definire oggi un artista. In passato era più facile. Facevi l’Accademia, studiavi, ti impegnavi, iniziavi a fare mostre, riuscivi a vendere i tuoi quadri, finivi in un museo.
Oggi non è più così. Almeno a partire da quando Duchamp ha realizzato la usa famosa Fontana. Da quel momento più che l’opera ha valore l’idea e dalla fatica e dalla manualità si è passati alla capacità di realizzare progetti, un po’ come un imprenditore. Basta pensare a Cattelan e alle sue opere.

Perché Leonardo è un artista
Leonardo è un artista per almeno tre buone ragioni: ha studiato per diventarlo, ha continuato a sperimentare, vive come un artista.
Leonardo ha studiato per diventare un artista. A quelli che guardando una sua opera dicono il famoso “Questo potevo farlo anch’io” rispondo primo lo puoi Rifare e secondo non lasciarti ingannare dall’astratto, dall’informale.
Per fare le opere di Leonardo occorre preparazione, studio, impegno ma soprattutto occorre un grande lavoro fisico. A chi non ha mai avuto la fortuna di andare nell’Atelier di Leonardo suggerisco di andare. E’ un uomo schivo ma se si usano le parole giuste, passate le sale espositive, si arriva nella bottega dell’artista. E si capiscono molte cose. Non sono solo le dimensioni delle opere a far capire la fatica dell’artista ma anche le prove, le tavolozze, i vari stadi delle tele.
Ma qui quello che colpisce sono soprattutto gli schizzi preparatori: la dimostrazione del processo dell’artista, del lavoro, della progettazione.
Leonardo ha continuato a sperimentare. Da vero artista Leonardo non rinnega il suo passato di figurativo ma lo considera solo uno stadio verso la sua opera migliore: la prossima. Ancora una volta la sperimentazione è la dimostrazione che l’artista continua a cercare il miglior modo per esprimere la sua arte. Lo si vede sia nelle tele di grande formato dove stratificazioni successive di colore danno forma e spessore al gesto di Leonardo. Un tentativo di dare tridimensionalità alla tela che troverà poi una sua forma ulteriore nei “tagli”.
I tagli che aprono ad un’altra dimensione, che fanno intravedere l’oltre, che sono vele cristallizzate in assenza di vento che sembrano in ogni caso prendere il volo.
La lavorazione è lunga, il gesto che sembra improvvisazione è in realtà studiato nei dettagli, e la forza di gravità consente all’artista di ottenere il risultato atteso. Poi il colore, l’inserimento della struttura per evitare la deformazione, un lavoro da scultore o da manovale…ma non è questo il vero mondo dell’artista? La polvere, il colore, i colpi di martello, il metallo, il telaio. La pittura di Leonardo è fisicità.
Leonardo vive come un artista. E come vive un artista direte voi? Non ha tempo libero perché lavora sempre. E’ sempre alla ricerca della soluzione migliore e quando “lavora per vivere” (Leonardo disegna occhiali) sperimenta linee e disegni che devono piacere al cliente e che poi utilizzerà nella sua arte. Quando invece dipinge o realizza le sue opere d’arte Leonardo sperimenta liberamente, rispettando solo i vincoli e gli obiettivi che lui si è dato ma consapevole che ogni cosa nuova potrà essere utilizzata per dare maggior vita ai suoi occhiali.
E’ un po’ come essere un dottor Jekill e mr Hyde ma dove entrambi i personaggi convivono senza lasciar spazio vuoi all’una, vuoi all’altra personalità. Sono sempre entrambi presenti.
La vita dell’artista è una delle più difficili che ci possa essere data perché non hai mai finito di lavorare: continui a cercare una nuova idea, un nuovo modo di fare le cose, sei sempre assolutamente impegnato e non stacchi mai veramente.
Ma la vita dell’artista è una delle più belle che ci possa essere data perché l’arte è energia, entusiasmo, voglia di fare. In altre parole l’arte è vita e soprattutto continua ricerca del bello.
La caratteristica principale: la ricerca del bello e le domande
E forse è questa la chiave di lettura dell’arte di Leonardo Balbi: la ricerca del bello. La continua ricerca del bello.
Leonardo continua a creare opere nuove perché insegue una ricerca del bello che sa non potrà mai terminare. Perché la bellezza cambia con noi, con le nostre emozioni, con la nostra vita senza perdere tuttavia un senso di misura che l’artista continua a governare, anche nelle sue opere più libere e anarchiche.
E oltre al bello l’arte di Leonardo mi piace perché propone domande e non regala risposte. Al mondo d’oggi sono proprio le domande l’essenziale. E le opere di Leonardo di domande continuano a farne: perché ha scelto quel colore, perché quel gesto, perché quel colpo di pennello, perché quei tagli, quel colore, le luci?

E da ultimo cosa vuol dirci l’artista?
Ecco la domanda definitiva. L’artista in realtà non vuole offrirci una risposta ma continuare a stimolare le nostre domande. L’opera d’arte come la poesia e i romanzi non è nulla senza il pubblico o il lettore.
Per questo l’arte contemporanea non è facile. Come l’arte di Leonardo.
Può piacere o non piacere ma non può lasciare indifferenti.

Giacomo Cecchin
 
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