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arte contemporanea, collettiva GRAND HOTEL DELLE TERME ​ Strada Statale Tosco Romagnola 40 Castrocaro Terme E Terra Del Sole 47011

Castrocaro Terme E Terra Del Sole () - dal 18 febbraio al 2 luglio 2017

Magiche Atmosfere Déco

Magiche Atmosfere Déco

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GRAND HOTEL DELLE TERME
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Strada Statale Tosco Romagnola 40 (47011)
+39 0543767114 , +39 0543768135 (fax)
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In mostra manifesti (Sepo, Donga, Campi), opere futuriste (Depero, Bonetti, Prampolini, Fillia), opere neo-classiche (Ponti, Cellini), vetri, decorazioni, illustrazioni e tavole au pouchoir, xilografie, ceramiche della Regia Scuola Faentina
orario: sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 19. Aperto i festivi. Da lunedì a venerdì su appuntamento. Tel 0543 767114
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero 5 euro – ridotto 3 euro
vernissage: 18 febbraio 2017. ore 17
curatori: Paola Babini
genere: collettiva, disegno e grafica, arte moderna, arti decorative e industriali

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comunicato stampa
Atmosfere Dèco rivivono nel Padiglione delle Feste

Il gusto degli anni Trenta e la stretta relazione tra arte e storia si fondono nel Padiglione delle Feste delle Terme di Castrocaro (FC), dove la produzione artistica di Tito Chini (uno dei massimi esponenti del Déco italiano) esplode in una perfetta armonia di luci e colori. Sarà inaugurata sabato 18 febbraio la mostra “Magiche atmosfere Déco” nuovo progetto espositivo del Padiglione delle Feste delle Terme di Castrocaro promosso da Beatrice Sansavini responsabile delle attività culturali del Padiglione e a sua volta artista e sostenuto da Long Life Formula S.p.A. L’esposizione, che rimarrà aperta fino al 2 luglio, è curata da Paola Babini, artista e docente presso le Accademie di Belle Arti di Ravenna e Bologna, e si collega all’ambizioso progetto “Art Déco. Gli anni ruggenti in Italia” dei Musei San Domenico di Forli’, un percorso artistico che coinvolge anche il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza con la mostra “Déco il gusto di un’epoca”.



Il luogo dell’identità L’identità e il connubio suggestivo tra architettura e decorazione fanno di questo edificio, inaugurato nel 1938, uno dei luoghi italiani più eleganti, che mai come in questa mostra assume un ruolo significativo. Strutture essenziali e simmetrie eleganti s’intrecciano con le magie cromatiche delle ceramiche, dovute agli straordinari impasti di colore, alle iridi preziose e alla ricerca di nuovi repertori decorativi. La mostra “Magiche Atmosfere Déco” – spiega Beatrice Sansavini – ben si pone a naturale prolungamento di quell’incanto con dipinti, pochoir ed arti applicate (ceramiche, vetri, illustrazioni, manifesti, decorazioni) facendo il punto su questo stile internazionale che vede l’Italia proiettata nel cuore del dibattito estetico europeo e modernista.



“L’avere a disposizione una sede così autorevole e di bellezza indiscutibile come il Padiglione delle Feste – aggiunge la curatrice della mostra Paola Babini – delinea già di per se un percorso espositivo ricco di elementi molto eterogenei tra loro e soprattutto caratterizzati dalla ricerca di una stessa cifra stilistica, espressione dell’eclettismo tipico di questo stile”. Saranno in mostra le ceramiche della Regia Scuola Faentina, Il servizio di Zecchin (prodotto da Cappellin-Venini) espressioni di uno stile di vita dove l’interesse per le culture locali, oltre a rappresentare una constatazione dello stato produttivo delle cose, tende ad attestare tramite il regionalismo l’identità collettiva nazionale, l’italianità.



Lo spazio espositivo Il Padiglione risulta concepito come uno spazio continuo da vivere e con una valenza decisamente autonoma e autoctona, impregnata comunque di uno spirito internazionalista che in quegli anni era parte integrante del concetto basilare di “modernità”. Déco è tutto ciò che ricalca lo spirito estetico di un mondo che cerca la modernità, un gusto generale che definì gli anni tra le due guerre. Gli anni Trenta sono scanditi da una maggior linearità e monumentalità, da un gusto in cui prevale la geometria d’origine futurista. L’identificazione del Dèco con lo stile ufficiale convive con il razionalismo e l’astrattismo; nuovi materiali divengono parte di una ricerca di forme che nella sua straordinaria varietà porrà le basi per il “design made in Italy” dei decenni successivi. In questo contesto di grande fervore si sviluppa l’editoria e già nel 1919 videro la luce elegantissime riviste di arte, moda e letteratura, entrambe arricchite da illustrazioni e tavole au pouchoir di Brunelleschi, Sensani, Busi, Bentivoglio. Non mancheranno Xilografie ed illustrazioni originali rappresentate da Francesco Nonni, Beltramelli, Angoletta. E’ ben delineato un percorso cronologico e tematico che va dagli anni Venti, dove prevalgono tre tendenze: il neo-classicismo di Ponti, e Cellini, i ritmi futuristi di Depero, Bonetti, Prampolini, Fillia che incisero profondamente sul gusto Déco europeo, divenendone una delle fonti principali, e un gusto più ricco e decorativo di cui sono interpreti Chini e Cambellotti. Si potranno ammirare inoltre le varie prove grafico pittoriche che rilevano direzioni di ricerca espressiva non univoca di Thayaht, Ram, Elisabeth Chaplin e Ivo Pannaggi.
 
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