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arte contemporanea, collettiva ASSOCIAZIONE AMICI DELL'OLIVO SECOLARE ​ Strada Vicinale San Nicola 3 Palmariggi 73020

Palmariggi (LE) - dal 29 agosto al 30 settembre 2017

Il respiro degli alberi

Il respiro degli alberi
Immagine Sede dell'Associazione Amici dell'Olivo Secolare del Salento, Palmariggi/LE
 [Vedi la foto originale]
ASSOCIAZIONE AMICI DELL'OLIVO SECOLARE
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Strada Vicinale San Nicola 3 (73020)
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L'esposizione è una sorta di termometro della spettacolarità e della storicità dell’arte nuova, di un'arte che è veicolo di novelle idee scolpite nella cultura occidentale, di un'arte capace di rigenerare mondi e uomini, si fa anche bussola in un mare di proposizioni delle arti internazionali.
orario: da lunedì a domenica su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 29 agosto 2017. ore 19.00
catalogo: in galleria.
curatori: Carlo Franza
autori: Roberta Agostini Kali, Lucio Alfonzi, Tiziana Coccia, Francesco Cutugno, Loi di Campi, Andreas Miggiano, Hisako Mori, Vincenzo Parea, Enrico Pezzoli, Federica Piccinni, Eugenia Serafini, Marisa Settembrini, Stefano Sogari, Tony Tedesco, Sabino Ventura
note: Rassegna promossa dall'Associazione Amici dell'Olivo Secolare del Salento-Palmariggi/LE.
Comunicazione: Francesco Franza
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
L’Associazione “Amici dell’Olivo Secolare del Salento” AOSS di Palmariggi (Lecce) da anni promuove, sostiene e diffonde la cultura agroalimentare salentina e olivicola, in particolare, come fattore culturale di crescita umana, sociale ed economica. Dopo aver dato inizio alla istituenda Accademy dell’Olivo ha inteso promuovere eventi e convegni nel settore ed anche una istituenda Rassegna Artistica annuale sul tema dell’albero d’Olivo Secolare in funzione di una Pinacoteca che in questo sito sarà collocata. Gli inviti e la Rassegna sono diretti e presieduti dal Prof. Carlo Franza, illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea e Critico d’Arte de “Il Giornale”. La Rassegna con relativa mostra ed esposizione si terrà nell’agosto 2017 a Palmariggi, nella sede Storica dell’Azienda. Per ogni edizione gli artisti invitati alla Rassegna saranno quindici, e le opere espresse nel tema dell’albero o vicine varianti sono prima in mostra con relativo catalogo, poi entreranno a far parte di una istituenda Pinacoteca dell’AOSS e dell’Accademy dell’ Olivo.
L'esposizione, ideata e curata dall’illustre Storico dell’ Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, figura di piano internazionale, è una sorta di termometro della spettacolarità e della storicità dell’arte nuova, di un'arte che si fa veicolo di novelle idee scolpite nella cultura occidentale, di un'arte capace di rigenerare mondi e uomini, e si fa anche bussola in un mare di proposizioni della cultura e delle arti internazionali.

Scrive Carlo Franza nel testo: “La nostra epoca è decisamente postmoderna, anzi epoca di postmodernità avanzata, visto che molti filosofi ed esteti già parlano di nuovi orizzonti che purtroppo sono ancora non vivibili. E dovendo mettere in piedi una mostra sul tema dell’albero, invitando taluni artisti italiani e stranieri a parteciparvi in funzione di una costituenda pinacoteca all’interno dell’Accademy dell’Olivo Secolare che già vive a Palmariggi nel Salento, noto che tutte le arti contemporanee hanno abbandonato il principio d’invenzione a favore di quello di citazione. E questo non avviene a caso, ma decisamente perché c’è mancanza di fiducia nel futuro, situazione che ha portato gli artisti in ogni ambito linguistico a trasferire la propria ansietas al riparo sotto l’ombrello protettivo della memoria. E allora “creazione” o “ricreazione” ? Il concetto di ricreazione è decisamente rapportabile al livello di creazione possibile in un’epoca come la nostra, segnata in primis dal primato della finanza e dall’influenza globalizzante di ogni fenomeno sociale, economico, politico e religioso. La “ricreazione” diventa il parametro di una creatività consapevole della impossibile frontalità col mondo attuale, nel senso che l’artista non descrive più la sua epoca, la storia del suo tempo, ma volge stoicamente il pensiero e la creatività protesa verso una “ricreazione” come necessaria funzione di testimonianza e perenne domanda. Dico questo perché da ciò si può partire per leggere l’arte contemporanea del terzo millennio. Tornando al nostro tema e per significare il titolo della rassegna “Il respiro degli alberi” voglio citare una frase di Rabindranath Tagore: “gli alberi sono lo sforzo infinito della terra per parlare al cielo in ascolto”. L’albero, il mondo naturale, il “de rerum natura” di Lucrezio si definiscono in un mondo ricreato attraverso la pittura, la scultura e ogni altra forma, utilizzando quel linguaggio universale, presente nel cuore e nella mente. L’albero è fonte di vita, simbolo della natura in movimento, sale al cielo, e nella forma verticale accende l’idea di cosmo vivente, mette in relazione i tre livelli naturalistici, ossia le radici, il tronco e i rami con le foglie che fanno la chioma. Le radici affondano nel sottosuolo, sono nascita e sostegno vitale, il tronco esprime fermezza e robustezza, i rami con le ramificazioni geometriche muovono essenza e potenza. I quattro elementi del mondo vivono nell’albero, l’acqua che fluisce con la linfa, la terra che trattiene le radici, l’aria che nutre e alimenta le foglie, il fuoco che si sprigiona dalla materia lignea. Testi sacri e mitologie ci parlano di alberi, dall’albero dell’Eden all’albero della vita, dall’albero genealogico all’albero degli ulivi che attorniavano Cristo nell’orto del Getsemani, dall’Albero della Croce agli alberi cedri del Libano, dall’Albero dell’Arca di Noè all’Albero del sapere, dall’Albero del bene e del male all’Albero dei simboli, dall’albero dei pomi d’oro nel giardino delle Esperidi all’albero sefirotico della Cabala, senza dimenticare che Platone osservava che l’uomo stesso è “arbor inversa” e cioè le radici sono i capelli, i rami le braccia, poiché è piantato nei cieli. L’albero nasce cresce e muore. Nell’arte moderna l’albero è fonte iconografica dalle forme plurime, dall’albero di Van Gogh all’albero della vita di Klimt, dalle stilizzazioni di Klee a Mondrian con l’albero rosso; certo numerosi sono stati gli artisti del contemporaneo a rappresentare l’albero. Così nasce questa rassegna, capace di trovare ancor oggi nell’albero la vita del mondo, il valore simbolico, l’organismo vivente particolarmente vicino all’uomo, nel suo essere e nel suo divenire biologico”.

Biografia degli Artisti

Roberta Agostini Kali è nata nel 1974 ed abita da sempre nella sua amata valle, il Casentino. Non ricorda se ha cominciato prima a camminare o a disegnare. Dopo le scuole medie decide di dedicarsi alle sue passioni, il disegno e l’Arte, frequentando la sezione di moda e costume teatrale dell’Istituto Statale d’Arte Piero della Francesca di Arezzo; ed è lì, a sedici anni, che sperimenta per la prima volta l’esperienza del disegno espressionista e vagamente surreale, insieme alla tecnica del chiaro-scuro sua peculiare, che la contraddistingueranno anche per il suo modus operandi a venire. Dopo le superiori decide di frequentare l’istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Firenze (I.S.I.A) dove, nei primi anni di studio, si da molta importanza alla grafica, all’illustrazione, all’indagine sul segno, alla ricerca visiva ed alla psicologia applicata all’immagine: è qui, nell’underground fiorentino, che inizia ad esporre per le prime volte; ma col passare del tempo, presso questo Istituto,avverte che la sua creatività viene sempre più compressa e relativizzata ad un concetto, quello del progetto d’Industrial Design più che dell’Arte, per cui abbandona tale Istituto e si da a una ricerca, in campo artistico, da autodidatta e libera creatrice. Poco dopo questo periodo, va incontro a una crisi personale che la vedrà purtroppo bruciare tutto il lavoro artistico svolto fino a quel momento ed interrompere ogni attività per circa dieci anni. Dal 2014 ha ricominciato a produrre nuove opere e svariate sono le mostre che la riguardano, sia in Italia, (a Firenze, a Roma, a Napoli, a Venezia, a Forte dei Marmi) che all’estero (a Londra ed in Austria) per citarne alcune. Creare per lei è come una specie di auto-terapia che la mantiene in salute e felice, per non dire una sorta di yoga, disciplina che studia e insegna e che in ambito artistico applica al concetto di espressione mettendosi alla prova in un viaggio che la guida verso nuove frontiere e nuovi esperimenti. Nel 2016 l’illustre Prof. Carlo Franza la invita e le cura la mostra personale dal titolo “La stella dedicata alla tua sorte” al Plus Florence di Firenze, nel Progetto “Scenari”. E ancora nel giugno 2017 invitato dal Prof. Carlo Franza presidente di giuria, vince il Premium International Florence Seven Stars.

Lucio Alfonzi è nato nel 1966, vive e lavora ad Ascoli Piceno. “Alfonzi predilige la ricerca informale, affascinato dalla bellezza consumata degli oggetti di uso comune, usa chiodi arrugginiti, filacci di spaghi, fogli lamiere dei tubetti di colori che vengono riutilizzati, la parte esposta è quella interna dove possono esserci rimasugli di colore che interagiscono con la composizione”. Lavora nel suo studio d’arte in via Pretoriana, 28, Ascoli Piceno. Tra le mostre principali: giugno 2012- Collettiva OMAGGIO AD IGINO STELLA, Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno; dicembre 2011- Collettiva “Artisti della galleria” CHIE Gallery, Milano; giugno 2009- Collettiva “Artisti dell’area del Mediterraneo”, Palazzo Reale, Caserta; gennaio 2008- Collettiva “Artisti a confronto” Paletrina (RM); marzo 2007- Collettiva “Bianco”, Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno; aprile 2006- Personale “Incontro Sotteraneo”, Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno; febbraio 2005- Personale “Trame” Palazzina Azzurra, San Benedetto del Tronto; settembre 2004- Personale “Strutture Urbane” Palazzo dei Capitani, Ascoli Piceno. Nel 2017 l’illustre Storico dell’Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza lo invita a tenere una sua personale dal titolo “Paesaggi senza nome” al Plus Florence di Firenze nel Progetto “Scenari”. E ancora nel giugno 2017 invitato dal Prof. Carlo Franza presidente di giuria, vince il Premium International Florence Seven Stars.

Francesco Cutugno è nato a Milazzo (ME) nel 1977. Nel settembre 1999 si trasferisce a Milano per gli studi universitari e la costruzione della sua carriera professionale. Si è subito inserito nel mondo del lavoro nonostante l'iscrizione all'università e dopo anni di sacrifici fatti per conciliare gli studi con il lavoro si è laureato in Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano nel 2009. Attualmente ricopre l’incarico di “Information Technology Manager” per una multinazionale nel settore industriale. E' appassionato di tecnologia e fotografia digitale e da anni coltiva la passione anche per la fotografia alla ricerca dello "scatto perfetto" , durante i suoi viaggi in Italia e in Europa. Finora ha sempre tenuto per se' gli scatti. Nell’ottobre 2015 l’illustre Storico dell’Arte Contemporanea Professor Carlo Franza lo invita con una personale dal titolo “Paesaggi d’Italia” nel progetto “Scenari” al Plus Florence di Firenze.Nel 2016 vince per la Fotografia il Premio delle Arti-Premio della Cultura al Circolo della Stampa di Milano, che gli viene consegnato dal Prof. Carlo Franza. Nel 2017 l’illustre Storico dell’Arte Contemporanea Professor Carlo Franza lo invita con una personale dal titolo “ Tra cielo e terra” nel progetto “Scenari” al Plus Florence di Firenze.Nel 2017 invitato dallo Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, presidente di giuria, vince il Premium International Florence Seven Stars per la fotografia.

Tiziana Coccia nasce ad Ascoli Piceno ma vive e lavora a Desio. Si diploma al Liceo Artistico Brera di Milano. Per 20 anni è titolare della ditta DE.AR. che si occupa della creazione e vendita di ceramiche artistiche contemporanee.Ha esportato le sue creazioni in tutto il mondo. Presente nel padiglione Italia in Cina, in Unione Sovietica, presente a New York alla manifestazione “Discovery of Italy”. Ha disegnato per la storica società Goebel di Coburg (Germania). Per 20 anni ha partecipato a fiere internazionali quali: Macef, Chibi Cart, Mostra Convegno, e all’estero Francfurt Messe, Salisburgo, Atlanta ed altre. Nel 2000 ha smesso la produzione di ceramiche artistiche ma ha ripreso a dipingere. La sua passione e la sua caratteristica peculiare è quella di dipingere visi, facce, espressioni, forse pensieri nella folla del vivere quotidiano. I lavori della sua ultima ricerca ha come titolo “FOLLE”. Nell’ottobre 2015 è chiamata dall'illustre storico dell'arte Prof. Carlo Franza, a tenere una mostra personale dal titolo “Folle tra palpiti e filosofie” nel Progetto “Scenari” al Plus Florence di Firenze, poi a Berlino ancora una personale dal titolo “Dal tempo dell’infanzia” al Plus Berlin nel Progetto “Strade d’Europa”.
Nel 2017 con una giuria presieduta dallo Storico dell’Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza vince a Firenze il Premium International Florence Seven Stars per la Pittura.

Loi di Campi nasce a Campi Salentina nel 1948. Dopo una breve esperienza come docente nelle scuole medie e superiori, negli anni 80 fonda assieme alla moglie una ditta di ceramiche artistiche, con il marchio DE.AR. Inizia cosi’ una feconda esperienza espositiva internazionale, partecipando alle più importanti fiere del settore ceramiche d’arte per più di 20 anni. Parallelamente affianca all’esperienza del manufatto d’arte la pittura, sempre nella costante e rigorosa espressività di ricerca. Così la pittura di Loi di Campi è densa di vitalità cromatica, secondo un procedere compositivo astratto. Dalla fine del 2012 ad oggi si concentra sul bianco, e le superfici diventano campo per architetture futuribili. Nascono strutture bianche a più dimensioni, vere e proprie scenografie plastiche. Città che vanno oltre la dimensione immaginativa per un sogno nell’etere ufologico.Nella costante contaminazione linguistica dell’arte multimediale, Loi di Campi non trascura la ricerca, esercita la sperimentazione con l’aiuto dell’elemento interdisciplinare del computer design. Realizza opere con accavallamenti e accostamenti di superfici colorate precedentemente riprese ed elaborate. Nasce cosi’ un ulteriore “gioco” poetico di metamorfosi. Da non trascurare l’altra estetica che Loi di Campi esercita professionalmente: la musica. Si può certamente affermare che la pittura non può fare a meno della musica. Ha tenuto mostre personali e collettive in più città. Nel 2015 è chiamato dall'illustre storico dell'arte Prof. Carlo Franza, a tenere una mostra personale dal titolo “Novelle architetture” nel Progetto “Scenari” al Plus Florence di Firenze e una seconda dal titolo “Aisberg. Moduli e geografie” al Plus Berlin di Berlino nel Progetto” Strade d’Europa”. Del suo lavoro ha scritto il Prof. Carlo Franza. Nel 2016 con una giuria presieduta dallo Storico dell’Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza vince a Firenze il Premium International Florence Seven Stars.

Andreas Miggiano è nato a Horgen ( Zurigo ) nel 1980. Ha compiuto gli studi in Italia conseguendo il diploma di maturità al Liceo Artistico di Lecce, poi ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Lecce e si è abilitato per l’insegnamento delle discipline plastiche nel 2005. Ha svolto attività di docente presso l’Istituto d’Arte di Pisa, città dove oggi risiede e lavora. Nel 2012 conosce e frequenta l'illustre Storico dell'Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza che lo invita con una personale dal titolo “Natura e artificio” nel Progetto “Scenari” al Plus Florence di Firenze nel novembre 2013. Nel 2014 è ancora il prof. Carlo Franza a curargli la mostra personale dal titolo “Della natura delle cose” a Firenze-Palazzo Borghese nel Progetto “Il Museo dei Musei”. Nel 2015 è sempre il Prof. Carlo Franza ad invitarlo con una mostra dal titolo “Universi di cera” nel progetto “Strade d’Europa” al Plus Berlin di Berlino (Sala Hoffmann).

Hisako Mori è un’artista giapponese nata a Kobe che vive e lavora in Italia dal 2006. Laureata in Arti Plastiche presso Seika University di Kyoto, ha successivamente conseguito una seconda laurea in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata. Collabora con la galleria Laboratorio 41 a Macerata e fa parte del collettivo Mostrami, che ha sede a Milano. Nel corso degli anni di studio in Giappone e in Italia, ha sperimentato l'utilizzo e la conoscenza di differenti mezzi espressivi come la pittura ad olio - acquarello - tempera, la scultura e l'incisione. La pittura ad acquarello diventa il mezzo d'espressione principale, con cui sviluppa e realizza la gran parte dei suoi lavori, siano essi pittorici, scultorei, scenografici, di installazione performativa ed è stata esposta in numerosi mostre personali e collettive sia in Giappone che in Italia e in Europa. Ha vinti i Premi: Vincitrice della 66° Rassegna d’Arte “G.B.Salvi 2016 e il Premio del pubblico e Menzione speciale della giuria al Metro cubo come sto 2012. Ecco alcune sue partecipazioni:"Nel cielo è figurata ogni presenza” ARTESTUDIO 26 Milano(MI) 2016 ;66° Rassegna d’Arte “G.B.Salvi” Sassoferrato (AN) 2016 ;“Ancora una volta soltanto” - Vernice Contemporanea, Castello di Ossana (TN) 2016; "Studi Aperti - Arts Festival nel Cuore Verde tra due Laghi -" Ameno (NV) 2016; “Emisferi Creativi – Arts feed the Planet” Mostrami Factory Milano (MI) 2015; “Oggi è tutto molto strano” Cittadella (PD) 2015; “P.A.C 4” paesaggio,ambiente,creatività (performance installativa) Polverigi (AN) 2015; “Premio Festival Internazionale della scuola d’arte e design” Torino (TO) 2015;“Mon appétit” a cura di Adam Espace Beaurepaire (Parigi )2014; 64°Rassegna d’Arte “G.B.Salvi” Sassoferrato (AN) 2014; 27aBiennale Internazionale dell' umorismo nell' Arte Tolentino (MC) 2013; "(con)temporary shop ideas for sale" mostra d’arte contemporanea a cura di Stefano Verri; Alviani ArtSpace /AURUM Pescara(PE) 2013; “Metro cubo sto” Premio del pubblico e Menzione speciale della giuria; Quattrocentometriquadri gallery Ancona (AN) 2012 ;“Premio internazionale di Acquarello “Marche d’acqua” Fabriano Watercolour;Museo della Carta e della filigrana, Fabriano (AN)2012; “Contemporanea 09 -Fisis-della terra,dell’acqua, dell’aria,del fuoco” a cura di Dino Del Vecchio Amatrice (RI) 2009; "REcyle susainable exhibiton" Milano (MI) 2011. Nel 2017 è invitata dall’illustre Storico dell’Arte Prof. Carlo Franza nel Progetto “Scenari” con una personale dal titolo “Nel tempo delle nostalgie” al Plus Florence di Firenze.

Vincenzo Parea è nato a Vigevano nel 1940. Compiuti i primi studi artistici presso la Scuola per Pittori e Decoratori del Civico Istituto Roncalli di Vigevano, ha approfondito la sua formazione artistico-culturale in un costante rapporto dialettico e di studio con i maggiori artisti operanti nell’epoca contemporanea. Infatti l’interesse dell’artista, rivolto in un primo momento al valore emozionalmente puro del colore, viene ad approdare, in seguito all’arricchimento dell’indagine estetica, alle ricerche riguardanti i valori analitici del colore stesso. La sua prima opera inoggettiva è datata 1969. Ha tenuto prestigiose mostre personali in Italia e all'estero. Nell'autunno 2014 lo Storico Prof. Carlo Franza lo invita con una personale dal titolo “Fenomenologia del colore” nel Progetto “Scenari” al Plus Florence di Firenze, e ancora una personale dal titolo “Vestibilità del colore” nel Progetto “Strade d'Europa” al Plus Berlin di Berlino. Nel maggio 2015 tiene una personale dal titolo “Passaggi per l’infinito” (evento per Expo Milano 2015) presentata sempre dall’illustre critico Prof. Carlo Franza, il quale consegna a Parea anche il Premio Expo Milano 2015 per l’arte contemporanea. Nel luglio 2016 il Prof. Carlo Franza presidente di Giuria, sulla Terrazza Belvedere del Plus Florence di Firenze gli consegna il Premium International Florence Seven Stars. Nel 2016-2017 è ancora l’illustre Storico dell’arte Prof. Carlo Franza ad inaugurare una sua mostra dal titolo “Universi di colore” a Palazzo Borghese a Firenze. All’opera di Vincenzo Parea hanno dedicato saggi critici e scritti introduttivi: Giulio Carlo Argan, Bruno Bandini, Riccardo Barletta, Carlo Belloli, Claudio Beccaria, Marco Beretta, Antonio Calderara, Domenico Cara, Claudio Cerritelli, Alfio Coccia, Mauro Corradini, Dadamaino, Federica Dafarra, Giorgio Di Genova, Giovanna Fiorenza, Julio Flores, Carlo Franza, Giuseppe Franzoso, Carlo Fumagalli, Isabella Giardini, Flaminio Gualdoni, Friedrich W. Heckmanns, Lucrecia Vega Gramunt, Dino Marangon, Attilio Marcolli, Francesco Marinone, Giuliano Menato, Marco Meneguzzo, Guido Montana, Elena Pontiggia, Federica Rabai, Claudio Rizzi, Nanni Rossi, Luigi Sansone, Giorgio Segato, Cristina Portioli Staudacher, Alberto Veca, Annalisa Vella, Francesco Vincitorio. ”.

Enrico Pezzoli è nato a Bologna nel 1980, città dove vive e lavora. Inizia a lavorare nel 2000 come grafico e webdesigner presso lo studio di architettura e design Iosa Ghini di Bologna e dal 2004 lavora come freelance presso altri studi di Bologna e Milano. Ha lavorato per marchi come Ferrari, Maserati, Cassina, Bonaldo, Moroso, Roche Bobois, Nike, Meltin' Pot, Diesel, Armani, Borbonese, Marni, Absolut Vodka, San Pellegrino, Enel, Panini, Opel, Mitsubishi. Nel 2017 invitato dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, partecipa alla Rassegna “il respiro degli alberi” e istituenda Pinacoteca per l’ Accademy dell’Olivo nel Salento.

Federica Piccinni, è nata a Tricase-Lecce nel 1989. Ha conseguito la laurea in Fotografia presso L'Istituto Europeo di Design di Milano. Divisa tra la Puglia e la Lombardia, vince diversi contest internazionali. Partecipa con altri 10 candidati al contest “Behind the scenes – Photowalk” al Cern di Ginevra, come anche in “Discover Krakow” International Contest. Viaggiatrice entusiasta, trova continua ispirazione in tutto ciò che la circonda: persone, posti e momenti, trasformandoli in dei veri e propri frames che pongono enfasi anche su quei dettagli che spesso passano inosservati. Profonda estimatrice della bellezza paesaggistica e dei colori del Salento, sceglie proprio Tricase come sede della sua esposizione permanente.
.Nel 2017 invitata dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, partecipa alla Rassegna “il respiro degli alberi” e istituenda Pinacoteca per l’ Accademy dell’Olivo nel Salento.

Eugenia Serafini, docente universitaria, artista e scrittrice/performer, giornalista, si è laureata in Lettere Classiche all’Università La Sapienza di Roma ed è stata allieva del grande Natalino Sapegno.
Figura complessa e interessante, è stata Docente di Storia dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Carrara e dell’Accademia dell’Illustrazione e della Comunicazione Visiva di Roma, e dal 1999 Docente di Disegno dell’Università della Calabria. E’ nata a Tolfa (RM), piccolo e attraente borgo etrusco, nel 1946 e il suo percorso culturale l’ha portata a diventare artista di spicco nell’arte contemporanea internazionale. Poeta performer e installazionista, lavora da anni alla contaminazione intermediale e all’arte totale, utilizzando e fondendo gli apporti di diversi rami creativi: da quello visivo-digitale a quello teatrale, poetico e musicale che utilizza nella creazione delle sue installazioni performative. Direttrice editoriale dell’Artecom-onlus, ne ha ideato e dirige la Collana di Libri d’Artista e la Sezione per l’Ex-libris ed è responsabile delle rubriche di Arte e Letteratura Contemporanea della rivista FOLIVM. Numerose le sue pubblicazioni di saggi e monografie di artisti moderni e contemporanei.Vanta una vasta produzione di scrittura creativa e libri d’artista. La sua ultima pubblicazione è il bellissimo volume di poesia visuale e performativa con CD delle sue Performances, “Canti di cAnta stOrie”, Roma 2008, presentato dall’indimenticabile professor Mario Verdone che le è stato vicino per tanti anni nel suo percorso artistico ed esistenziale. Realizza da anni eventi di Cultura sul Territorio nella città di Roma ed eventi multimediali con partecipazioni internazionali di altissimo livello. E’ stata invitata a Stages, Simposi e Installazioni performative in Italia, U.S.A., Europa Orientale, Egitto, Francia, Romania, Ucraina e ha fondato nel 1998 il Museo di Arte Contemporanea “Micu Klein” di Blaj, in Romania. Sue opere si trovano nei Musei di questi paesi e in Collezioni private. Tra le partecipazioni recenti: 53^ Esposizione Internazionale d’Arte la Biennale di Venezia, 2009; 66^ Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel film “POETI” di Tony D’Angelo; Premio Sulmona 1998, 2006, 2008; 52^ Esposizione Internazionale d’Arte la Biennale di Venezia, 2007; A.R.G.A.M. Primaverile Romana 2005; Premio Michetti 2003; Premio Italia per le Arti Visive 2001. Ha vinto il Premio Leone d’Argento per la Creatività della Biennale di Venezia 2013. Nel giugno 2017 invitato dal Prof. Carlo Franza presidente di giuria, vince il Premium International Florence Seven Stars.

Marisa Settembrini è nata a Gagliano del Capo (Lecce) nel 1955. Dopo aver frequentato l’Accademia di Brera e la Kunst Akademie di Monaco di Baviera, oggi è titolare della cattedra di Discipline Pittoriche al Liceo Artistico di Brera, a Milano, città dove vive e che alterna con i riposi nella cittadina salentina di Alessano. La sua attività parte dal 1976 con l’invito alla mostra “La nuova figurazione italiana” al Palazzo dei Congressi di Roma, per conto della Quadriennale Romana. Numerose le mostre personali e le installazioni in Italia (Roma, Firenze, Alcamo, Lecce, Todi, Milano, Erice, San Vito Lo Capo, Pavia, Brescia, Sondrio, Loreto, Teglio) e all’estero (New York, Monaco di Baviera, Berlino, Dusseldorf), e le partecipazioni a importanti rassegne. Nel 2011 viene invitata da Vittorio Sgarbi a partecipare alla 54ma edizione della Biennale di Venezia. E’ presente in vari Musei stranieri (Berlino, Montreal, New York) e italiani. E ancora nel giugno 2017 invitato dal Prof. Carlo Franza presidente di giuria, vince il Premium International Florence Seven Stars. Ha inoltre elaborato in coedizione con alcuni scrittori varie cartelle di grafica. E’ stata segnalata da Jean Pierre Jouvet nel Catalogo Comanducci n. 14 e da Domenico Montalto nel n. 27. Della sua arte hanno scritto critici e scrittori italiani e stranieri, da Argan a Carluccio, da A. Del Guercio a Fabiani, da Ferguson, a Carlo Franza, da Armando Ginesi a Virgilio Guzzi e a D. Montalto, dalla E. Muritti a N. Ponente, da F. Russoli a R. Sanesi, da Evelina Schatz a Walter Schonenberg, da Fulvio Papi a Marco Valsecchi.

Stefano Sogari è nato a Carpi nel 1975 dove vive e lavora. La sua formazione artistica è da autodidatta. Espone dalla fine degli anni ’90. Ha tenuto mostre personali a Pavullo (Ritrovo degli artisti), Reggio Emilia (Caffè Covour), Modena (Stolker Club, La Tenda), Carpi, Milano (Club Francesco Conti), Firenze (Otel Ristotheatre) e collettive a Carpi (Il volto dell’altro), Modena, Bologna(Sala Silentium), Parigi(Arte & Miss), Bruxelles, Harlem - New York NYC. Ha vinto il Premio delle Arti- Premio della Cultura nel 2007. Sue opere sono state inserite in Pinacoteche nazionali “Omaggio all’Arma dei Carabinieri-Caserma di Alessano-Lecce e San Rocco nell’Arte in Palazzo Ciardo a Gagliano del Capo-Le); Hanno scritto di lui illustri critici fra cui Michele Fuoco e Carlo Franza.

Tony Tedesco è nato a Milano nel 1952, dove vive e lavora. Ha frequentato la Scuola d’Arte del Castello Sforzesco e l’Accademia di Belle Arti di Brera. Dal 1970 al 1982 si è dedicato allo studio di forme composte d’ispirazione surreale che poi abbandona per la ricerca e lo studio dell’essenza ed evoluzione della materia dove arriva a definire l’Adimensionale. Nel 1989 è fondatore del Gruppo M.A.V. Movimento Adimensionale Visivo. Ha tenuto mostre personali e collettive in più città italiane ed estere presentato dall'illustre Storico dell'Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza e sue opere sono in importanti musei italiani ed esteri. Nel 2011 invitato dal Prof. Carlo Franza ha vinto il Premio delle Arti Premio della Cultura (Premio dei Musei) al Circolo della Stampa di Milano con la motivazione : “Artista internazionale di grande creatività che ha campionato il suo lavoro con oggettiva esteticità,ardua progettualità ed espressive tracce del nostro tempo,attraverso un gioco di segni e linguaggi identitari, memoriali e fenomenici”. Del suo lavoro hanno scritto Carlo Franza e Sergio Dangelo.

Sabino Ventura nasce a Trani nel 1935. Inizia l’Arte del vetro a Murano nel 1975 sperimentandone le antiche tecniche e lavorazioni e apportando la sua originale visione creativa. L’arte di Ventura si manifesta con il vetro e la ceramica, le materie delle prime ricerche affiancate successivamente dalla pittura, dalla musica e dalle performance multimediali. Con il vetro è stato artista della Fucina degli Angeli a Venezia, insieme a Picasso, Matta, Ernst, Fontana, Wilson, Dall’Acqua, Tobey, Dauphin, Kokoschka, Arp e i nomi più prestigiosi dell’arte moderna. Ha portato le sue opere in tutto il mondo, è presente in importanti musei, ha esposto in più di 80 mostre in Italia ed all’estero. Tra le principali: Milano, Venezia, Parigi, Amsterdam, Rotterdam, Barcellona, Ginevra, Copenaghen, Monaco, Tokyo, Kobe, Kurashiki, Lugano, Utrecht, De Ruta. Nel 2003 fonda Ars@Pax per promuovere la Pace attraverso l’Arte. Realizza per il santuario Shinto di Tenkawa la “Lampada della Pace”, annoverata tra i tesori del Giappone come simbolo universale di Pace. A Castel del Monte promuove il “Premio Federico II per la Pace” il cui simbolo è la “Coppa dell’Amore”, un’opera d’arte vetraria. Realizza per San Giuliano di Puglia con l’artista giapponese Yumiko Tachimi la “FONTE DEGLI ANGELI”, una grande scultura commemorativa per ricordare le piccole vittime del crollo della scuola. I suoi tre “Angeli della Pace” in vetro e ferro vengono installati sul Monte Carmelo, ad Haifa, come auspicio di Pace. Muore a Vigoleno nel 2013.

Biografia del curatore

Carlo Franza è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1949, è vissuto dal 1959 al 1980 a Roma dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Sociologia e Filosofia); dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università Estere. E' Consulente Tecnico del Tribunale di Milano per l'Arte Moderna e Contemporanea. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci critici d’arte più importanti d’Europa. Giornalista, Critico d’Arte dal 1974 a “Il Giornale”di Indro Montanelli, poi a “Libero” fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. Nel 2012 riprende la collaborazione sul quotidiano “Il Giornale” con la sua rubrica “Scenari dell'arte”. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ fondatore e direttore del Mimac della Fondazione Don Tonino Bello. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 (del quale è oggi Presidente di Giuria) e il Premio Città di Tricase nel 2008.Nel 2013 ha vinto il Premio “Berlino” per il Giornalismo e la Critica d'Arte. Nel 2016 ha vinto a Roma-Sala Vanvitelliana il Premio ARTECOM-onlus per il Giornalismo, la Docenza Universitaria e la Critica d’Arte.



 
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