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arte contemporanea, collettiva MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE ​ Piazza Della Santissima Annunziata 9b Firenze 50121

Firenze - dal 23 settembre al 26 novembre 2017

La fragilità del segno

La fragilità del segno

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MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE
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Piazza Della Santissima Annunziata 9b (50121)
+39 05523575 , +39 055264406 (fax)
museoarcheologico@tabloidcoop.it
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Arte rupestre dell'Africa nell'archivio dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria
orario: da martedì a venerdì (ultimo ingresso 18.15)
da sabato a lunedì (ultimo ingresso 13.15)
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: INGRESSO LIBERO per i possessori del biglietto del museo
vernissage: 23 settembre 2017. h 11
catalogo: in galleria.
genere: documentaria, archeologia

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comunicato stampa
Questa mostra vuole far conoscere alcune delle più antiche e straordinarie manifestazioni
artistiche dell’umanità, situate in luoghi oggi inaccessibili a causa di conflitti interni e
internazionali.
Attraverso le immagini conservate dall'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, i visitatori
verranno accompagnati alla scoperta dell’arte rupestre del Corno d’Africa e della Libia. Qui
ad esempio si trovano, nella regione del Fezzan, "I siti rupestri del Tadrart Acacus", già
dichiarati Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1985 e inseriti nel luglio 2016 nella Lista del
Patrimonio Mondiale in Pericolo. "Heritage in danger", dunque, a causa dei conflitti armati,
ma anche luoghi attraversati dalle rotte migratorie che dall'Africa centro occidentale e
orientale portano all'Europa, ora come nella preistoria.

ISTITUTO ITALIANO DI PREISTORIA E PROTOSTORIA
FIRENZE - TEL 055/2340765 - FAX 055/5354821 - http://www.iipp.it


Sede operativa c/o Museo Archeologico Nazionale - via della Pergola, 65 - 50121 Firenze
Sede legale c/o Studio del dott. Luigi Cobisi - via Scialoia, 27 - 50136 Firenze
iipp@iipp.it biblioteca@iipp.it segreteria@iipp.it certiipp@pec.it

E’ questo appunto il caso della regione sud-occidentale della Libia, dove la presenza
antichissima dell’uomo è testimoniata dai segni lasciati sulle rocce e dove oggi il tragico
fenomeno migratorio torna a interessare gli stessi luoghi, divenuti teatro di drammatici
eventi e ormai inaccessibili alla vigilanza del mondo civile.
Per questi motivi, la prospettiva da cui si è scelto di raccontare questi luoghi e quest’arte è
la fragilità, che accomuna in un unico destino l’uomo e i suoi segni: pitture e incisioni sulla
roccia, spesso veri capolavori artistici, la cui conservazione è da sempre condizionata da
un clima estremo, ma oggi soprattutto minacciata dal quadro geo-politico.
Come è ben noto, quest’area è solo uno degli esempi di antiche e preziose testimonianze
del passato colpite e martoriate da guerre e ideologie distruttive; risvegliare l'attenzione del
pubblico è un modo per preservare la memoria di questo inestimabile ma fragile
Patrimonio dell'Umanità.

Ma anche le immagini d’archivio che di questo patrimonio conservano memoria sono
documenti fragili, da conservare con cura.

L’archivio fotografico che l'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria ha ricevuto in lascito
da Paolo Graziosi (1906-1988), fondatore e primo presidente dell’Istituto, conserva
immagini e filmati da lui realizzati per documentare le sue ricerche archeologiche ed
etnografiche. Ricercatore e docente dai molteplici interessi scientifici, fu specialista di fama
mondiale nel campo degli studi di arte preistorica. Buona parte della sua attività fu
dedicata alle ricerche nel territorio africano dove, tra il 1933 ed il 1972, portò a termine 20
missioni scientifiche, principalmente in Libia, ma anche in Egitto e nel Corno d’Africa.

Il percorso espositivo tutto giocato sulle immagini, secondo il progetto di allestimento di
Vincenzo Capalbo e Marilena Bertozzi, si sviluppa in un contesto immersivo attraverso tre
sezioni: una rapida introduzione sull’attività di Graziosi e sul grande tema dell'"Heritage in
danger”; una sezione dedicata alle testimonianze d’arte preistorica del Corno d’Africa,
documentate dalle ricerche di Graziosi, oggi continuate da Luca Bachechi, archeologo
dell'Università di Firenze. Nella terza sala, animazioni e video installazioni di grande
suggestione fanno “entrare” nell'arte rupestre e nelle ricerche etnografiche in Libia.

ISTITUTO ITALIANO DI PREISTORIA E PROTOSTORIA
FIRENZE - TEL 055/2340765 - FAX 055/5354821 - http://www.iipp.it


Sede operativa c/o Museo Archeologico Nazionale - via della Pergola, 65 - 50121 Firenze
Sede legale c/o Studio del dott. Luigi Cobisi - via Scialoia, 27 - 50136 Firenze
iipp@iipp.it biblioteca@iipp.it segreteria@iipp.it certiipp@pec.it

La mostra, a cura di Anna Revedin, Luca Bachechi, Andrea De Pascale, Silvia Florindi
è realizzata dall’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, in collaborazione con Polo
Museale della Toscana/Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Fondazione Cassa di
Risparmio di Firenze, Virgilio Sieni / Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della
danza, Ufficio UNESCO del Comune di Firenze, Università di Firenze - Funzione per lo
Sviluppo di Prodotti Multimediali, con il contributo MIUR.
La mostra, sotto il patronato dell’UNESCO, ha ottenuto il patrocinio del MIBACT, della
Commissione Nazionale Italiana per UNESCO (CNI), del Comune di Firenze, del
Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze.

Catalogo a cura di A. De Pascale e L. Bachechi. Il volume contiene una ricca selezione di
immagini tratte dall'archivio Graziosi e una serie di brevi saggi di inquadramento, scritti dai
maggiori studiosi del settore, ma con taglio divulgativo, adatti anche ad un pubblico non
specialista.
La mostra fa parte del progetto IIPP “Archeologia nel deserto” in corso di realizzazione con
il contributo del MIUR (L.6/2000) e della Fondazione CRF sull'archivio fotografico di Paolo
Graziosi, di proprietà dell’Istituto.

L’ARCHIVIO FOTOGRAFICO IIPP è stato dichiarato dalla Direzione Regionale per i Beni
Culturali e Paesaggistici della Toscana di interesse storico particolarmente importante ai
sensi del DL 42/2004, con decreto n.608/2012. Proviene dal lascito di Paolo Graziosi:
comprende 10338 immagini digitalizzate (diapositive, negativi e positivi fotografici) e
alcune decine di filmati (16 mm sia in b/n che a colori) riguardanti lo studio della preistoria
e della protostoria, e gli avvenimenti ad esso collegati (ricerche, scavi, convegni) svoltisi
durante il XX secolo; i documenti più antichi risalgono alla fine degli anni venti del secolo
scorso. Si tratta di uno dei fondi di documentazione visiva scientifica più importanti del
settore in Italia e di fondamentale importanza per gli studi sulla Preistoria europea e
africana.

23 settembre / 26 novembre 2017

ISTITUTO ITALIANO DI PREISTORIA E PROTOSTORIA
FIRENZE - TEL 055/2340765 - FAX 055/5354821 - http://www.iipp.it


Sede operativa c/o Museo Archeologico Nazionale - via della Pergola, 65 - 50121 Firenze
Sede legale c/o Studio del dott. Luigi Cobisi - via Scialoia, 27 - 50136 Firenze
iipp@iipp.it biblioteca@iipp.it segreteria@iipp.it certiipp@pec.it

Mostra “La fragilità del segno. Arte rupestre dell'Africa nell'archivio dell'Istituto Italiano di
Preistoria e Protostoria”
Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Piazza Ss. Annunziata, 9b

ORARI
da martedì a venerdì (ultimo ingresso 18.15)
da sabato a lunedì (ultimo ingresso 13.15)
INGRESSO LIBERO per i possessori del biglietto del museo

CONTATTI
Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria
Via della Pergola, 65 c/o Museo Archeologico Nazionale
50121 – Firenze
055 2340765
www.iipp.it
segreteria@iipp.it
 
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