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arte contemporanea, collettiva TOMAV - TORRE DI MORESCO CENTRO ARTI VISIVE ​ Piazza Castello Moresco 63010

Moresco () - dall'undici agosto al 9 settembre 2018

Marco Puca - Io bugiardo quanto una molecola

Marco Puca - Io bugiardo quanto una molecola
M. Puca 2018 "Io bugiardo quanto una molecola" acrilico su tela di lino cm 90x100
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TOMAV - TORRE DI MORESCO CENTRO ARTI VISIVE
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Marco Puca,anconetano classe 1973,pittore, presenta una dozzina di opere pittoriche,pensate site specific,che si concentrano sulla visione scientifica attraverso una delle sue categorie piu' controverse,quella di falsita'.
orario: ven ore 18-20;sab 18-20/21-23;dom 10-12/18-20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 11 agosto 2018. ore 19.30
autori: Marco Puca
patrocini: Comune di Moresco,Pro Loco
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
"L'arte è una scienza esatta che ha avuto la fortuna di non esserlo" (Elio Marchegiani)

Arte e Scienza: un rapporto che ha attraversato il Novecento, il secolo della scienza per eccellenza, pure nelle varie forme oppositive, come in sintesi scrive un Nerval: “L’arbre de science n’est pas l’arbre de vie”.
Con la sua arte a tema scientifico, Puca si lascia ispirare dal vedere scientificamente, solo che v’introduce una nozione eccentrica: l’io bugiardo. Viene così stabilito un nesso fra soggetto (freudiano) e restante mondo delle forme biologiche elementari (eucarioti unicellulari). 

Finita la fede incondizionata nella certezza della scienza, l'arte si ritrova a fare i conti con una visione scientifica tutt'altro che unilaterale e deterministica. Così l'artista anconetano, classe 1973, con i suoi lavori al TOMAV si concentra sulla visione scientifica attraverso una delle sue categorie più controverse, quella di falsità.
Attraverso la pittura acrilica, accesa nel timbro cromatico quanto la materia organica trattata al microscopio, l'artista mette in esame grovigli biomorfici che ricordano glomi, glomeruli o microfilamenti del citoplasma. Il fine è enunciare la relatività del vivente, il suo deviare, il mutamento che scombina i piani dell’osservatore, come dello stesso artista. Ancora una volta, come abbiamo già visto in precedenti eventi espositivi, il punto di partenza dell’artista è la vista e il modo ‘bugiardo’ del vivente: dalle strategie di inganno nel mondo animale (mimetizzazione), dalla percezione ingannata dall’artefatto dell’oggetto biologico nel microscopio, dalla scientificità garantita proprio dalla falsificabilità delle sue teorie, fino alla falsità in arte, con trompe-l'œil, anamorfosi, ottica o catottrica e certo iperrealismo allucinatorio. 

Le opere, pensate site-specific, occupano i diversi piani, come a rimandare ai successivi momenti di una scala evolutiva filogenetica, della torre eptagonale di Moresco, incontaminato Borgo del Fermano, sede del TOMAV diretto da Andrea Giusti. 
 
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