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arte contemporanea, collettiva AVANGUARDIA ANTIQUARIA ​ Via Luigi Canonica 20 Milano 20154

Milano - dal 25 ottobre al 7 dicembre 2018

Carte scoperte - Il racconto della pittura di Francesco Casorati

Carte scoperte - Il racconto della pittura di Francesco Casorati
Francesco Casorati, Il mare appeso, 2007
 [Vedi la foto originale]
AVANGUARDIA ANTIQUARIA
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Via Luigi Canonica 20 (20154)
+39 0289052694
www.avanguardiantiquaria.com
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Le opere pittoriche di Francesco Casorati tornano a Milano dopo molti anni. Si tratta di oltre trenta lavori di cui una parte inedita, che saranno esposti alla Galleria Avanguardia Antiquaria, luogo espositivo di antiquariato e design del XX secolo che ospita inoltre mostre di autori contemporanei.
orario: da martedì a venerdì 10-19
sabato 10-13 e 16-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 25 ottobre 2018. h 18 su invito
catalogo: a cura di Stefano Vitali e Pupilla Grafik
curatori: Stefano Vitali
autori: Francesco Casorati
note: testo critico a cura di Andrea Balzola
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Dal 26 ottobre al 7 dicembre 2018 la Galleria Avanguardia Antiquaria di Milano presenta una ricca retrospettiva pittorica di Francesco Casorati (Torino, 1934-2013) - figlio di Felice Casorati e Daphne Maugham, anch’essa pittrice, dal titolo “Carte Scoperte”, la prima mostra che Milano dedica all’artista dal lontano 2001. Sono esposte oltre 30 opere, di cui una parte inedita, che risalgono in massima parte agli anni Novanta e Duemila, realizzate con tecniche miste: olio su tela, tempera, acquerello, matita e inchiostro su carta.

Come evoca il titolo stesso della mostra, le carte erano molto importanti per Francesco Casorati: le carte per di-segnare, le carte nautiche per navigare a vela e le carte da gioco. Lo scopone scientifico con gli amici pittori era un appuntamento rituale settimanale per la famiglia Casorati, inaugurato dal padre Felice e sempre mantenuto da Francesco, abile giocatore.
La barca a vela costituiva una passione condivisa con gli amici, soprattutto sulle coste liguri.
Francesco lavorava sempre molto nel suo studio, con orari fissi e regolari che prima della pensione doveva divi-dere con quelli dell'insegnamento in Accademia. E lo studio era la sua camera dei sogni, il luogo dove il quoti-diano e la memoria si trasfiguravano in visione, spesso notturna, una notte illuminata da falci di luna.

Come scrive Andrea Balzola, autore del testo critico che accompagna la mostra e il suo catalogo: “potrebbe sembrare che la pittura di Francesco Casorati sia una partita a carte scoperte, non una pittura "facile" ma un'arte limpida, sia nella tecnica, sia nella figurazione. Ma solo all'apparenza, anzi, la sua pittura mette in scena il gioco dell'apparenza, il mistero stesso della rappresentazione: gli attori sono figure riconoscibili e ricorrenti come l'uccello, il cavallo, il pesce, la farfalla, lo scarabeo, l'albero, il sole, la luna, l'aereo o la barchetta di carta, il mar-chingegno, mai riprodotti naturalisticamente, ma trasformati in icone emblematiche”.

Ogni opera è perciò un racconto muto, quasi un rebus, un enigma da decifrare: la composizione pittorica, sa-pientemente interiorizzata in casa Casorati, è destabilizzata da ordini e ritmi spezzati, simulati, sdoppiati e molti-plicati come in un gioco di specchi.

E il racconto muto assume una struttura e un andamento musicali, diventa partitura ritmica di una musica visiva. Non a caso Francesco aveva collaborato a lungo con il compositore Sergio Liberovici, illustrando oppure crean-do delle scenografie per il Teatro Libero di Milano.

Se negli anni Novanta prevaleva il suo interesse per l'intreccio tra scrittura e segno grafico che dialogavano con l'elemento pittorico, soprattutto alberi e navi, negli anni Duemila le atmosfere delle sue opere si erano fatte via via più rarefatte e insieme più liriche, con spazi aperti e cromatismi vibranti, contorni più morbidi dei suoi "atto-ri: "piccole città" sospese nel vuoto (2001) o circondate dalle trame della scrittura (2006) e tutta la sua pittura sembrava trovare il suo simbolo finale in navi dirette verso porti (Porto di carta sul mare appeso, 2006), navi che trasportano la pittura stessa in un viaggio senza meta (Quadri in barca, 2008).

E, come diceva Jung: "com'è complicato essere semplici!". Questa - come conclude Andrea Balzola - era la capacità di Francesco Casorati: vincere il complicato gioco della pittura scoprendone ogni volta le carte.

Avanguardia Antiquaria è uno spazio multifunzionale in cui al laboratorio di conservazione e restauro di mobili antichi, dipinti, ceramiche e doratura si affianca la Galleria in cui sono esposte opere d'arte, di antiquariato, mo-dernariato e design del XX secolo.
“La mia idea – così afferma Stefano Vitali, anima e motore dello spazio - è di fare coabitare, nello stesso ambien-te, oggetti nati in luoghi e tempi diversi: dalle consolles settecentesche alle lampade anni Trenta fino a quadri del XIX e XX secolo; è infatti questo un luogo dove ospito periodicamente mostre, personali e collettive, di artisti contemporanei. Il dialogo tra narrazione del passato e ricerca artistica attuale è il file rouge che ha dato vita all'ossimoro Avanguardia Antiquaria.”
 
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