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arte contemporanea, collettiva STUDIO LA CITTA' ​ Lungadige Galtarossa 21 Verona 37133

Verona - dall'undici ottobre al 17 novembre 2018

Vincenzo Castella - Trame senza fissa dimora

Vincenzo Castella - Trame senza fissa dimora
Vincenzo Castella, #01 Zurigo, 2018 - Type C-print, 180 x 225 cm.
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STUDIO LA CITTA'
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Lungadige Galtarossa 21 (37133)
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Studio la Città inaugura giovedì 11 ottobre, alla vigilia della 14° edizione di ArtVerona, la mostra di Vincenzo Castella dal titolo: Trame senza fissa dimora. Al centro di questa serie c'è la Natura, con color print di grandi dimensioni, contatti e 3 video, creati a due canali da negativo originale
orario: da martedì a sabato, ore 9-13 e 15-19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 11 ottobre 2018. ore 18.00
catalogo: in galleria. a cura di Studio la Città
autori: Vincenzo Castella
genere: fotografia, personale

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comunicato stampa
Studio la Città inaugura giovedì 11 ottobre, alla vigilia della 14° edizione di ArtVerona, la mostra di Vincenzo Castella dal titolo: Trame senza fissa dimora, ispirata dal pensiero del formalista russo Viktor Sklovskij.

Chi conosce l’artista per i suoi noti lavori sui paesaggi urbani, rimarrà sorpreso da quest’ ultima serie di opere in cui non è la Città al centro dell’attenzione, bensì la Na- tura, che Castella propone con color print di grandi dimensioni, contatti e 3 video: Studio Eine Phantastik, Zurigo N° 1 e N°2 oltre ad un video sul paesaggio in Finlandia, tutti creati a due canali da negativo originale. Così l’artista descrive in poche righe l’idea che sta alla base di questa mostra:

"lo spirito del lavoro è quello di guardare, riflettere su alcuni momenti di rappresentazione del mondo vegetale e delle presenze botaniche nella storia dell’Arte, e osservare i vari momenti in cui l’immagine si forma non concentrando l’attenzione esclusivamente sulla forma finale del lavoro. Il pensiero del mondo della “Natura” come attenzione collettiva e culturale e non come operazione di compensazione individuale, salvifica e privilegiata, delle carenze ideologiche e politiche.

La sua visione è molto diversa rispetto a quella dei fotografi documentaristi che utilizzano la fotografia come forma di descrizione della Natura. Per Castella il fulcro sta nel restituire una vera e propria “visione” laterale di ciò che ci circonda, perché lo sguardo di per sé non vede, anzi, per dirla con l’artista, la visione è ben altra cosa rispetto al guardare.
Nel lavoro di Vincenzo Castella molte sono le relazioni con la letteratura, il cinema, la Storia dell’Arte, la musica: tutto è utile alla costruzione dell’opera e indica una direzione all’osservatore, spesso ribaltando l’iconografia, i preconcetti e i pregiudizi sul paesaggio e sulla visione, secondo Castella un contributo politico importante.
 
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