Sotto il cielo d'Egitto. Un capolavoro ritrovato di Francesco Hayez 3084 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
17/11/2018
Seduti su un girasole. Un nuovo spazio di design per Napoli
16/11/2018
Jeeg Robot torna a Roma. A Tor Bella Monaca completato l'ultimo lavoro dello street artist Solo
16/11/2018
Ritrovate in Francia pitture risalenti a 12mila anni fa. Erano sotto gli occhi di tutti
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO ​ Via Bernardo Clesio 5 Trento 38100

Trento - dal 9 novembre 2018 al 24 febbraio 2019

Sotto il cielo d'Egitto. Un capolavoro ritrovato di Francesco Hayez

Sotto il cielo d'Egitto. Un capolavoro ritrovato di Francesco Hayez

 [Vedi la foto originale]
CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Bernardo Clesio 5 (38100)
+39 0461492803 , +39 0461239497 (fax), +39 0461492846
info@buonconsiglio.it
www.buonconsiglio.it
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

La mostra, curata da Emanuela Rollandini, è dedicata allo straordinario Riposo durante la fuga in Egitto realizzato nel 1831 da Francesco Hayez, il più grande interprete della pittura romantica in Italia. Recentemente rintracciato in collezione privata, è un dipinto rimasto celato agli sguardi del pubblico da quel lontano anno, quando lo si poté vedere a Milano, esposto alla frequentatissima rassegna dell’Accademia di Brera
orario: Apertura tutti i giorni, tranne i lunedì non festivi e il 25 dicembre dalle ore 9.30 alle 17.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: 10 euro, ridotto 8 euro
vernissage: 9 novembre 2018. h 17 su invito
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Emanuela Rollandini
autori: Francesco Hayez
genere: arte moderna

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

 
comunicato stampa
La mostra, curata da Emanuela Rollandini, è dedicata allo straordinario Riposo durante la fuga in Egitto realizzato nel 1831 da Francesco Hayez, il più grande interprete della pittura romantica in Italia. Recentemente rintracciato in collezione privata, è un dipinto rimasto celato agli sguardi del pubblico da quel lontano anno, quando lo si poté vedere a Milano, esposto alla frequentatissima rassegna dell’Accademia di Brera. Fu commissionato dal trentino Simone Consolati, mecenate e amatore delle belle arti, collezionista di opere contemporanee e di capolavori antichi. In particolare di quelli provenienti dal castello del Buonconsiglio, salvati dalla dispersione e riconsegnati dai suoi eredi, che legarono così il loro nome alla storia del museo. La pala di Hayez si pone al centro di una trama di rimandi, capaci di restituire la vivacità del contesto culturale trentino che, in età romantica, mantiene un costante legame con Milano, riconosciuta come la “novella Atene delle Arti”. Nel percorso espositivo sarà affiancata da una quindicina di opere. In particolare la Vergine Addolorata proveniente dal MAG di Riva del Garda e la Madonna con Bambino e devota della Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia permettono di contestualizzare il dipinto entro una omogenea serie tematica, evidenziando la genialità e l’indiscussa modernità di Hayez anche nel genere sacro. Ma sono soprattutto gli inediti disegni preparatori di questi dipinti, individuati presso le collezioni dell’Accademia di Belle Arti d Brera, a farci entrare nello studio dell’artista, per seguire da vicino il momento segreto dell’elaborazione creativa.

Il tema del Riposo durante la fuga in Egitto richiama la seduzione di un mondo esotico e lontano, evocato in mostra dalla splendida maschera egizia di collezione Tonelli, da piccole sculture di idoli e volumi illustrati. Hayez lo descrive in un paesaggio ricco di dettagli: la palma da dattero ombreggia il colosso di Ramsés II che affonda nella sabbia e nasconde in parte San Giuseppe che abbevera l’asino nelle acque del Nilo. Lontano, sullo sfondo, si intravedono le piramidi di Giza, un viale di arieti, templi e una coppia di obelischi che richiamano il complesso di Karnak. Al centro, gli assoluti protagonisti della scena: la Madre e il Bambino. Lui porge dei datteri in un gesto affettuoso, ma allo stesso tempo portatore di un significato simbolico: le foglie sono acuminate come spine e lasciano presagire il destino futuro. Una splendida pagina del cosiddetto ‘taccuino giallo’ di Hayez, presente in mostra, è dedicata agli studi per questo nudo di bimbo, colto di spalle e di fronte, variamente atteggiato, in una sequenza progressiva che giunge, nella combinazione di distinti schizzi, in prossimità della postura definitiva. Ma quel tenerissimo nudo non incontrò la piena approvazione del committente e Hayez ci regala, nella bella pagina di una lettera, una riflessione che spiega il suo legame il suo legame con la grande tradizione della pittura italiana: “d’altronde nelle chiese di Roma, di Venezia e di tutta Italia ne ho veduti parecchi di così nudi ed ho azzardato di farlo anch’io”. Nell’Anno Europeo del Patrimonio culturale, la mostra è l’occasione per raccontare la relazione virtuosa fra il Museo, la Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento e i lungimiranti collezionisti, nonché gli enti prestatori, che operando in sinergia hanno dato forma a un condiviso progetto di tutela, ricerca e valorizzazione.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram