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arte contemporanea, collettiva MUSEO CIVICO P.A. GARDA ​ Piazza Ottinetti Ivrea 10015

Ivrea (TO) - dal 24 novembre 2018 al 16 febbraio 2019

I maestri italiani della Collezione Malerba

I maestri italiani della Collezione Malerba
Gianni Berengo Gardin, Francia, 1974
 [Vedi la foto originale]
MUSEO CIVICO P.A. GARDA
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Piazza Ottinetti (10015)
+39 0125 410512
musei@comune.ivrea.to.it
www.museogardaivrea.it
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Il Museo civico P.A. Garda di Ivrea propone le opere dei grandi autori della fotografia italiana, provenienti dagli archivi della Collezione gestita dal Fondo Malerba per la Fotografia. Il Fondo è nato per la promozione della fotografia d'autore in Italia e all'estero.
orario: da lunedì a venerdì 9 - 13
giovedì 14.30 - 18.30
sabato dalle 15 alle 19
1° domenica del mese 15 -19
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero: 5 €; ridotto: 4 €
Il Museo fa parte del circuito Abbonamento Musei del Piemonte
vernissage: 24 novembre 2018. h 17.00
curatori: Mino Di Vita
autori: Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Vincenzo Castella, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Francesco Radino, Ivo Saglietti
patrocini: Comune di Ivrea, Fondo Malerba per la fotografia, Fondazione Guelpa
genere: fotografia, collettiva

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comunicato stampa
La mostra propone un omaggio ai fotografi: Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Luigi Ghirri, Guido Guidi, Francesco Radino, Mimmo Jodice e Ivo Saglietti.
Le ventiesei opere esposte sono declinate in un percorso tra immagini che diventano veri e propri documenti di un periodo storico e di uno stile di interpretare, vivere e raccontare il paesaggio naturale e urbano.
Le immagini di Gabriele Basilico testimoniano il suo lavoro di documentazione della città e del paesaggio urbano. I celebri scatti di Berengo Gardin raccontano l'evoluzione del paesaggio e della società italiana dal dopoguerra ad oggi.
Vincenzo Castella realizza ipotesi di narrazione visiva sulla complessità del tessuto e dell’intreccio delle città. Luigi Ghirri contribuisce con le sue sperimentazioni al rinnovamento del linguaggio fotografico, reinterpretando l’architettura e il paesaggio italiano. Guido Guidi, tra i primi in Italia a fotografare il paesaggio marginale e antispettacolare della provincia, si concentra su luoghi liminari, familiari al fotografo e che condividono un carattere aperto e interrogativo.
A Mimmo Jodice invece il merito di aver segnato una svolta nel linguaggio fotografico, contribuendo a fornire una nuova visione del paesaggio urbano e dell’architettura. Ricordiamo che nel 2003, l’Accademia dei Lincei gli ha conferito il prestigioso premio Antonio Feltrinelli per la prima volta assegnato alla fotografia.
Francesco Radino, attivo fin dagli anni Settanta, nel corso del tempo ha elaborato una propria poetica, ricca di suggestioni immaginifiche ed emozionali. I suoi lavori appaiono come un fluire di molteplici narrazioni in cui sono coinvolte figure umane, elementi naturali, territori urbanizzati, animali e oggetti, che perdono l’originaria consistenza fisica per assumere la dimensione atemporale della memoria.
Ivo Saglietti, meno condizionato dalle esigenze dei settimanali, come reporter per agenzie francesi, americane e testate giornalistiche internazionali ha tratteggiato storie articolate e a carattere documentario.
La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Fondo Malerba per la Fotografia
 
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