Renzo Ferrari - Rabisch 3058 utenti online in questo momento
exibart.com
 
community
Express
18/06/2019
In Germania, presso la Stadtgalerie Kiel, inaugurata la seconda tappa della mostra del Premio Fondazione Vaf
18/06/2019
Archy Art è il nuovo software per gestire gli archivi d’artista
18/06/2019
VALIE EXPORT vince il Roswitha Haftmann Prize 2019. Il premio alla sua ricerca coraggiosa
+ archivio express
Exibart.segnala
Blog
recensioni
rubriche

arte contemporanea, collettiva GALLERIA LA COLOMBA ​ Via Al Lido 9 Lugano 6962

Lugano - dal 16 marzo al 13 aprile 2019

Renzo Ferrari - Rabisch

Renzo Ferrari - Rabisch

 [Vedi la foto originale]
GALLERIA LA COLOMBA
vai alla scheda di questa sede
Exibart.alert - tieni d'occhio questa sede
Via Al Lido 9 (6962)
+41 0919722181
info@lacolomba.ch
www.lacolomba.ch
individua sulla mappa Exisat
individua sullo stradario MapQuest
Stampa questa scheda
Eventi in corso nei dintorni

La mostra raccoglie un nucleo di 50 opere – oli,
acrilici, acquerelli e teatrini polimaterici – realizzate dal 2003 ad oggi, con una prevalenza di lavori del biennio 2018-2019 e con temi e moventi ispirati alla raccolta in versi composta dal pittore lombardo Giovan Paolo Lomazzo e dall’Accademia dei Facchini della Val di Blenio nel 1589, con l’intento di opporsi ad un’arte aulica allora dominante
orario: martedì-sabato 14.00-18.30 domenica e festivi 14.30-17.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 16 marzo 2019. h 17
catalogo: in galleria. con testi di Luca Pietro Nicoletti, Flaminio Gualdoni e Sergio Roic
ufficio stampa: anteapress@gmail.com
autori: Renzo Ferrari
genere: arte contemporanea, personale

segnala l'evento ad un amico

mittente:
e-mail mittente:
e-mail destinatario:
messaggio:

individua sulla mappa

comunicato stampa
Dal 16 marzo al 13 aprile 2019, la Galleria d’Arte La Colomba di Lugano ospita un’importante personale del pittore ticinese Renzo Ferrari (Cadro, 1939).



"Rabisch", il titolo della mostra, raccoglie un nucleo di 50 opere – oli, acrilici, acquerelli e teatrini polimaterici – realizzate dal 2003 ad oggi, con una prevalenza di lavori del biennio 2018-2019 e con temi e moventi ispirati alla raccolta in versi composta dal pittore lombardo Giovan Paolo Lomazzo e dall’Accademia dei Facchini della Val di Blenio nel 1589, con l’intento di opporsi ad un’arte aulica allora dominante. Come quegli “arabeschi” pittorici, ornamenti intricati ed eccentrici che trovarono nel bizzarro una via di espressione autonoma, i “rabisch” di Ferrari confermano una sua vocazione al grottesco, da intendersi in un’accezione nordica del termine, come strumento ironico che vuole alleggerire la pressione del tempo presente.



Osservando questo ciclo di opere, scelte per confronti diacronici, sembra di visitare il suo atelier Barakon a Cadro, in mezzo a cumuli di oggetti, pupazzi, cartoons, teschi e schizzi di colore che ricordano da vicino quel senso di caos metaforico presente nei suoi lavori. Un caos che si riflette, anche con contaminazioni verbali, nei dipinti: italiano, inglese, tedesco, francese e dialetto, dosati, di volta in volta, secondo la sfumatura più o meno intensa da dare a iscrizioni e titoli di quel suo “diario del mondo” (World Diary).



Rabisch lo spinge a rivisitare il passato, a metterlo a confronto con il groviglio del vissuto quotidiano attraverso un linguaggio che, come sottolinea l’artista, si muove “tra un tempo lento e un tempo veloce”.
 
Il navigatore dell'arte
trovamostre
@exibart on instagram