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arte contemporanea, collettiva SHARKY ART GALLERY ​ Corso Vittorio Emanuele II 188 L'aquila 67100

L'Aquila - dal 24 maggio al 2 giugno 2019

Giordano Cianfaglione - Montagne da camera - ARIA

Giordano Cianfaglione - Montagne da camera - ARIA

 [Vedi la foto originale]
SHARKY ART GALLERY
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Corso Vittorio Emanuele II 188 (67100)
L'Aquila
+39 3471821250
sharkyartgallery@gmail.com
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"Montagne da camera" da un lato perché le immagini sono state realizzate giocando fotograficamente con delle coperte, dall'altro perché si vuole rimandare ad un'atmosfera particolare, quella intima della musica da camera.
orario: ore 11-13 e 16-20
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 24 maggio 2019. ore 18:30
curatori: Sara Cavallo
autori: Giordano Cianfaglione
genere: fotografia, arte contemporanea, performance - happening, personale

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comunicato stampa
Sharky Art Gallery è lieta di presentare la mostra
“Montagne da camera” di Giordano Cianfaglione, a cura di Sara Cavallo.
“Montagne da camera-aria”, titolo evocativo: le opere, realizzate in una camera anonima, giocando fotograficamente con una coperta, si riferiscono anche alla
musica, in particolare quella da camera, che con le sue note intime è capace di far immaginare mondi diversi e sconosciuti così come le coperte evocano profili di
montagne e sentieri inesplorati.
Spazi bianchi intervallano le immagini; spazi bianchi che diventano aria e respiro come la pausa musicale che si contrappone al recitativo: una misura determinata al
cui interno può accadere di tutto; in cui il tempo rimane sospeso e lo spettatore si prepara ad accedere nei mondi nascosti celati dalle montagne fittizie.
Un tempo di costruzione dell’immagine tra momenti diversi del paesaggio, in cui questa interruzione bianca, apre lo sguardo di chi osserva al ricordo e alla memoria;
tale spazio bianco si fa al contempo determinato e indeterminato: determinato in quanto pausa fissata tra due immagini ben definite, indeterminato per la sua assenza
di colore e spazio, indeterminato come un universo parallelo ancora da esplorare in cui lo spettatore si libera delle costrizioni.
Come lo spazio bianco è un taglio nell’intera oper-azione, allo stesso modo l’inquadratura della singola foto è un taglio del continuum del reale: ciò che viene incluso in quella peculiare inquadratura è solo una tra le infinite possibilità che vengono necessariamente escluse dall’artista.
In quest’ottica le fotografie non sono più le opere principali della mostra, e concorrono insieme agli spazi bianchi a creare un momento di “ascolto”: è “l’ascolto” il vero protagonista della mostra, il mettersi in ascolto come disposizione d’animo.
Un’opera che è aperta a infinite possibilità, creata dallo spettatore che fa esperienza di questi luoghi; che sente l’infinito di cui parla Giordano o altro.
 
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