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arte contemporanea, collettiva PALAZZO DUCALE ​ Piazza Giacomo Matteotti 9 Genova 16123

Genova - dal 6 maggio al 26 giugno 2005

Raimondo Sirotti - 50 anni di pittura 1955-2005
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PALAZZO DUCALE
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Piazza Giacomo Matteotti 9 (16123)
+39 0105574000 , +39 0105574001
palazzoducale@palazzoducale.genova.it
www.palazzoducale.genova.it
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La mostra, allestita nella Loggia degli Abati di Palazzo Ducale, presenta oltre ottanta opere che documentano l’attività, esemplare per coerenza poetica e stilistica, di Raimondo Sirotti, da cinquant’anni protagonista nel panorama della pittura italiana contemporanea
orario: 10-13 e 16-19, chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 6 maggio 2005. ore 18,30
catalogo: Linea d’ombra Libri
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
autori: Raimondo Sirotti
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
La mostra, allestita nella Loggia degli Abati di Palazzo Ducale, presenta oltre ottanta opere che documentano l’attività, esemplare per coerenza poetica e stilistica, di Raimondo Sirotti, da cinquant’anni protagonista nel panorama della pittura italiana contemporanea.

L’intero suo itinerario intellettuale ed espressivo è qui cronologicamente ripercorso: l’iniziale richiamo alle architetture storiche di Sironi, l’avvio di una propria ricerca orientata alla decifrazione del rapporto paesaggio-luce, la condivisione del momento più intenso della stagione informale sul finire degli anni Cinquanta in Milano, la meditazione sulla funzione della luce nella paesaggistica inglese (Gainsborough, Constable e, per affinità elettiva, Turner) nel soggiorno in Inghilterra del 1968, l’esaltante approdo a una sempre più singolare cifra pittorica.

Romanticamente innamorato dello spettacolo della Natura, ha ricondotto l’esperienza informale alle tradizioni e ai valori ligustici di tono e di luce, trasferendo sulla tela, attraverso successivi motivi ispiratori, trascoloranti visioni naturalistiche, ora solenni e grandiose, ora discrete e intimiste: a metà degli anni Settanta, dopo una serie di citazioni testuali delle forme di Sutherland, anch’esse viste durante il soggiorno inglese, si è orientato, nell’alveo di un impressionismo astratto, verso una Natura intesa come fatto misterioso, metaforico (le tane); con gli anni Ottanta, nella volontà di superare il “pericolo” della visione impressionistica, ha ridato architettura alla composizione mediante linee che ne costituissero struttura portante, travature, infissi (le finestre); successivamente, e già con la fine degli anni Ottanta, pur entro l’ispirazione naturalistica, ha liberato l’immagine da ogni riferimento oggettuale, stemperandola in una coinvolgente e suggestivamente evocativa esplosione di luce e di colore (gli eventi naturali).

Negli anni più recenti la sua pittura, costantemente sorretta da una lirica ispirazione, si è arricchita di nuovi ricorrenti temi, sovente affrontati, con incisiva gestualità, in opere di grande dimensione: i paesaggi interiori, le cave.

Dei suoi preziosi interventi sul patrimonio artistico genovese (tra cui la copia del dipinto su ardesia Madonna col bambino e Sant’Eligio di Pellegro Piola nel 1986 per il prospetto di un palazzo di via degli Orefici, sostitutiva dell’originale per ragioni conservative, e il restauro del riquadro del San Giorgio e il Drago sul portale d’ingresso di Palazzo San Giorgio nel 1990) è qui esposta una gigantografia della reinterpretazione (1995) del dipinto absidale di Giulio Benso L’incontro dei Santi Gioacchino e Anna nel Presbiterio della Basilica della SS Annunziata del Vastato, unitamente al bozzetto preparatorio.

La mostra è corredata da un catalogo Linea d’ombra Libri con testi critici di Emilia Marasco e Marco Goldin, una poesia di Edoardo Sanguineti dedicata all’artista, un profilo biografico di Antonio Todde e un’ampia antologia critica.
 
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