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arte contemporanea, collettiva PALAZZO M ​ Corso Della Repubblica Latina 04100

Latina - dal 7 al 23 maggio 2005

I Mestieri di Érgon
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PALAZZO M
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I Mestieri di Érgon è una mostra che raccoglie diciotto esperienze artistiche internazionali, riunite in un’unica istallazione
orario: tutti i giorni dalle ore 16,30 alle 20,00; sabato e domenica 10,00/13,00-16,30/20,00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
vernissage: 7 maggio 2005. ore 18
catalogo: Mimesis, Milano
curatori: Gabriele Perretta
autori: Tullio Brunone, Carlo Caloro, Cast, Ezio Cuoghi, Santolo De Luca, Dormice®, Fatj Hassan, Enzo Lisi, Antonello Matarazzo, Luca Matti, Antonella Mazzoni, Renato Meneghetti, G.P. Muoid, Adriano Nardi, Andrea Neri, Rossella Petronelli, Silvano Tessarollo, Francesco Totaro
genere: arte contemporanea, collettiva

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comunicato stampa
I Mestieri di Érgon è una mostra che raccoglie diciotto esperienze artistiche internazionali, riunite in un’unica istallazione. Gli artisti presenti sono: Tullio Brunone, Carlo Caloro, Cast/G.P.Muoid, Ezio Cuoghi, Santolo De Luca, Dormice, Fathi Hassan, Enzo Lisi, Antonello Matarazzo, Luca Matti, Antonella Mazzoni, Renato Meneghetti, Adriano Nardi, Andrea Neri, Rossella Petronelli, Silvano Tessarollo e Francesco Totaro. Nel Palazzo M di Latina, tutta la mostra, seguendo una particolare istallazione, appare come un’unica grande rappresentazione in cui convivono due anime: una propriamente multimediale, direttamente collegata con l’ambiente razionalista della struttura architettonica, e l’altra ipermediale, legata ad immagini che come fondali da palcoscenico inondano lo spazio in maniera dirompente, sfruttando le grandi misure e le iconografie più aggressive.
Questo lavoro, che Fabric’art di Latina ha voluto inserire nella programmazione curata per il sessantesimo anniversario dell’Associazione degli Industriali di Latina, tenta di snodare una piccola frazione, un frammento dell’etimologia delle parole d’uso critico che hanno costellato, da quindici anni a questa parte, l’area più ampia del Medialismo. La formulazione del percorso della mostra è segnata sin dal titolo, esplicitamente mutuato da un celebre passo di Aristotele; la messa in opera è ciò che scavalca il concetto stesso del lavoro artistico specialistico, riportandolo all’atto della necessità umana più in generale. Nell’opera multimediale totale non è l’artista ad essere in azione, ma è l’uomo come essere sociale a costituirsi “all’opera”: con l’esasperazione ipermediale, l’uomo perde la specificità artistica e il fare creativo dilaga. Paradossalmente l’allestimento della mostra diviene un medium ad uso collettivo, che si fa avanti come la spiegazione dell’ampio concetto di Érgon, perché in sé ricongiunge le tecniche più sofisticate di multimedialità e la spinta più dettagliata della cura e dell’attenzione artigianale alla produzione degli arte-factum.
In corrispondenza a questo spirito collettivo dell’esposizione, questa edizione di Fabric’art offre un volume di Gabriele Perretta, edito da Mimesis di Milano: I Mestieri di Érgon: visioni, oggetti, storie della medialità. Esso raccoglie diciotto testi monografici sugli artisti e le opere in mostra e due saggi introduttivi a carattere generale, legati alla metamorfosi dei mestieri nell’arte e nella società contemporanea.
 
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