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arte contemporanea, collettiva MACRO - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA ​ Via Nizza 138 Roma 00198

Roma - dal 7 giugno al 18 settembre 2005

Alfredo Jaar - Che cento fiori sboccino

Alfredo Jaar - Che cento fiori sboccino
MACRO - MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA DI ROMA
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Via Nizza 138 (00198)
+39 060608
macro@comune.roma.it
www.museomacro.org
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Alfredo Jaar presenta l’istallazione “Che cento fiori sboccino” appositamente concepita per il MACRO, che prende spunto dal Movimento dei Cento Fiori promosso da Mao Tse-Tung negli anni ’50 in Cina
orario: da martedì a domenica 9–19. Festività 9-14. Lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: € 1. Gratuito fino ai 18 anni e oltre i 65
vernissage: 7 giugno 2005. ore 18,30
editore: ELECTA
curatori: Dobrila Denegri
autori: Alfredo Jaar
genere: arte contemporanea, personale

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comunicato stampa
Cileno, residente a New York, Alfredo Jaar è artista, architetto e film-maker, attivo e riconosciuto sulla scena internazionale fin dalla metà degli anni ’80. Ha realizzato opere con un forte senso di coerenza e responsabilità sociale, affrontando temi di grande urgenza e rilevanza che l’informazione pubblica spesso tende ad omettere.
Alfredo Jaar presenta l’istallazione “Che cento fiori sboccino” appositamente concepita per il MACRO, che prende spunto dal Movimento dei Cento Fiori promosso da Mao Tse-Tung negli anni ’50 in Cina. Mao si rivolse agli intellettuali con i versi di una antica poesia cinese “Che cento fiori sboccino, che cento scuole di pensiero si contendano” tentando di avviare un movimento di apertura e confronto che ebbe come esito una feroce critica rivolta alla dittatura. Questo fu la causa di una efferata campagna di repressione di qualunque forma di pensiero libero e di creatività.
Questo episodio storico diventa metafora e spunto per riflettere sull’attuale rapporto tra il mondo della cultura, quale luogo di complessità e coesistenza di diversità, e tutte quelle forze che tendono al controllo, alla repressione e all’omologazione.
Facendo riferimento al Movimento dei Cento Fiori, Jaar crea un’installazione concepita come un “giardino ideale” con cento fiori diversi, la cui crescita è condizionata da forze contrastanti: quelle che preservano la vita (acqua e luce) e quelle che la minacciano (il gelo e il forte vento), evidenziando la fragilità e la vulnerabilità di tutto ciò che i fiori simbolicamente rappresentano.
Questa drammatica scena è accompagnata da un video che riprende, in un’immagine quasi fissa, la tomba di Antonio Gramsci situata nel Cimitero Acattolico di Roma, perché proprio allo straordinario filosofo politico italiano è dedicata l’opera. L’intervento di Alfredo Jaar a Roma vanta anche un doppio evento letterario. Da un incontro diretto e un dialogo serrato con l’artista cileno, Gianni Vattimo ha realizzato un testo inedito per il catalogo della mostra, insieme alla nuova pubblicazione del poema di Pier Paolo Pasolini “Le ceneri di Gramsci” .

Per l’occasione sarà pubblicato un catalogo bilingue edito da Electa, con testi critici di Gianni Vattimo, Jeff Derksen e Neil Smith, Dobrila Denegri. “Le ceneri di Gramsci” Pier Paolo Paosolini.
 
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