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arte contemporanea, collettiva CASTELLO PASQUINI ​ Piazza Vittoria 1 Castiglioncello 57012

Castiglioncello (LI) - dal 16 luglio al primo novembre 2005

Da Courbet a Fattori. I princìpi del vero

Da Courbet a Fattori. I princìpi del vero

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CASTELLO PASQUINI
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Piazza Vittoria 1 (57012)
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Un inedito itinerario all’interno della pittura della “macchia”, volto a studiare con rinnovata attenzione il suo sfaccettato, ma sempre originale e rigoroso rapporto con “i principi del vero” e il suo attento rapportarsi alle contemporanee ricerche europee
orario: Dal 17 luglio al 4 settembre Tutti i giorni: 16.00 – 24.00 Chiuso il Lunedì; Dal 6 settembre al 1 novembre Tutti i giorni: 9.00 – 19.00 Chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: intero € 6,00; ridotto € 4,00
vernissage: 16 luglio 2005. ore 17.30
catalogo: a cura di Francesca Dini
editore: SKIRA
ufficio stampa: CRISTINA PARISET
curatori: Francesca Dini
patrocini: sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi; con il Patrocinio della Giunta Regionale Toscana
genere: collettiva, arte moderna
web: www.dacourbetafattori

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comunicato stampa
Un inedito itinerario all’interno della pittura della “macchia”, volto a studiare con rinnovata attenzione il suo sfaccettato, ma sempre originale e rigoroso rapporto con “i principi del vero” e il suo attento rapportarsi alle contemporanee ricerche europee.
Curato da Francesca Dini, il volume – che accompagna l’esposizione a Castiglioncello – prende avvio dagli spunti che i Macchiaioli ricevettero dagli splendidi dipinti di paesaggio conservati nella collezione Demidoff, meta di regolari visite nella omonima villa di Firenze, per documentare le prime curiosità parigine nei confronti della pittura di Barbizon, ma anche, e soprattutto, l’adesione estetica, oltre che sociale, morale e politica ai principi del Realismo, conosciuti e studiati attraverso gli scritti di Proudhon.
Da Courbet a Fattori presenta un nucleo ragguardevole di opere di Courbet, considerandole, proprio per il tramite degli scritti di Proudhon, che ne fu attento e originale esegeta, quali interlocutrici ideali di quel rigore etico, intellettuale e artistico che animò le ricerche della “macchia”, dagli esordi condivisi con entusiasmo da tutti i componenti del gruppo (in mostra spendidi dipinti di Costa, De Tivoli, Abbati, Borrani, D’Ancona, Banti, quasi tutti mai esposti a Castiglioncello), sino agli esiti solitari, straordinariamente originali e innovativi, degli ultimi Fattori e Lega.
Il progetto presenta una selezione di opere sceltissime, alcune inedite e altre non più esposte da decine di anni. Si ricordano, tra i molti altri, L’alzaia di Signorini e La portatrice di Zandomeneghi, quest’ultima ritrovata in seguito alla mostra di Castiglioncello dello scorso anno, che non comparivano in Italia dall’Ottocento
La mostra, che propone un percorso artistico ricco e articolato, apprezzabile anche solo attraverso le immagini e lo sguardo, offrirà, altresì, spunti per interessanti approfondimenti critici, dalle straordinarie rivelazioni scaturite dall’esame riflettografico, cui sono stati sottoposti alcuni importanti dipinti presenti, alla prima traduzione italiana dei più significativi scritti di Proudhon sull’arte.


Il volume comprende gli interventi di Cosimo Ceccuti, di Piero Dini, e di J.J. Fernier studioso di G. Courbet. Ricche e documentate schede critiche di Silvestra Bietoletti e Rossella Campana accompagneranno le opere, facendo luce su un percorso per molti tratti ancora inedito, documentato per l’occasione da splendidi dipinti non più visti da tempo e da alcuni inediti.
Ampi stralci dagli scritti di Proudhon e di Courbet verranno tradotti per l’occasione e presentati in appendice, unitamente alle riflessioni sul Realismo di Diego Martelli, di Telemaco Signorini e di Giuseppe Abbati.




La presente mostra “Da Courbet a Fattori. I principi del vero”, se da un lato si pone in linea di continuità con il percorso espositivo promosso sino a oggi dal Comune di Rosignano Marittimo con l’intento di indagare aspetti ancora inesplorati della ricerca macchiaiola, il suo legame con i luoghi della Toscana e il suo condividere i contemporanei fermenti figurativi europei, dall’altro propone un primo considerevole allargamento di prospettiva, che, presentando circa settanta opere di grandissimi pittori italiani e francesi, vuol gettare nuova luce sulle origini, la maturità, i diversi sviluppi, le contaminazioni, le prospettive aperte da uno dei più rilevanti movimenti artistici italiani dell’Ottocento. Curato da Francesca Dini, il percorso espositivo prende avvio dagli spunti che i macchiaioli ricevettero dagli splendidi dipinti di paesaggio, e non solo, conservati nella collezione Demidoff, meta di regolari visite nella omonima villa di Firenze, per documentare le prime curiosità parigine di Serafino De Tivoli, Giuseppe Palizzi e Nino Costa, nei confronti dei paesaggisti di Barbizon e di Corot, ma anche, e soprattutto, l’adesione estetica, oltre che sociale, morale e politica ai principi del realismo, conosciuti e studiati attraverso gli scritti di Proudhon. Viene esposto per la prima volta in Toscana un nucleo ragguardevole di opere di Courbet, considerate, proprio per il tramite degli scritti di Proudhon, che ne fu attento e originale esegeta, quali interlocutrici ideali di quel rigore etico, intellettuale e artistico che animò le ricerche della “macchia”, dagli esordi condivisi con entusiasmo dai vari componenti del gruppo, alla maturità (in mostra rari dipinti di Abbati, Borrani, D’Ancona, Banti, Lega e Fattori, scelti tra quelli mai esposti a Castiglioncello), al confronto con il naturalismo nelle due declinazioni “campestre” e “cittadina” (dipinti di Cannicci, Gioli e Ferroni accompagnano una ricca sezione dedicata a Telemaco Signorini), sino agli esiti solitari, straordinariamente originali e innovativi, degli ultimi Lega e Fattori.
Grazie alla disponibilità delle più importanti istituzioni pubbliche e di numerose collezioni private, l’esposizione propone, come nelle precedenti edizioni, una selezione di opere sceltissime, alcune inedite o non più esposte da decine di anni.
Si ricordano, tra le altre, L’alzaia di Signorini e La portatrice di Zandomeneghi, quest’ultima ritrovata in seguito alla mostra di Castiglioncello dello scorso anno, che non comparivano in Italia dall’Ottocento. La mostra è stata pensata affinché il visitatore, anche attraverso il semplice sguardo, potesse percepire e registrare lo snodarsi di un percorso artistico ricco di voci e sfumature originali. D’altra parte, grazie al contributo degli illustri studiosi che compongono il comitato scientifico, il presente catalogo è stato arricchito di contributi che offrono spunti per inediti approfondimenti: dalle ormai consuete, ma sempre qualificatissime e insostituibili, presentazioni storico-artistiche di Francesca Dini e Cosimo Ceccuti, alla nota incisiva e illuminante di J.J. Fernier, uno dei maggiori conoscitori di Courbet, alla utilissima riflessione su Martelli e il realismo proposta da Piero Dini, agli ampi stralci tratti dagli scritti di Proudhon, per la prima volta editi in italiano, agli ulteriori interventi critici, tra i quali è opportuno segnalare le risultanze dell’esame riflettografico, cui sono state sottoposte alcune opere in mostra.
 
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